Andrew Basso intervistato da Roberto Bombassei

L’ULTIMO EREDE DI HARRY HOUDINI

La vita ti lega a persone speciali. Lui, per me, è una di quelle. Ci conosciamo dall’ottobre del 2006. Ero in macchina, stavo ritornando da uno show a Padova, quando squillò il mio cellulare.

“Ciao Roberto, sono Andrew Basso. Ho visto che hai organizzato una mostra su Houdini, posso essere tra i tuoi ospiti?” “Ovvio che si.” E così ci incontrammo. I nostri occhi si parlarono e da allora siamo come due fratelli. Lui mi volle come suo consulente per la trasmissione tv ” Fuori! Born to escape” e poi, sempre insieme, nei gala show da Lui organizzati a Trento e Bassano. E poi incontri, telefonate, da ogni parte del mondo, parlando di Houdini, magia, creazioni di nuovi stunts e molto altro. Recentemente mi è venuto a trovare a casa un paio di volte e, in questi pomeriggi insieme, abbiamo parlato di tante cose.

1)Il tuo successo di questi anni, grazie alla partecipazione a ” The Illusionist” ha consolidato quello che avevamo sognato nel 2006. Mi ricordo il leggendario Steve Baker, che diceva nelle nostre riunioni, ” Andrew sarà il più grande Escape artist del prossimo millennio”. Credo che non sbagliasse. Raccontaci di The Illusionist.

Che ricordi meravigliosi Roberto! Le notti insonni prima delle riprese, le palpitazioni prima di farmi chiudere nella bara di legno, il lavoro di squadra per riuscire a portare a casa la puntata da mandare in onda. Purtroppo, Steve nei suoi ultimi anni di vita non ha potuto vedere il “salto” della mia carriera con The Illusionists sui palchi di Broadway, nel West End di Londra, il Sydney Opera House, il Pantages di Hollywood e centinaia d’altri teatri del mondo. Credo che lo avrebbe reso felice.

Emozioni che sono difficili da descrivere, come spiegare l’energia invisibile ma palpabile di un pubblico di 9.000 persone nell’Auditorio Nacional di Città’ del Messico? O quando mi vengono a dire a fine spettacolo che Phil Collins vorrebbe salutarmi? Posso solo dirvi che la vita è una e voi siete qui per vivere qualsiasi sogno abbiate nel cuore. Tra voi e il raggiungimento di quel sogno c’è una distanza che è per tutti diversa. Ma il sacrificio, la tenacia e la resilienza di sollevarsi ad ogni tentativo fallito è la cosa che hanno in comune tutte le persone di successo che hanno saputo rialzarsi una volta in più. Credi nell’Impossibile, questo è il mio motto.

2) La pagoda di Houdini. ti ricordi quando sul set di “Fuori! Born to Escape” esplose?

Come fosse ieri! Ero alle prime armi con le grandi produzioni televisive. Io avevo solo 20 anni e mi affidai ad un costruttore locale di Trento per realizzare la famosa cella di tortura dell’acqua: un acquario verticale, 80 centimetri per lato e 2 metri d’altezza e che doveva contenere 1000 litri d’acqua. E me ovviamente. Il vetraio non dimostrò alcun dubbio sulla sua capacità di realizzazione. Et voilà, due settimane e 3.500 euro dopo la vasca era pronta. Velocissimo. Ma la velocità’ con cui la vasca si frantumò fu ancora più rapida.

La vasca venne portata sul set, per fortuna in esterna, nel porto del lago di Como per registrare una puntata di una delle mie prime serie televisive. I miei assistenti cominciarono a riempire la vasca con l’acqua e a metà andai a dare un’occhiata e notai una piccola crepa di un centimetro al centro della vasca. Gridai “STOOOP, fermate l’acqua!” Tutti si avvicinarono e la crepa cominciò ad avanzare.2 centimetri,4, 8, 16, BAAAAAAM! Un’esplosione di 500 litri d’acqua che sfondarono il vetro davanti lo sguardo attonito di tutti. “E adesso?” Disse il produttore. “Ne dobbiamo costruire un’altra dissi io”.

