Recensione di “Bustric e il magico Piccolo Principe”

Di Mago J AKA Jefte Fanetti

28 Aprile 2019 – Teatrino Civico di Chivasso (TO)

Bustric, che nella vita fuori dal palco si chiama Sergio Bini, è un folletto che ha la capacità di affascinare ogni tipo di pubblico con le sue parole e il suo modo di muoversi. Scegliendo di vedere il suo spettacolo sappiate che non vedrete uno spettacolo di magia, ma assisterete a una divertente rappresentazione in cui la magia è usata come strumento per sostenere la storia che viene narrata.

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Bustric e il magico Piccolo Principe è uno spettacolo per famiglie, in quanto al suo interno presenta tanti elementi di uno spettacolo per bambini, molto coinvolgimento, giochi con una morale educativa, domande dirette ai più piccoli. Altrettanto spesso fa battute e strizzatine di occhio agli adulti, divertendo un pubblico di ogni età, anche se con questo sistema ogni tanto perde coerenza con lo stile che sta proponendo.

Sul palco ci sono un sacco di oggetti che pian piano acquistano uno scopo nello spettacolo che usa il pretesto della storia del Piccolo Principe per permettere a Bustric di fare tutte gli esperimenti e i molti numeri che compongono tutto lo spettacolo, basati sulla pantomima, la magia, la giocoleria e la narrazione.

Apparizioni di acqua da attrezzi quale l’anfora inesauribile e le coppe dell’acqua, apparizioni di monete con il sogno dell’avaro, manipolazioni di fiori e palline, fiammate e camminate su bauli sospesi per aria sostengono il lato magico dello spettacolo. Se visto con l’occhio di un prestigiatore quasi tutti i numeri appaiono molto sporchi e alcuni trucchi troppo evidenti, ma l’esperienza di palco di questo artista e la sua forte personalità fanno passare tutto in secondo piano. Anche il fatto di stare facendo uno spettacolo in parte mirato ai bambini fa perdonare al pubblico tutte le imperfezioni tecniche.

Le capacità attoriali di Bustric spiccano quando cambia personaggio e si trasforma nell’uomo d’affari tratto dalla storia del Piccolo Principe o nel buffissimo nano Bibù. Infilandosi in un baule, mettendosi delle finte scarpe alle ginocchia e un buffo cappello si trasforma in nano con movenze molto buffe e, cantando con uno stile alla Petrolini, riesce a divertire adulti e bambini con un numero d’altri tempi.

In un’ora e un quarto si vedono un sacco di cose, tutte condite con il pregio più grande di Bustric, la sua favella. Ha la capacità di affascinare, intortare e anche stordire con le parole, riuscendo spesso a fare dimenticare che il numero che sta facendo non avrebbe nulla a che fare con la storia del Piccolo Principe. A volte lascia le frasi a metà perché si vede che ha deciso di cambiare programma all’ultimo secondo, altre volte ti narra una storia mentre cerca un attrezzo che non trova più sul palco, ma sono tutte caratteristiche di un personaggio genuino che non puoi non amare.

Davanti a un palco rimango sempre affascinato quando vedo un artista che ci mette cuore e anima in ciò che fa. Bustric mi ha fatto ridere, mi ha fatto stare bene e mi ha fatto uscire meglio di come sono entrato. Cosi dovrebbero essere tutti gli spettacoli. Il resto è aria fritta!

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