5 Domande: Salvatore “Berok” Rapacciuolo

salvatore berok rapacciuoloOggi intervistiamo Salvatore Rapacciuolo, presidente del Circolo Magico Bartolomeo Bosco di Torino, che molto gentilmente risponde alle nostre domande!

Salvatore Rapacciuolo, in arte Mago Berok, è l’attuale presidente del Club Magico Bartolomeo Bosco di Torino (CMBB). E’ arrivato a questa carica dopo aver ricoperto per anni nel suo club il ruolo di consigliere incaricato della didattica. In tale veste ha formato decine di maghi torinesi, realizzando a questo scopo una vasta serie di dispense originali sui più vari argomenti della prestigiazione, in particolare su cartomagia, monetomagia e sulla magia di base per tutti i nuovi iscritti al club.
Subito dopo la sua elezione a presidente imprime una svolta fondamentale al club realizzando un accordo con Fabio Vangelista, creatore del Salotto Magico (apprezzato locale di spettacolo torinese) e della Torino Magic Academy (TMA). Oggi, grazie a questo accordo, le tre realtà (CMBB, TMA e Salotto Magico) convivono sotto lo stesso tetto e realizzano insieme straordinarie iniziative per molti versi uniche in Italia.

La TMA, avvalendosi dell’esperienza formativa del CMBB, tiene un vero e proprio corso accademico di prestigiazione, con esami mensili ed un percorso scolastico di durata triennale che porta gli allievi a diventare esperti di tutte le branche principali della prestigiazione. Il CMBB, inoltre, organizza l’EISM (Exclusive International Stars of Magic, creato dalla fervida mente di Fabio Vangelista e Beppe Lo Verso), una innovativa formula che porta a Torino i nomi più grandi della magia mondiale. Queste Star (quasi sempre campioni o vicecampioni FISM) propongono al pubblico torinese non solo le loro straordinarie conferenze ma anche un workshop di 8 ore e, soprattutto, il loro One Man Show: una imperdibile occasione sia per i maghi (che hanno la rara possibilità di imparare ogni segreto di queste Star proprio quando sono all’opera in una situazione di spettacolo reale) che per i cittadini torinesi, che hanno la possibilità di vedere nella loro città quel genere di spettacoli che solo un viaggio a Las Vegas può regalare.

Infine il Salotto Magico organizza un seguitissimo talent show teatrale, chiamato X-Magic. Durante numerose serate di spettacolo magico i concorrenti del talent, provenienti da tutta Italia, si esibiscono per il pubblico torinese. A giudicarli, una giuria tecnica affianca il voto del pubblico che, per alzata di paletta, può esprimere il suo apprezzamento per questo o quel mago, spianandogli la strada verso una delle prime tre posizioni in classifica che si divideranno un ricco montepremi di 3.000 euro.
Frattanto il Mago Berok, pur continuando lo svolgimento dei suoi ruoli istituzionali, trova anche il tempo di continuare le altre attività a lui care: traduce libri (es. I Trucchi della Mente, Codice Edizioni) e fa da interprete alle conferenze internazionali, continua la stesura di dispense scolastiche (col progetto di farne dei libri di testo) e si interessa del recupero storico della figura di Bartolomeo Bosco sia raccogliendo tutto il materiale che lo riguarda, sia proponendo al pubblico torinese la sua conferenza/spettacolo sulla figura di questo straordinario mago: il prestigiatore italiano più noto e di successo mai esistito.

1) Come ti sei avvicinato alla prestigiazione?

