5 Domande: Marco Pusterla

 Oggi la tortura delle 5 Domande tocca a Marco Pusterla, che ci risponde con una intervista fitta di informazioni interessanti e di nuovi spunti per studiare la Magia. Magari, chissà, un giorno andiamo a trovarlo per fare un articolo sulla sua leggendaria biblioteca magica!

Sono nato in provincia di Torino nel 1968 ed ho iniziato a fare magia nel 1983: per molti anni ho lavorato con un numero di magia generale in feste pubbliche, discoteche, cinema, teatri nella mia regione. Da sempre appassionato di libri, ho iniziato a comprare e studiare libri di magia in molte lingue: oggi ho una biblioteca che conta più di tremila volumi dal 1500 ad oggi, in Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Giapponese ed altre lingue che nemmeno sapevo esistessero! Dai primi anni ’90, la mia attenzione si è spostata principalmente al close-up, entrando nei circuiti di party privati e di lavoro nei ristoranti tra la Lombardia, Francia e Svizzera. Dal 1998 vivo in Inghilterra, vicino a Cambridge, dove continuo ad esibirmi con close-up e con la mia personale interpretazione della magia bizzarra, un “contastorie magico” per eventi privati su e giù per il paese. In Inghilterra, nel 1999, ho vinto il secondo premio “Close-Up Magician of the Year” al Magic Circle – di cui sono membro – ed ho pubblicato il libro di Christian Chelman, Hauntiques, oltre ad un suo nuovo effetto, Paradise Lost. Oltre alla mia attività come performer, sono un collezionista di magia (una mia intervista su questo argomento e’ stata recentemente pubblicata sulla rivista inglese MagicSeen: http://magicseen.co.uk/ – nr. 49) e mantengo un blog sul collezionismo magico: http://smallmagicollector.wordpress.com/. Il mio sito è http://www.mpmagic.co.uk/

1)come ti sei avvicinato alla prestigiazione?

Ho iniziato a studiare magia nel 1983, dopo un incontro con Enzo Pocher, allora presidente del Club Magico Bartolomeo Bosco di Torino. Egli mi spiegò un paio di effetti e da quel momento il “virus” della magia ha preso piede. Prima di allora, avevo avuto la classica scatola di Silvan, nei primi anni ’70, ed avevo imparato qualche effetto, ma non ero particolarmente appassionato di magia. Avevo la fortuna di vivere vicino a dei prestigiatori con lunga esperienza, quindi iniziai a prendere lezioni di magia, a leggere libri e riviste che mi venivano generosamente prestate e, dopo qualche anno, iniziai a fare spettacoli di magia generale in Piemonte e Valle d’Aosta… ormai la magia era diventata parte di me e non ne sono mai guarito! Come tutti i maghi della mia generazione, devo confessare di aver avuto la mia passione alimentata dalla rivista Stupire che acquistavo settimanalmente in edicola e che oggi, a trent’anni di distanza, è rilegata, in due volumi, nella mia biblioteca.

2)il momento che ricordi piu’ intensamente della tua esperienza da prestigiatore.

Di momenti ce ne sono tanti: dalle telefonate di Uri Geller nei momenti più imprevisti, all’incontro con Christian Chelman che mi ha “fritto” il cervello mostrandomi della vera magia; dal debutto del mio one man show a Milano nel 1996, al ritrovamento degli scrapbooks di Chefalo; dallo spettatore “furbo” che chiama una carta ed io che la taglio immediatamente, alla lezione magica con Simon Drake… In trent’anni di magia, sono molte che cose che mi sono successe e trovare quella più intensa è difficile. Forse, l’esperienza magica che ricordo con maggior piacere è l’incontro con Christian Chelman, uno dei migliori illusionisti al mondo. Molti anni fa, ero per lavoro a Bruxelles ed un sabato decido di andare a visitare il negozio di magia della capitale Belga. Chelman ogni tanto vi lavora come dimostratore. Io lo conoscevo di fama, ma non l’avevo mai visto lavorare: quando lui entra, lo riconosco e gli chiedo se non ha nessun libro. Lui mi mostra i suoi libretti ed io gli chiedo di mostrarmi “qualcosa.” Chelman prende un mazzo di carte ed inizia a mostrarmi delle cose impossibili, letteralmente impossibili! Mi deve anche aver preso in simpatia, tanto che siamo usciti e siamo andati a prenderci qualcosa da bere. Nel bar, mi chiede il mio mazzo di carte, che mescolo, e mi chiede di indicargli un seme. Tredici carte, una dopo l’altra, in ordine crescente, vengono prodotte dal mazzo… tutte del seme da me scelto (fiori…). Da allora è nata una grande amicizia con questo Artista, con cui ho poi studiato, chiacchierato di magia in giro per l’Europa e pubblicato un libro ed un effetto. Credo questa sia forse l’esperienza più “magica” di tutta la mia vita, e mi piacerebbe vedere Chelman a qualche congresso in Italia dato che qui è praticamente sconosciuto.

