Luca Bettoni “Magia nova. L’arte di emozionare con le carte” #recensione

Per recensire in modo corretto questo libro si deve fare subito una precisazione: questo libro è rivolto ad un pubblico “babbano”, profano dell’arte magica o che si è avvicinato da poco alla prestigiazione ed illusionismo, non è di sicuro rivolto ad un pubblico esperto o competente.

Luca Bettoni, un giovane artista classe 2002, pubblica un libro di teoria della Magia a soli 18 anni… una cosa che fa storcere il naso ai maghi vecchi e brontoloni come il sottoscritto. Ma nonostante ciò, fa un buon servizio alla diffusione della “Buona Magia”.

In un agile libretto (formato A5, circa 130 pagine, pubblicato da Hoepli), Luca guida il lettore nello scoprire quanto un intrattenimento magico (che si un solo “trucco” o uno spettacolo”), sia molto lontano dall’essere una cosa banale e triviale, ma che in realtà sia un notevole sforzo dal punto di vista intellettuale, emotivo, fisico ed artistico, per ottenere un coinvolgimento totale da parte del pubblico e degli spettatori.

Nella prima parte dal titolo “La Teoria”, vengono presi in esame gli elementi, appunto teorici, della messa in scena di un numero. Si parte dalla persona e personaggio, viene spiegato come e perchè il performer debba prima fare un lavoro interiore per comprendersi e capirsi, per poi utilizzare ciò che ha appreso e trasformarlo in personaggio, cioè quello che il pubblico vedrà di lui. Ma per avere un intrattenimento efficace non basta solo dedicarsi a se stessi, si deve anche lavorare sui contenuti, trovando l’ispirazione giusta e saperla elaborare per ottenere un messaggio significativo ed emotivamente coinvolgente per poi consegnarlo al pubblico, per mezzo di quello che sarà poi il metodo del “trucco” di magia.

Tutta questa prima parte è punteggiata da interessanti e profonde citazioni di grandi del mondo dell’arte (non solo del mondo magico), che rendono il libro stimolante.

Nella seconda parte, “La Pratica”, Luca spiega 14 effetti, in modo semplice e fin troppo diretto. Forse, visto l’importanza che ha la parte teorica nel libro, sarebbe stato consigliabile mettere meno effetti (anche solo un paio)  e spiegarli in modo più approfondito, mostrando nei particolari ciò che lui intenda come “Magia Nova”, e come applichi le teorie della prima parte del libro.

Chiude il libro un piccolo glossario di termini “tecnici” e la spiegazione di alcune tecniche (effettivamente in modo troppo breve). Come per la sezione della pratica, sarebbe stato meglio focalizzarsi su “meno” cose per poter andare più in profondità e poter “insegnare” ad un pubblico profano almeno un “effetto cartomagico” in modo completo ed esaustivo.

Consigliato per un pubblico che voglia non solo cercare di carpire i segreti, ma che voglia avvicinarsi all’ Arte Magica apprezzandone la complessità.

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