La passione per la meraviglia e l’illusione è qualcosa, io penso, che ci si porta dentro fin dalla nascita. In molte occasioni ho avuto modo di accorgermi di questa passione ma essa è rimasta latente per molti anni: non era ancora arrivata l’occasione giusta! Inizialmente dunque coltivai un’altra mia grande passione: quella per l’informatica. Questa disciplina tutta fatta di numeri e istruzioni, io l’ho sempre considerata come una vera e propria arte e, sicuramente, mi ha insegnato il ragionamento logico e formale, che mi è stato sempre di grandissimo aiuto nella creazione di effetti magici.
Dopo aver tentato la carriera universitaria iscrivendomi al Politecnico di Torino proprio a ingegneria informatica, mi sono ritrovato catapultato a Roma grazie ad un concorso pubblico per Controllore del Traffico Aereo. Nell’anno che passai là (1996/1997) mi riavvicinai alla magia grazie all’acquisto di alcuni giochi per principianti che la cartolaia vicino casa vendeva. Conobbi così il signor Vincenzo Di Fatta che, allora, era fidanzato con la suddetta cartolaia. La scintilla della passione magica era scoccata ancora una volta. Stavolta però in Di Fatta (il più grande distributore di magia per “babbani” in Italia) avevo anche un interlocutore a cui chiedere informazioni. Nonostante i corsi di specializzazione per il mio lavoro fossero piuttosto duri, cominciai ad allenarmi come un dannato, riuscendo perfino a stupire qualche mio compagno di corso.
Da Roma fui trasferito a Milano, dove iniziai a lavorare come Controllore di Volo. Oramai però avevo deciso che sarei diventato un prestigiatore e così andai in cerca di qualche associazione magica cui iscrivermi. Trovai il CLAM in internet e là ricevetti la mia prima istruzione sotto la indimenticata guida di Vanni Bossi. Devo dire che l’incontro con Bossi è stato davvero illuminante perché lui ha saputo trasmettermi l’amore per la storia e la ricchezza espressiva della nostra arte e, soprattutto, un rispetto incondizionato per i maestri che ci hanno preceduto.

2) Qual è il momento che ricordi più intensamente della tua esperienza da prestigiatore.

I miei ricordi più intensi sono sempre legati a qualche incontro importante attraverso cui mi sono potuto arricchire. Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di venire in contatto con le menti creative più importanti del mondo magico ed ognuna ha saputo donarmi a suo modo qualcosa della sua inimitabile esperienza. Il primo fu certamente Vanni Bossi, prima maestro d’arte e di vita, poi sincero amico. Impossibile poi non citare Eugene Burger, la cui visione dell’arte magica continua ad ispirarmi tuttora; fondamentale è stato anche il maestro Silvan, che ha saputo insegnare a me come a tutti gli italiani cosa vuol dire passione per l’arte e rispetto del pubblico; la mia stima incondizionata va a Jeff McBride, che ha gli occhi del bambino che impara uniti all’esperienza e al carisma dello straordinario insegnante che sa essere. David Copperfield lo incontrai faccia a faccia sul suo palco (mi aveva scelto come spettatore, me fortunato!) e di lui ricordo quell’aura di infinito carisma magnetico che davvero sa elevare un mago al di sopra della gente comune. Non posso nemmeno dimenticare l’affetto per Enzo Pocher, il primo presidente del CMBB, che, ormai ultranovantenne, ogni giorno mi insegna la gioia di vivere una vita piena e felice, conservando intatta la passione per la magia come fosse il primo giorno. Ma il mago che sicuramente ricordo con maggior intensità è l’inimitabile Juan Tamariz. Con lui frequentai un workshop di due giorni che scosse violentemente le fondamenta di tutto il mio pensiero magico. La sua ricchezza interiore, la sua genialità, l’infaticabile e incondizionata passione e la potenza della sua magia sono assolutamente inimitabili e servono d’esempio ad ogni mago che ambisca a definirsi tale.

3) Quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di più ed in che modo?

Un bell’elenco di personaggi importanti l’ho già fatto nella domanda precedente. Non mi resta che aggiungere quelli che, per sopraggiunta forza maggiore, non ho potuto conoscere direttamente. Certamente il primo che devo citare non può che essere Dai Vernon. Quest’uomo ha dato all’arte magica nuova forma e nuovo corso, trasformandola da esercizio tecnico in arte dell’illusione. Ogni prestigiatore avrà con lui più che con ogni altro mago un debito impagabile. Secondo nella mia personale classifica (tenete conto che sono principalmente un mago da close up) è Tony Slydini, che seppe definire e raffinare ogni tecnica di misdirection. Insieme al già citato Tamariz, il maestro Arturo de Ascanio ha saputo formalizzare molti temi dell’arte magica: forse non fu il più grande esecutore di tutti i tempi ma ogni grande star della magia deve anche alle sue teorie il proprio successo.
A ruota seguono i quattro padri della magia moderna: primo fra tutti fu Jean Eugene Robert Houdin, che tutti noi ben conosciamo. Assieme a lui, Hofzinser, Döbler ed il nostro Bartolomeo Bosco seppero traghettare la magia in un’epoca moderna. Questi quattro personaggi ottocenteschi ebbero il merito di prendere un’arte che stagnava fin dal medioevo, relegata quasi sempre nelle fiere di paese fra gli spettacoli dei saltimbanchi, e di innalzarla al ruolo di nobile arte di intrattenimento, adatta ai pubblici più colti, ai migliori teatri, ai salotti borghesi, alle ville nobiliari e alle regge dei regnanti di tutta Europa.
Se mi è concessa un’ultima citazione, aggiungo Houdini: più che un mago un escapologo impareggiabile ma, più che escapologo, un vero maestro nell’arte di pubblicizzarsi. Un’arte, questa, che dovrebbe essere insegnata ai maghi assieme alla doppia presa e al tornichetto.

