IPNOSI, QUESTA ETERNA SCONOSCIUTA – di Leonardo Carrassi

Ecco un interessante articolo da leggere sul sito Masters of Magic che ha come tema l’Ipnosi http://www.mastersofmagic.it/2013/04/ipnosi-questa-eterna-sconosciuta/

Senza dubbio l’ipnosi da stage è un’arte ormai rara, un genere di spettacolo oggi poco praticato, e che nel passato non conta comunque molti adepti. Forse tra i più anziani qualcuno ricorderà Otello Ghigi, prestigiatore e ipnotista maestro di Silvan, mentre alle generazioni intermedie probabilmente non sfuggiranno i nomi di Salamini e Casella (di cui per altro dopo parleremo). Chi nella vita quindi ha avuto la fortuna di vedere un autentico spettacolo di Ipnosi si può considerare fortunato, non è certamente un genere di intrattenimento comune da incontrare. Oggi probabilmente, l’esponente maggiore di quest’arte nonché ottimo docente di tecniche ipnotiche, è senza dubbio Roberto Deidda in arte Damus. In passato ho seguito alcuni seminari sull’argomento e conosciuto diversi ipnotisti, ma devo dire che nessuno mi ha colpito come Roberto. E in questa preferenza non credo abbia giocato tanto il suo sguardo magnetico e coinvolgente, la sua voce profonda o le physique du rol, (caratteristiche che per altro ha davvero, e decisamente molto spiccate), quanto la sua semplicità. Da una persona che pratica quest’arte ci si aspetterebbe probabilmente austerità e supponenza, in realtà Roberto possiede un grande carattere, conservando tuttavia molta umiltà.

Solo ieri ho terminato il percorso di due giorni full-immersion sull’ipnosi da spettacolo da lui organizzato, e mi ero ripromesso di scrivere qualcosa a riguardo nell’arco di un paio di settimane. In realtà sono rimasto così entusiasta dell’esperienza con Damus che ho subito preso “la penna” in mano. Ed eccomi quindi a rimettere insieme i momenti salienti del seminario che sarà da me valutato in queste pagine più dal punto di vista emozionale che da quello prettamente tecnico. Inizierei col dire che le ore di lezione teorico-pratica sono state allietate dalla presenza dell’amatissimo Alexander, grande appassionato e cultore di ipnosi, e di Giucas Casella, anch’egli ospite dell’organizzazione per qualche ora. La scelta di ospitare meno di trenta alunni in una grande ed elegante sala dello Starhotel Ritz di Milano ha permesso a tutti noi di poter seguire ed essere seguiti personalmente dall’organo docenza con molta facilità ed efficienza. La linea teorico-introduttiva del dott. Matteo Sinatti (psicologo ipnotista) è stata utile per la comprensione dei concetti di base sulla disciplina, sul fenomeno di origine naturale e sulle false credenze, sulle applicazioni e sulla differenza tra l’ipnosi terapeutica e quella da spettacolo, sui soggetti ipnotici e sulle loro peculiarità. L’approccio scientifico del dott. Sinatti ha portato nell’insieme quella credibilità di cui il pubblico esitante ha bisogno, e nel contempo un apporto tecnico utile nel comprendere perché e come si manifestano i fenomeni, importante per dare un senso ad ogni esperimento ipnotico, ed entrare nel merito del meccanismo. Sempre accompagnati dall’aiuto dello psicologo ipnotista si entra nel vivo del seminario con una tecnica di rilassamento immediato (tecnica Dave Elman), sui comportamenti inconsci rivelati da un pendolino (ben noti tra l’altro da alcuni prestigiatori), e sullo studio di alcuni segnali ipnotici prodotti dai soggetti, importanti per riconoscere gli stati alterati di coscienza, per l’induzione e il controllo dell’ipnosi. Fondamentale il linguaggio volutamente semplice e alla portata di tutti, poco tecnico e forbito, senza troppi riferimenti a nomi e tecnicismi, ma soprattutto efficace ogni momento pratico in cui è stata data la possibilità agli stessi alunni di sperimentare in coppia la veridicità di ogni principio teorico. Ed è proprio qui che vorrei soffermarmi per esprimere tutto il mio entusiasmo sul seminario. Rispetto ad ogni conferenza o workshop sull’ipnosi a cui mi sia capitato di assistere, ogni test ipnotico è stato provato attivamente e passivamente da tutti noi. Più spesso capita di assistere ad un conferenziere che voglia dimostrare quanto spiegato con un volontario del pubblico, lasciando tuttavia nel dubbio il pubblico più severo. Ognuno di noi, diversamente, è stato ipnotista e ipnotizzato grazie alla dinamica del gioco di squadra, che ripartiva puntualmente nel momento stesso in cui terminava la spiegazione teorica dei relativi test e delle induzioni. Diverse note di merito anche agli interventi del terapeuta Davide Ogana sull’ipnosi non verbale di Marco Pacori, e sui suoi personali apporti alla pratica.

Alexander, il maestro ovunque presente

Quando si parla di argomenti di questo genere è quasi impossibile non trovare Alexander in prima fila. Conobbi Elio nove anni fa quando lui si esibiva con un contratto interport su Costa Crociere, periodo in cui su quei palchi ebbi piacere di vedere alcuni nomi illustri della magia. Ricordo quanto Alexander fosse per me un personaggio estremamente magnetico, personaggio col quale si rischia di chiacchierare piacevolmente fino alle tre del mattino. Da allora lo incontro ovunque vi sia un evento veramente magico, in veste docente, di artista, o di semplice appassionato qual è. C’è sempre da imparare da Elio, è sempre una grande fortuna passare qualche ora in sua compagnia. Non ho mai cambiato opinione su di lui: per me è e rimarrà un signore con un’eleganza d’altri tempi che merita tutto il successo che ha, ma soprattutto una persona che sa mescolarsi con tutti, umile ed affascinante nello stesso tempo.

I suoi interventi durante le lezioni hanno avuto a che vedere si con l’ipnosi (ha dimostrato alcune sue tecniche di induzione) ma soprattutto con la sua materia, di cui è senz’altro uno dei più grandi esponenti, il mentalismo. La parentesi mentalistica è stata più che altro un “tirare il fiato”, una sorta di caffè a metà pomeriggio. Tre effetti mentali uno più forte dell’altro, presentati (e giustamente non spiegati) col suo parlor decisamente vincente.

Leggi l’articolo completo su http://www.mastersofmagic.it/2013/04/ipnosi-questa-eterna-sconosciuta/

 

2 pensieri riguardo “IPNOSI, QUESTA ETERNA SCONOSCIUTA – di Leonardo Carrassi

  • 12 Agosto 2013 in 13:21
    Permalink

    Io credo che Damus sia un ignorante che non parla nemmeno italiano! La sua voce profonda è un accento sardo da muratore, il suo physic du role è una pancia incredibile e un metro e sessanta d’altezza, il suo fare esperimenti è un perdere tempo perché non ha cosa spiegare… E’ un truffatore, che ruba soldi per spiegare cose che non conosce lui stesso. Che ti ha dato per scrivere quest’articolo? Un corso gratis?

    C.

    Risposta
    • 13 Agosto 2013 in 10:57
      Permalink

      ho semplicemente riportato un articolo che sembrava interessante dall’autorevole sito Masters of Magic.

      Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.