5 Domande: Franz Harary

“5 Domande” a Franz Harary, la star internazionale, grazie al nostro Luca Ramacciotti!

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1) Quale è il tuo approccio alla Magia?

Il mio approccio alla magia è cambiato nel corso degli anni, faccio magia da 40 anni, e da quando ho iniziato è cambiato tutto tantissimo, ma una cosa che è sempre rimasta costante nel tempo è guardarsi attorno, capire cosa stia succedendo, ed allora fare quello che sia diverso e meglio di quello che ho intorno, ed è una cosa che mi disse Michael Jackson: “Franz, qualunque cosa tu faccia fa sempre in modo che sia migliore e differente di quelli prima di te”. Questo è il mio obiettivo, cerco di fare magia in modo diverso da quello che vedo, e migliore, ove possibile, in quanto “migliore” è una cosa molto soggettiva. Ma direi che è comunque tutto molto improntato al mondo visuale, prima penso a quello che voglio far “vedere” al pubblico, e poi con una sorta di “reverse engineering”, cerco di trovare il metodo per farlo.

2)Il momento che ricordi più intensamente della tua esperienza da prestigiatore.

Wow! Domanda difficile! Ho tantissime esperienze che ricordo intensamente! Sicuramente, anche se ovvio, essere di fronte a 100 mila persone che ti acclamano è una cosa molto intensa, tutto il discorso di “celebrità” ha il suo perché… ma ci sono cose che mi hanno colpito a livello più personale. ho tenuto un Ted Talk di fronte a Bill Gates, Al Gore, ed è stato terrificante, ma subito ho realizzato che tutte quelle persone e scienziati erano curiosi e molto aperti a sentire cose diverse da me e dagli altri relatori, e lo ricordo come uno degli “show” più emozionanti della mia vita. C’è stata poi quella volta in Bahrain, tanti anni fa, dopo lo spettacolo un bambino sulla sedia a rotelle mi ha chiesto “Mister Harary, fammi guarire…” e mi sono sentito fuori posto, ma in quel momento ho capito quanto forte e potente possa essere la Magia.

Questo bambino ha visto in me la sua ultima possibilità di guarire. Ho sentito il bisogno di dargli forza e fargli capire che io sono una persona normale come lui, senza poteri speciali. Dopo 10 anni, sono tornato nello stesso posto e l’ho incontrato di nuovo, questa volta riusciva a camminare con le sue gambe, ho provato una sensazione difficile da mettere in parole, ma ho capito quanto forse e quanto forte ed importante la Magia. Noi dobbiamo pensare alla magia come ad un’Arte e non come ad una abilità, come dicevo prima, per creare una cosa nuova, il futuro, e comunicare parte di sé stessi. E come se tutti facessimo le stesse illusioni e trucchi comprati in negozio, diventeremo come cantanti di karaoke, questo tipo di Magia, sarebbe ancora un’Arte o una abilità? Credo che per essere un’Arte la magia deve trasmettere valori e messaggi personali, solo in questo modo noi possiamo portate l’abilità a diventare un’Arte che, sono estremamente convinto, possa anche migliorare questo mondo.

3)Quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di più ed in che modo?

Ho fatto tanto lavoro nel mondo della magia, soprattutto nel mondo pop, progettando illusioni per artisti come Michael Jackson, Janet Jackson, Prince, Madonna, Justin Timberlake, Missy Elliot, etc… Lavorando con questi artisti, ho osservato come producono la loro arte, i concerti, come usano le luci, i costumi, ed ho imparato la “scienza” della produzione di show musicali, così quando produco i miei show, uso la stessa filosofia dei concerti musicali. I miei spettacoli sembrano concerti, anche se quello che faccio è magia.

4)Quale aspetto della nostra arte preferisci?

Il progettare e creare è la parte che mi piace di più, fare qualcosa che non sia mai stato fatto prima d’ora, e metterlo davanti ad un pubblico, ed osservare le reazioni. Sono ossessionato dal creare cose nuove! Poche volte nella mia vita ho avuto l’opportunità di fare lo stesso spettacolo centinaia se non migliaia di volte di fronte ad un pubblico, ed è stato orribile. Mi alzavo alla mattina pensando “devo fare lo stesso spettacolo di ieri e domani”, come mangiare la stessa “ciambella” tutti i giorni. I miei show hanno un’impronta molto “meccanica” si basano su illusioni e meccanismi che danno poco spazio all’improvvisazione.

E’ come se fossi un orologio e io fossi un ingranaggio di questo meccanismo, non ho tanta libertà di movimento come un mago comico o di magia generale… Per tornare alla domanda, quello che mi piace è la novità, creare qualcosa di nuovo che possa stupire il pubblico e comunicargli qualcosa di me, odio fare le stesse cose in continuazione, voglio immaginare, e creare qualcosa di nuovo e metterlo di fronte ad un pubblico.

5)Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sono in fase di produzione di uno spettacolo dal nome “Ocean dreams” in Cina, ma la produzione va a rilento per alcuni problemi tecnologici, uno spettacolo da 8 milioni di dollari, non ci saranno uomini, ma i protagonisti saranno balene, delfini, orche, foche, etc… Non sarà un circo, ma sembrerà che siano gli animali a fare i numeri, come i delfini che comunicano con il pubblico o i leoni marini che controllano le sequenze delle illusioni, difficile da spiegare a parole, uno spettacolo dove gli animali siano i protagonisti e non solo degli “attrezzi” da usare come in una apparizione di colombe.

C’è ancora una cosa… ma è una cosa ancora segreta che non posso svelare!

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