Avevamo i tempi strettissimi ma dei professionisti degli effetti speciali furono in grado di compiere il miracolo e farne una in 48 ore. E 5.000 euro dopo avevamo una vasca nuova. Non in vetro, ma lexan. Da allora in poi mi sono affidato solo a grandi professionisti. Più si alza la qualità’ degli show e più alta deve essere la qualità della mia attrezzatura. La mia pagoda più recente è costata quattro volte tanto di quella precedente. Per questo mi affido ai top del settore per avere attrezzatura che deve sopravvivere centinaia di spettacoli e migliaia di chilometri in viaggi.

3) la pandemia covid ha rallentato se non annullato tutti progetti “live”. quali sono i tuoi progetti per i prossimi anni?

Mi cogli in un limbo, un momento dove voglio credere che la “normalità’” tornerà presto. Ma una vocina mi sta dicendo che l’adattamento è il passaggio più saggio. E come artisti dobbiamo creare qualcosa che possa raggiungere il pubblico pagante. Gli shows su Zoom stanno dimostrando una possibilità’, ma mi chiedo, cos’altro possiamo inventarci? Da anni mi trovo impegnato 10 mesi all’anno in oltre 250 spettacoli ma da febbraio il calendario è andato a “zero” e il mondo del live sembra ancora non vedere una nuova alba. Un adattamento all’era covid va trovato, contando su di noi e la nostra creatività’ senza aspettare che sia qualcuno dall’esterno che ci aiuti.  Noi siamo i soli creatori del nostro destino. Al mio ci sto pensando.

4)In questo momento storico, abbiamo tutto il tempo necessario per definire il nostro nuovo percorso umano e professionale.  Dovremmo tutti togliere dalle nostre vite qualcosa di non fondamentale e concentrarci su qualcosa di naturale. Tu come stai affrontando gli allenamenti, la tua preparazione fisica e mentale?

Quest’anno di lunga vacanza forzata ha avuto il lato positivo di farmi riprendere un ritmo che, quando si è in tour, è facile perdere. E cosi l’alimentazione più calibrata, gli allenamenti in palestra e la voglia di testare nuovi limiti. Dalle tecniche di respirazione sdraiato sulla neve alle sessioni di apnea in acqua gelida per lavorare sull’aspetto mentale, chiave principale per il successo delle mie performance.

5)La casa editrice Mondadori, forse la più importante casa editrice italiana, ha pubblicato il tuo libro biografico. Il sogno di un bambino diventato realtà. Un bel libro. Cosa consiglieresti ad un giovane artista?

Per crescere mi sono sempre ispirato a persone con storie di successo. A qualcuno che ne sapeva più di me. A partire dalla storia di Houdini. Poi a 12 anni dal mio mentore Sergio. E così via. Tutt’oggi sento il bisogno di incontrare e conoscere persone di successo. Lo ho raccontato bene nel libro “credi nell’Impossibile”. Ho svelato i veri segreti che mi hanno portato dove sono e do in mano al lettore gli ingredienti perché possa altresì fare la svolta che tanto sogna. Ad un giovane artista italiano direi quindi di ricercare chi prima di loro ha creduto nell’impossibile ed è “arrivato”. Capire il percorso che hanno fatto, i sacrifici che hanno dovuto fare per la grande svolta.  Da Silvan ad Arturo Brachetti, da Tony Binarelli a Francesco Tesei. Sono sicuro che ci sono grandi lezioni da imparare da tante persone ed in tanti campi anche oltre alla magia. Oggi grazie alla tecnologia si possono fare delle ricerche ad una velocità’ incredibile. Si può’ entrare in contatto praticamente con chiunque a portata di un click. Si può arrivare lontano se non ci si limita ai tutorial su YouTube.

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