Recensione: Conferenza di Gabriele D’Angiò

Considerazioni conferenza di Gabriele d’Angiò 

Di Salvatore Maria Ciccone AKA Saykon

@gabriele.dangio @mago.saykon #recensione #mentalismo #magia #prestigiazione #lecture #conferenza

Semmai un #domani vi trovaste di fronte #casa sua, e Gab vi invitasse ad entrare nel suo studio, subito notereste il suo… problema. Ed è difficile che non risalti subito all’occhio, inevitabile quasi che non si finisca a parlarne. Non so come faccia a conviverci, io al suo posto sarei impazzito, eppure lui sembra abbia trovato una sua dimensione, un suo equilibrio… insomma, sono costretto ad usare quella parola che non vorrei dire: ORDINATO! #Gabriele è ordinato in maniera cronica! Ma è una cosa assurda: Ha tutti i libri esposti in fila, ordinata, suddivisi per #genere. Una collezione di mazzi di #carte, suddivisi per #autore, per casa produttrice, e messi in fila per data! Non vi dico che #stress sia per me quando #viaggiamo assieme, ed ha i suoi angoli tutti ordinati mentre condividiamo la #stanza. E questo ordine lo ha anche nella testa, nel modo di ragionare e pensare! Legge tantissimo, ma davvero troppo, e tiene tutto a mente, ha un angolo nella sua testa in cui annota gli effetti, la tipologia di effetti usati, i nomi degli autori, la storia del singolo gioco. E li nella sua testa riesce a catalogarli in più categorie!

Sarebbe un prestigiatore di tutto rispetto se non fosse poi così fissato con quest’ordine, la monetomagia… ed il mentalismo!

Ok, se non lo avesse ancora capito, sono a disagio con l’ordine, non sono appassionato di monetomagia, e specialmente, non amo il mentalismo. Ed ovviamente Gab, dopo avermi shockato con il suo ordine cronico, a ben pensato di fare una pubblicazione di un effetto di mentalismo, con monete! Ma a questo ci arriveremo tra poco.

Ieri sera al Ring108 abbiamo assistito alla sua conferenza, un concentrato di suoi effetti di mentalismo, che definirei “pratico”. La scelta dei suoi effetti è stata estremamente descritta nella sua premessa:

Effetti dal facile set up, ideali per tutti coloro che LAVORANO ed hanno poco tempo per setup assurdi e macchinosi. I suoi effetti sono tutti setuppabili tra i 5 e 10 secondi

Di tecnica non estrema, ma che con una buona presentazione siano di impatto su un pubblico

Effetti differenti tra loro, che non siano “sette varianti di come ti leggo la mente”

Ed un aspetto che ho apprezzato tantissimo: Personalizzati.

Partiamo da quest’ultimo punto. Gab come pochi qui a Napoli (pochissimi anzi) nonostante la sua giovane età, ha fatto tantissima esperienza LAVORATIVA, ad esibirsi in tantissimi contesti, a ripetere gli effetti che proponeva allo stremo, fino a evolverli, aggiungendo e togliendo, giungendo alla fine ad un prodotto personale, senza mai dimenticare da dove è partito (Ricordate quando dicevo che tende ad essere ordinato? Questo intendevo. Nella sua testa ha sicuramente conservate le varianti dei suoi effetti anche durante l’evoluzione)

Sette effetti, cinque del suo repertorio, uno riguardante la sua pubblicazione, ed infine… un inc***la maghi (e ci sono cascato pure io all’epoca!)

Non partiva subito con l’effetto, come quando si esibisce, e come quando uno Chef presenta la sua opera, per farti venire l’appetito, così introduceva l’argomento (e non il gioco) facendo interessare il pubblico ancor prima che mettesse mano all’attrezzatura. Ah, importante, l’attrezzatura, prevalentemente tutto carta e penna, roba che davvero a momenti la fai impromptu in giro con quello che trovi!

E quindi: Empatia, psicometria, lettura del pensiero, trasmissione del pensiero, coincidenze che ti richiamano un secondo applauso!

Di ogni singolo effetto poi, ha riportato la storia di esso, roba che si è andato a cercare anche le pubblicazioni di prima del 1800 (come abbia fatto non lo so!) segnalando il nome dell’effetto, l’autore, l’anno di pubblicazione e il testo. Ripeto, ha troppo ordine in testa per catalogare tutta questa mole di informazioni!