3)quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di piu’ ed in che modo?

Nella vita di una persona, uno viene influenzato da persone diverse in momenti diversi della sua crescita personale ed artistica. Nel mio caso, si tratta di una lunga lista di persone che mi hanno influenzato ed a volte alcuni elementi di una persona creano un’influenza che si percepisce solo ad anni di distanza. Tra le maggiori fonti d’ispirazione c’è ovviamente Christian Chelman che mi ha aiutato a capire che la mia capacità di narrare storie poteva essere usata per creare magia. Ma c’è anche il pittore americano Jim Warren da cui ho imparato che la fantasia non ha limiti. L’illusionista italiano Chefalo è un’altra figura che mi ha influenzato e mi ha portato ulteriormente verso la ricerca della storia della magia, focalizzando la mia attenzione su un singolo individuo piuttosto che sulla storia più generale della nostra arte. Anche PG Varola, clown e prestigiatore italo-americano, mi ha dato molti spunti di riflessione sulla magia e mi ha fatto riconsiderare molti aspetti dell’arte dell’inganno. Fabrizio De André continua ad ispirarmi su vari livelli: ancora non sono riuscito a mettere in magia il suo Volta la Carta. Ma la lista è veramente lunghissima: ho preso un qualcosa da tutti e l’ho distillato per diventare ciò che sono, un amante e performer dell’arte magica.

4)quale aspetto della nostra arte preferisci?

Negli ultimi anni, mi sto concentrando maggiormente sull’aspetto storico-culturale della magia, ricercando e studiando artisti del passato, e collezionando materiale magico più o meno antico. L’altro aspetto su cui mi concentro sono le esibizioni per il pubblico profano e la costruzione di routine che siano al tempo stesso divertenti e magiche, in cui la tecnica sia nascosta al punto tale da essere invisibile. Non mi ritengo un “mago per maghi,” non passo i giorni a studiare effetti da eseguire in “session” per stupire altri prestigiatori. Secondo me, il fruitore ideale della magia è colui che ne conosce un po’, sufficientemente per capire se un performer è abile o meno, ma non è così ossessionato dai dettagli dell’arte a conoscere tutti i metodi per eseguire un cambio di colore di una carta. La magia non avviene nelle mani: essa avviene solo nella mente degli spettatori e per creare magia si deve lavorare su molti livelli, allo stesso tempo. Da quello tecnico, a quello psicologico; dalla creazione della routine, al suo ritmo; dal controllo dell’attenzione, ai colori degli abiti. Storia della magia e sua performance sono, per me, molto legati: perché un effetto è ricordato a distanza di secoli nelle mani di un esecutore, pur essendo ben noto a tutti i prestigiatori? Il riuscire a capire come si poteva ottenere un riscontro pubblico, in un determinato contesto storico, con un effetto o una presentazione, è un aiuto essenziale a capire come sta andando la magia oggi, che strade seguire…

5)quali sono i tuoi progetti futuri?

Molti, troppi! Il progetto sul quale sto lavorando ora è la biografia di Chefalo, il culmine di più di dieci anni di ricerca sulla vita di questo illusionista. La sto scrivendo, ma il materiale raccolto è veramente tanto ed io non ho il dono della sintesi… purtroppo. Allo stesso tempo, sto lavorando su una serie di nove libri di Christian Chelman, in Inglese, che dovrebbero aggiornare la sua produzione in questa lingua. Come progetti più a breve termine c’è uno spettacolo di magia bizzarra al congresso di Whitby a Maggio, ed una conferenza su Chefalo al congresso dei collezionisti magici ad Amburgo nell’autunno. A questo dobbiamo aggiungere consulenze per illusionisti – parte del mio lavoro quotidiano – una serie di articoli che appariranno nei prossimi mesi su riviste magiche nazionali ed internazionali… Non riesco a lavorare su un singolo progetto alla volta, ho sempre mille cose in pentola!

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