Recensione Note di Conferenza di Stefano Arditi (questa volta non sto scherzando)!!!

Stefano circa un mese fa mise sul gruppo prestigiazione/?__cft__[0]=AZV32tuclHzdUalgpLrt8oAuncBrtm-yq-UnmL49did8SQuDsVniS3SeFcSJzOjev5tRHUDus0LeE2IEGVUVaD8zNIzpGZxzquY5Uom2pf-ZHBsakMbQmyoR9c8ilIUy6II&__tn__=-UK-R">Prestigiazione.it – Il Gruppo un annuncio “ho trovato delle mie vecchie note di conferenza. Chi le vuole? Spedisco gratis” un annuncio davvero atipico. Rispondo all’annuncio candidandomi, e dopo un paio di settimane arriva la mia copia (n.b. pensandoci non so se sono state spedite a tutti la stessa copia, o Stefano avesse diverse note di diversi anni. Quindi possono essere stati spediti fascicoli differenti)
Inizialmente ho pensato che le avesse ristampate, ed invece la ruggine sulla spilletta denota il periodo della stampa (dai contenuti all’interno penso che siano degli anni 90)
Il lavoro può essere suddiviso in tre sezioni:
La prima é pura teoria “pratica”. Consigli ed idee di argomenti che si sanno “per sentito dire” o solitamente si ha un idea non ben precisa (organizzazione spettacoli, SIAE, collaborazioni, gag, luci). In questa sezione Stefano ha analizzato in maniera quanto più dettagliata un insieme di idee, mettendole in un ordine ben definito e chiaro, mettendo in linea tutti i suoi pensieri senza risparmiarsi un minimo della sua esperienza. Sicuramente sono concetti che col tempo tutti ci arrivano col tempo, ma avere generosamente esposto quanto lui ha maturato nella sua esperienza, é un dono senza prezzo.
Nella seconda sezione degli espedienti magici. Non giochi, ma propri veri escamotage da poter essere adoperati in svariati contesti. Qui ho trovato interessante il processo “creativo” che Stefano espone come concatenamento tra un passaggio e la altro, ed ecco ad esempio come un semplice magnete ha diverse applicazioni, nate dall’evoluzione del suo utilizzo.
Terza parte. È quella più corposa, per certi versi più difficile da seguire. Sono pensieri liberi, in sequenza. Interviste, lettere, email scritte da Stefano in quel periodo. Aiutano a capire meglio la persona, il suo trascorso sia artistico che di vita. Inquadra il periodo storico in cui é stato scritto, si mette per certo versi più a nudo e ci invita a capire il perché delle sue scelte, sia dovute a quanto vissuto negli anni dall’artista, sia nella vita privata che nell’arte, sia per la sua sensibilità verso le tematiche sociali. Ecco, queste ultime inquadrano meglio il periodo. Te lo fanno sentire “distante”, ma subito dopo attuale. Sono cambiate le guerre, i problemi sociali, quelli sanitari, ma non sono mai terminati. Cosa é cambiato da allora?
Conosco Stefano perché lo incontrai un anno alla notte magica di Pescara, dove partecipai ad un concorso di magia, lui era nella giuria. Dopo gli chiesi un parere. Tagliò immediatamente corto “non era un numero da concorso”, poi silenzio. Dopo una decina di secondi poi mi diede qualche consiglio dopo che glielo chiesi. Ecco l idea che mi porto di Stefano da allora, una persona diretta, senza giri di parole, pratico e diretto. Ma subito dopo ha la pazienza di perdere tempo con un “pischello” a dargli qualche consiglio, senza però avere la presunzione del “si fa così” ma anzi un umilissimo “io farei così”. Ed é questo lo Stefano che ho ritrovato in queste note, quando parla di cosa é giusto o meno, fa capire perfettamente cosa lui pensi a riguardo, ed ecco la sua apertura a voler esibirsi ai “ragazzi dei palazzoni” con il loro linguaggio, affinché anche a loro arrivi la sua magia, e vivano la meraviglia.
Voglio concludere ringraziando Stefano per questo regalo, mi ci sono rivisto tantissimo in questo volume, aumentando verso lui la stima che ho maturato nel tempo attraverso i suoi post sui social.
Se avete modo, recuperatele!

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