Ernesto Planas, Intervista

Il terzo appuntamento della rassegna Sim Sala Blink, organizzata dal Circolo magico Blink di Dronero, ha visto sul palco il pluripremiato artista cubano Ernesto Planas a cui ho avuto l’opportunità di porre alcune domande.

1) Come ti sei avvicinato alla prestigiazione?

Quando avevo 12 anni ero cintura nera di taekwondo e avevo una sessantina di allievi. Una volta uno di questi mi ha mostrato un gioco di prestigio: sono rimasto scioccato e ho preteso che mi insegnasse la magia. Allora lui mi ha portato dal nonno, che era il suo insegnante, ed il nonno ha deciso di farmi da guida, insegnandomi un bel po’ di cose non solo sulla magia. Posso dire che mi ha insegnato a vivere.

2) Il momento che ricordi più intensamente della tua esperienza da prestigiatore.

É stato ad un gala dove tutti gli ospiti erano campioni mondiali… a parte me! E addirittura sono stato l’unico ad ottenere una standing ovation il primo giorno tanto che gli organizzatori hanno poi cambiato il programma del giorno dopo mettendomi in chiusura.

3) Quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di più ed in che modo?

Magicamente cerco sempre di non farmi influenzare da nessuno perché non mi piace l’idea che quando qualcuno mi vede esibirmi pensi “Oh, come sei bravo, mi sembra di vedere…”. Voglio che la gente quando vede me veda Ernesto Planas e basta. Poi certo sono stato sempre molto legato ad alcune figure che però centrano più con il teatro che con la magia, tipo Brecht e Stanislaskji.

4) Quale aspetto della nostra arte preferisci?

Mi piace molto la tecnica anche sé è la parte dell’effetto magico che viene meno percepita dal pubblico. Tendenzialmente mi piace concentrarmi non tanto sul che cosa fare ma sul come farlo, sul come diversificarsi dagli altri maghi.

5) Lavori sia in teatro che in tv: dove è più difficile e perché?

Ho fatto tanta tv soprattutto in Oriente e diciamo che ultimamente la tv è diventata un po’ come il teatro: nel senso che quando entri in uno studio spesso ti ritrovi in un ambiente che assomiglia molto al teatro, dove le telecamere sono nascoste e devi fare il tuo numero in diretta. Questo rende tutto più caldo, più diretto ma anche più difficile perché se sbagli, essendo in diretta, sei fregato.

6) Come è nato il numero degli ombrelli?

Erano un paio d’anni che non facevo magia ed era un periodo in cui uscivo con una ragazza bellissima ed ho avuto l’idea di creare un numero per lei. Alla fine ho creato la performance degli ombrelli ma quando è arrivato il momento di farla in pubblico lei non se l’è sentita e allora quel numero l’ho tenuto per me.

7) Quali sono i tuoi progetti futuri?

Più o meno sempre gli stessi. Le cose importanti sono cercare di prepararsi sempre in anticipo, mai preparare all’ultimo un numero e soprattutto mai credere di aver già raggiunto il punto più alto.

Di Giulia Galliano Sacchetto

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