4) Quale aspetto della nostra arte preferisci?

Ciò che è più gratificante nella magia è sicuramente il momento in cui si riesce a ricreare l’espressione di attonito stupore del pubblico. Tre sono i sentimenti che innalzano lo spirito umano: l’amore (di cui ogni arte parla costantemente), l’allegria (che tanti e tanti comici sanno generare) e la meraviglia. In un mondo sempre più arido e disilluso il prestigiatore diventa via via più importante in quanto dispensatore di meraviglia. Per riuscire in questo, però, serve un impegno costante e incondizionato e, soprattutto, un amore infinito per il proprio pubblico.
Purtroppo esistono al mondo tantissimi prestigiatori che prendono la prestigiazione come mezzo per una rivincita nei confronti del mondo, ritenuto colpevole del loro personale fallimento come esseri umani. Questo è molto triste perché tali prestigiatori non proveranno mai la gioia di dispensare meraviglia, anzi non faranno altro che allontanare il pubblico dalla nostra arte.
Oltre alla meraviglia, comunque, la nostra arte ci regala anche qualcosa di altrettanto importante: un baratro ipnotico. Mentre studiamo le infinite possibilità dell’illusionismo, è come se ci affacciassimo ad ammirare le profondità sconosciute della magia, scoprendo infiniti mondi di conoscenza che ci attendono: non solo esistono tecniche a non finire, innumerevoli giochi da imparare, pletore di maghi cui ispirarsi; esistono pure numerose arti collaterali il cui studio ci può costantemente arricchire: la neuroscienza, che studia il funzionamento meccanico del cervello; la psicologia, che lo analizza dal punto di vista logico e comportamentale; il teatro, che ci fornisce gli strumenti per stare in scena, la dizione, che cura la nostra voce e così via, in una serie senza fine di possibilità di studio e di espressione. E’ davvero un baratro cui affacciarsi! Ma è un baratro affascinante, che deve essere affrontato non con l’angoscia di chi non potrà mai arrivare alla fine ma con la gioia di chi avrà sempre da imparare.

5) Quali sono i tuoi progetti futuri?

Essere presidente di un club asciuga gran parte delle risorse mentali e del tempo a propria disposizione soprattutto se, come nel mio caso, il proprio sostentamento proviene da un altro lavoro. Nonostante ciò, cerco di perseguire almeno due obiettivi fondamentali. Il primo è quello didattico: sono un grande appassionato di formazione ed amo davvero insegnare la buona magia a chiunque me lo chieda. Ecco perché ho scritto e sto scrivendo molte dispense in vari campi dell’arte magica. Sono quasi tutti lavori in costante costruzione, che avanzano passettino per passettino ad un ritmo dettato dalle necessità della scuola di magia. Naturalmente voglio arrivare a realizzare qualcosa di finito.

Il primo progetto che voglio portare a compimento è un libro di Primi Incontri con la Magia. Tradizionalmente i nuovi soci del CMBB (come di molti altri club magici) affrontano un corso introduttivo prima di diventare soci effettivi. Il mio libro di Primi Incontri viene attualmente usato, in bozza, come testo di questo corso. Al più presto vorrei terminarlo per poterlo far diventare patrimonio della magia italiana. Patrimonio è una parola grossa, è vero, ma è altrettanto vero che ad oggi non esiste un testo introduttivo pensato proprio per queste occasioni. Spero che la comunità magica vorrà accoglierlo con favore.

Altro mio interesse è quello storico, in particolare sulla figura di Bartolomeo Bosco, definito a giusta ragione il più grande mago italiano di tutti i tempi ma oggi dimenticato perfino dai suoi concittadini. Su di lui sto raccogliendo tutte le notizie possibili per onorarne la memoria, ed ho anche realizzato uno spettacolo pensato espressamente per presentare la sua figura al pubblico torinese ed italiano.
Se volete saperne di più sui miei progetti o su quelli del Club Magico Bartolomeo Bosco, sentitevi liberi di contattarmi attraverso il nostro sito: www.bartolomeobosco.net. Se, invece, volete partecipare al nostro talent o ai nostri spettacoli, sia come maghi che come pubblico, potete farlo attraverso il sito del nostro locale: www.salottomagico.com.

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