Tiger Experience #recensione #review

Quante volte il ruggito di una tigre, di un leopardo o di un altro grande felino comparso improvvisamente su un palco dopo il gesto di un prestigiatore ci ha emozionato e sorpreso? Chi non si è lasciato affascinare dal film “Il bacio della pantera” in entrambe le sue incarnazioni?

Ma quanto e cosa sappiamo di questi straordinari animali e come possono diventare star del palcoscenico?

In Italia c’è un unico posto dove poter avere tutte queste risposte ed è il Tiger Experience (http://www.tiger-experience.com/) con sede a Campolongo Maggiore (Ve). Qui è possibile svolgere diverse tipologie di attività: il Tiger Tour (della durata di due ore per un gruppo di visitatori), il Tiger Exclusive (una visita approfondita della durata di 4 ore per 2/4 persone) o il Ranger per un giorno ovvero un’intera giornata a fianco dei keepers per comprendere l’impegno e la costanza che servono quotidianamente per prendersi cura di questi animali.

La filosofia del parco è: “Noi non siamo i padroni degli animali. Ogni animale appartiene a se stesso. Noi siamo solo i keepers, ovvero le persone che hanno il dovere e la fortuna di prendersene cura”.

Sinceramente avevo sempre visto foto di questo luogo, ma andarci è un’esperienza unica che nessuno si aspetterebbe e, sinceramente, devo dire che io l’ho vissuta anche da privilegiato perché oltre alla visita di gruppo ho avuto altro, ma andiamo per ordine.

La prima volta che sentii parlare di questo luogo fu ovviamente da Gianni Mattiolo il grande performer dell’illusionismo la cui bravura scenica e professionalità mi spinse a contattarlo. Come dicevo a lui, mentre si pranzava con i suoi collaboratori, io spesso sostengo che le grandi illusioni non mi piacciono perché si tende a confondere l’avere un attrezzo e usarlo con quella che dovrebbe essere invece la fascinazione scenica. Con le sue esibizioni non è mai successo grazie al suo profondo studio e conoscenza della materia e ogni volta che sul palco compariva un suo gattone non era mai un effetto buttato a caso, ma il colpo di teatro finale dell’esibizione, qualcosa che il pubblico non si aspettava.

Questi animali sono sfruttati? Maltrattati? Costretti in una gabbia? Gianni e il suo collega, l’addestratore Giacomo Ferrari, rispondono a queste e altre innumerevoli domande degli ospiti che sono condotti di gabbia in gabbia (bè diciamo che sono più grandi del mio appartamento a Roma…) alla scoperta della peculiarità dei singoli rappresentanti delle varie categorie con scoperte, almeno per me, notevoli come la pantera nera che in realtà è “solo” una variante melanica di un altro felino (leopardo) e non un esemplare a parte.

Come dicevo prima io sono stato un visitatore privilegiato avendo avuto la possibilità di visitare il parco pre e post tour e assistere quindi anche al pasto dei vari felini con ampie spiegazioni sulla loro dieta e le abitudini (vi giuro c’è una tigre che porta il suo cibo su quello che potrebbe rassomigliare a un piccolo tavolo). Ho visto un leone giocare a rimpiattino con un giovane collega e fotografo del parco (l’animale si nascondeva nella gabbia e guardava se il giovane lo vedeva o se si era nascosto!) e ho potuto ammirare uno dei cuccioli di tigre da molto, molto, molto vicino.

Gianni e Giacomo sono stati due eccellenti padroni di casa nel rivelarmi il loro mondo e spalancarmi davanti delle realtà (come quella della caccia) a cui non avrei mai pensato oppure mi ci sarei riferito in maniera errata. Sanno essere perfettamente scientifici senza essere morbosi o pedanti, anzi la loro guida nel mondo dei felini è una lezione affascinante tra sapere, gioco e show.

Se è impressionante vedere come Giacomo si rapporti con questi animali, di contro Gianni mi spiegava come lui nei suoi numeri teatrali li “caricasse” all’ultimo e come trasformasse il tutto in un gioco e in una ricompensa. Di come sia importante che non siano mai destabilizzati nel percorso da compiere e che tutto presenti sempre le medesime caratteristiche.

Da questi particolari si evince quanto studio e passione abbia dedicato all’arte magica tanto da divenire, con il suo parco e i suoi collaboratori, un punto di riferimento internazionale e non solo per il mondo dell’illusionismo, ma per il cinema o il mondo della pubblicità.

E’ innegabile l’amore e la dedizione che dedicano a questi meravigliosi animali e, sinceramente, mi è dispiaciuto quando i cancelli del Tiger Experience si sono chiusi alle mie spalle dovendo io rientrare a Roma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.