Ancora, mi è piaciuto molto come poi, ogni singolo effetto, ne riportasse dopo la spiegazione, la sua variante “informale”, ovvero, quando si è trovato tra amici o conoscenti, non per lavoro, come eseguisse lo stesso effetto, dimostrando quindi la praticità dello stesso effetto. E posso dire che queste differenze le ho viste anche le volte che siamo usciti assieme, che arrivava l’amico a chiedergli “mi fai un gioco” e lui tranquillamente, esibiva gli effetti del suo repertorio.

Il dono più grande infine, è stato il condividere la sua esperienza maturata sul campo, sul perché ha effettuato tali scelte di tecniche, presentazione, parole da dire e azioni da compiere. Senza contare la sua sensibilità artistica, di entrare in empatia con il pubblico, e quindi come comportarsi in base alle persone che ha davanti. Non quindi un copione prestabilito. Puro estro artistico commerciale, ottenendo quindi la massima reazione dal pubblico che si trova davanti di volta in volta.

Tutto il tempo è stato un abile oratore, come Cicerone diceva si doveva essere:

ci ha deliziato con la sua arte di intrattenere

ci ha insegnato, portandoci tutte le informazioni, cenni storici e quant’altro

ci ha emozionato, stupendoci come prestigiatore (o meglio mentalista)

Anche sull’effetto conclusivo, quello che ci ha fregati, mi sono sentito fregato una seconda volta quando mi ha fatto notare che anche io eseguivo questo principio tantissimi anni fa, per provarci a distanza con le ragazze (il metodo era n pochino macchinoso, ma andavo a segno!) appreso anni fa proprio al Ring108 grazie a Nicola Santamaria. Gab anche questo effetto lo ha reso più lineare, pratico ed immediato, ovviamente con una presentazione per il pubblico prettamente di prestigiatori, ed una presentazione per il pubblico profano (che frega comunque anche agli addetti ai lavori). La potenza di questo effetto, è che smonta la soluzione anche in chi conosce il metodo, perdendosi, abbandonandosi nel piacevole “come c**zz ha fatt!?!?”

Ed eccoci arrivati al punto saliente, il libro più criticato, discusso di questo periodo (Polemiche in ben tre lingue diverse e in 5 stati differenti! Ma che te ne fai del Codice da vinci!?!?!)

Gab autonomamente è giunto ad una personale soluzione di un gioco che tutti noi ci siamo trovati a fare, da piccini, la più vecchia sfida mai esistita. Così, da solo un giorno si è messo su questo percorso, ed ha cercato una sua soluzione a quello che era un semplice passatempo. Giunto alla consapevolezza di aver creato dalla sua mente qualcosa di “buono” si è andato a documentare in merito. Ed intanto la sua testa creava, modellava e plasmava un concetto che era solo uno strumento primordiale. Ha scoperto quindi che dietro la frase “indovina in che mano sta” ci avevano lavorato in parecchi prima di lui, sicuramente anche prima del 1800. E nel passato molto più recente, molti altri si erano messi all’opera su questo percorso, con metodi più o meno complicati, impromptu o artificiali. Gab è giunto alla sua soluzione.

Conosco Gabriele da quando sono Saykon in pratica. Conosco lui come Artista, come amico, oserei dire anche come Fratello, ma più di tutto conosco Gabriele d’Angiò come Persona. Conosco la bontà che lo contraddistingue, a prescindere se mi ha ospitato anni fa da lui per due settimane, perché volevo sparire dal mondo, o dal fatto che due anni fa stava immediatamente venendo a prendermi sull’autostrada durante quell’incidente. Se dovessi parlarvi delle storie mie e di Gab, facciamo Capodanno. Gab ha un rispetto per il prossimo assurdo, non l’ho mai visto parlare male di nessuno, neanche dei pezzi di sterco conclamati. Ed ha una passione per l’arte, per la magia assurdi, come pochi. Ha sempre dentro di sé la consapevolezza che noi siamo il frutto di un’evoluzione, che le nostre idee sono l’evoluzione di ciò che vediamo, di ciò che studiamo. Ha letto troppi libri per poter avere una presunzione di dire “Questo lo ho inventato di sana pianta io!”. Nel suo libro, ha riportato tutti gli autori che ne hanno trattato, di cui si è informato, ed anche terzi a cui tutt’ora ci stanno lavorando, invitando il lettore ad informarsi ulteriormente sull’argomento. Sapete cosa è questa? È condivisione! Ma purtroppo, in un ambiente pieno di prime donne, di polemizzatori ambulanti, possono fraintendere, pur di dire “Io c’ero! C’ero pure io!”

Intanto Gab continua a non portare rancore, mosso dalla sua unica e vera passione, la magia, in condivisione.

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