Recensione “SpecialMente” di Marco Butini

Un po’ di musica per creare l’atmosfera, un paio di tavolini e l’immancabile block notes da mentalista. Tutto questo è “SpecialMente”, show di mentalismo di Marco Butini. Dire che è uno spettacolo “speciale” potrebbe sembrare riduttivo se non scontato. Eppure “speciale” è l’aggettivo che più gli si addice.

Mentalismo rapido, essenziale, senza fronzoli ne storie strane. Perché, come racconta Marco (mentalista ma anche eccellente closeuppista), il pubblico vuole vedere gli effetti, le magie… insomma fatti non parole, per adattare uno slogan della politica. Fatti che nello spettacolo di Marco si susseguono con un ritmo incalzante: si passa dai tocchi psicocinetici all’ipnosi, al cold reading, alle carte ESP seguendo un filo logico che porta il pubblico ad esplorare tutte le sfaccettature della magia della mente.

Uno spettacolo che, data l’essenzialità, si può adattare a qualunque tipo di situazione: dal cortile di un bar al palco di un teatro, sempre contando sulla grande professionalità dell’artista.

Di Giulia Galliano Sacchetto

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