Supermagic Segereti #recensione #review

Ieri, 27 gennaio 2022, c’è stata la prima serata della 18esima edizione di Supermagic in un teatro che ha visto la presenza di moltissimo pubblico e di addetti al settore tra cui il maestro Silvan a cui è stata attribuita la meritata ovazione da parte di tutti gli spettatori.

Supermagic si conferma uno spettacolo di alto livello anche se personalmente avrei impostato la scaletta delle esibizioni in maniera differente evitando anche il ripetersi di una similare grande illusione.

Bellissimo e funzionale il palcoscenico con i ledwall laterali messi inclinati che, con lo schermo centrale sul palco, donavano profondità al tutto (disegno luci e direzione tecnica di Paolo Maria Jacobazzi e datore luci Massimo Farcomeni).

Ad aprire le danze e a fare da trait d’union tra un’esibizione e l’altra Raffaello Corti che ha ben saputo intrattenere il pubblico con numerose gags ottimamente congeniate per idee e tempi comici. Un ruolo non facile da realizzarsi stando in mezzo al pubblico e ideando sempre qualcosa di differente e dall’effetto fulminante.

Cheal Yang, campione di magia asiatico, ha presentato un bellissimo numero di produzione di colombe sospeso tra il classico e alcune innovazioni su altri temi.

Chris Torrente avrebbe fatto pure una bella esibizione. Peccato un cane molesto a disturbarlo… un numero geniale, divertente, con vene di humor nero fino a un finale che definirei lacerante.

Remo Pannain, il padrone di casa, oltre a introdurre la serata con un numero dedicato alla levitazione hai coinvolto i presenti in un calcolo dal risultato davvero sorprendente.

Igna Fire ha portato sul palcoscenico l’escapologia introducendo il suo numero con un video dove ne veniva illustrata la difficoltà e il possibile esito negativo. Il liberarsi dalla camicia di forza a testa in giù ha sempre un forte impatto su tutto il pubblico.

Tre i gli illusionisti presenti sul palco romano che hanno dimostrato come si possa declinare questa branca dell’arte magica realizzando personalissime interpretazioni.

Ottavio Belli ovvero il rock, Alberto Giorgi il laboratorio alchemico ed Erix Logan il modo di esibirsi stile Las Vegas.

Belli basa la propria esibizione sulla velocità, il ritmo incalzante accompagnato da musiche sparate ai massimi decibel di suono. Si rivolge al pubblico con gesti da domatore di circo coinvolgendolo nell’applauso e nel vigore della sua esibizione.

Di contro Alberto Giorgi pare esibirsi in una bolla al di là dello spazio e del tempo. Dopo alcuni bellissimi effetti di manipolazione scenica ha dato vita a un mecha componendone le varie gigantesche parti. Robot che poi si è rivelato, in una sostituzione scenica bellissima, essere lo stesso performer.

Erix Logan, oltre a un poetico e struggente effetto dove ha saputo coinvolgere in maniera perfetta un bambino del pubblico, avvalendosi anche della bravissima Sara Maya che ha cantato in diretta in maniera impeccabile si è esibito nei suoi incredibili cavalli di battaglia. Logan ha presentato effetti sorprendenti compreso una smaterializzazione e rimaterializzazione davvero incredibile.

Spesso le grandi illusioni sono eseguite in maniera molto sbrigativa e grossolana. Questi tre professionisti hanno illustrato come personalizzarle e renderle dei grandiosi atti di vero spettacolo.

Per ultimo ho tenuto Miguel Muñoz semplicemente perché ha dimostrato come l’arte magica sia davvero un connubio di molte parti dello spettacolo presentando un atto tanto teatrale quanto magico quanto di giocoleria. Un’esibizione emotivamente bella dove l’acqua si solidifica nelle sue mani divenendo sfere trasparenti di cui possiamo sentirne la solidità quando il prestigiatore le cozza una con l’altra eppure sfidano la gravità continuamente per poi tornare semplice acqua. Questo campione mondiale della magia ha ideato un numero che è perfetto fin dall’iniziale alzarsi dei veli trasparenti al finale di lui sotto un diluvio di pioggia. Perfetto l’accompagnamento musicale e sonoro.

Una serata straordinaria che ha evidenziato quanti linguaggi possegga il mondo della magia e tutti finalizzati alla meraviglia e all’incanto.

Prima di chiudere vorrei fare un plauso ai tecnici di scena per la loro presenza discreta, bravura e velocità (Davide Spada, Matteo Franziano, Daniele Manfucci e Gabriele Testa)

 

 

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