Too Unbelievable: Diario di viaggio di un illusionista #recensione #review

Chiarisco subito che il libro scritto da Michael Timaco (in collaborazione con Ilaria Riccardi) non è un libro che tratta di magia… pur parlandone. Non è nemmeno un’autobiografia seppur descriva la vita di questo giovane illusionista. È difficile classificare questo libro perché ha diverse interessanti sfaccettature per le quali mi sento di consigliarlo a tutti coloro che soffrono di wanderlust e fanno magia.

Michael, senza alcuna pretesa letteraria se non quella dettata dalla sincerità e dalla curiosità che lo spinge ad andare avanti percorrendo strade inesplorate, racconta di come si sia avvicinato al mondo dello spettacolo, dei successi quanto delle débâcle (parte solitamente omessa nelle biografie) e soprattutto di un male subdolo che colpisce molte persone e di cui (senza capire il perché reale) ci si vergogna a parlare ovvero la depressione. Timaco ne parla schiettamente partendo dal primo attacco di panico alla discesa verso il basso e ciò che ha fatto per debellare questa patologia e come la magia abbia contribuito al processo di guarigione.

Buona parte di questo libro, dopo aver parlato degli inizi della carriera, al rapporto con la televisione o il Caffè Teatro, è dedicata al viaggio in Marocco per il format da lui ideato che dà il titolo al libro. Un format in cui lui e il suo socio di molti spettacoli, Ale Bellotto, non solo è ideato per mostrare i luoghi, le usanze e la vita quotidiana del Marocco, ma anche l’intrattenimento che i due maghi eseguono per gli spettatori locali e i turisti con dei giochi di prestigio anche per vedere come diverse etnie rispondono a questa particolare tipologia di arte.

Viene descritto quali numeri hanno realizzato, le impasse dovuti a imprevisti legati al viaggio o al clima e i successi come la performance improvvisata per i clienti di un riad il tutto su sfondo di paesaggi incredibili e realtà che vanno dallo strabiliante allo scioccante. Cò che troviamo di sorprendente nella vita farà parte non solo del nostro bagaglio emozionale, ma di ciò a cui potremo attingere per la messa in scena.

Un libro che può offrire spunti e riflessioni su come un giovane può approcciarsi al mondo e alla magia intersecandoli tra di loro. Perché un viaggio (fisico o emotivo) ha qualcosa di magico e la magia è il viaggio dello stupore e della scoperta di qualcosa di diverso dal quotidiano.

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