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Abracadabra. La notte dei miracoli 2022 (Teatro Ghione – Roma) #recensione

In replica fino all’8 gennaio 2023 presso il Teatro Ghione di Roma, “Abracadabra – La notte dei miracoli” si conferma uno show di altissimo livello.

Regia, luci e scaletta perfetti e so che possono sembrare, a un occhio meno addentro, cose di contorno, ma vi assicuro che non è così.

Un picolo neo, dovuto sicuramente al teatro prima dello show: due maschere del Ghione hanno creato il caos in sala. Spostavano persone (seppur gentilmente gli spazzolavano i soprabiti), facevano alzare intere file, altri spettatori condotti in palco o nel dietro le quinte. Insomma il Caos!

Ovviamente i due disturbatori erano i Lucchettino (Tino Fimiani e Luca Regina) in una serie di surreali gags e improvvisazioni che hanno intrattenuto e divertito il pubblico in un pre-show davvero surreale dando, fin da subito, la loro spettacolare zampata comica alla serata.

Lo show si apre con Isabella Zanivan (dei Disguido) impegnata in una suggestiva danza serpentina abbinata a trasformismo e già da questo start si capisce il lavoro certosino realizzato con le luci e le proiezioni mai scontate o banali. Guido Marini (l’altra metà dei Disguido) invece arriverà, in un look da moderno Petrolini, dal fondo platea salutando i presenti.

Ai Lucchettino il compito di introdurre i vari numeri intrattenendo il pubblico (dando anche la possibilità di sistemare le scene ai tecnici) con alcuni cavalli di battaglia del loro repertorio dimostrando la loro grande bravura di comici, maghi, cabarettisti, giocolieri, intrattenitori di alto livello. Uno spettacolo dentro lo spettacolo. Non ti stancheresti mai di assistere al loro show. Un perfetto duo in un continuo scambio di ruoli.

Novas (con un gioco di luci a fasci bianchi che mi ha rammentato Michael Jackson) si è esibito con classe, eleganza e notevole bravura. Il suo aver coniugato la manipolazione al tango non solo lo rende un unicum, un suo personale marchio dove la musica, la manipolazione, la postura del corpo, dei piedi e dei movimenti creano un atto poetico e strabiliante tanto da aver vinto il titolo di Campione Italiano di Magia. Gesti misurati, perfetti, un talento davvero straordinario dove è palese quanto studio teatrale vi sia alla base. Le carte sono sospese in punta di piedi come lui.

Lo svedese Håkan Berg e la sua produzione di colombe (“Se si muovono allora vuol dire che sono vive”) ha trascinato tutti nella sua divertente magia comica dove questi “volatili vivi” compaiono, scompaiono, si raddoppiano tra strani suoni e bottiglie di champagne che appaiono e scompaiono tra gag e risate e giochi di prestigio che in apparenza non riescono, ma il coup de théâtre è sempre dietro l’angolo, con tanto di sorpresa finale di un grande… volatile ovviamente.

Lui torna anche nella seconda parte dello spettacolo con un effetto di penetrazione corporea di una corda mentre canta (e che voce!) con effetti tanto comici quanto… impossibili! Davvero un’eccellenza e anche qui siamo innanzi a esibizioni molto personalizzate e perfette.

Yari Croce (ormai non si sa più se lui interpreta Charlot o è questi che imita Yari Croce) si è esibito in un uno suggestivo numero di bolle di sapone che sono diventate sì magiche, ma con quella dolce malinconia che è tipica di Charlot, una poesia quasi infantile tanto è tenera e innocente. Bolle di sapone, acrobatica e poi… no non vi dico cosa accade ai tre piatti che ruotano su altrettante aste perché è una sopresa davvero inaspettata. Come rendere nuove le bolle di sapone.

Ad aprire la seconda parte dello spettacolo le acrobazie virtuosistiche di Desideria Chinzari. Anche qui il gioco delle luci, della musica in sincrono coi movimenti ascensionali e discendenti, le rotazioni dell’artista hanno creato un perfetto connubio. Lei davvero suggestiva e ha tenuto tutti con il fiato sospeso.

I padroni di casa I Disguido (lo spettacolo nasce da una loro idea assieme a Gigi Speciale e Valter Leonardi) si sono esibiti in una moltiplicazione di bicchieri e bottiglie di vino che uscivano dai posti più impensabili fino all’ormai famosa camminata in equilibrio di Guido sui calici di acqua che al suo passaggio divengono vino. Reduci dal monumentale “CinéMagique” anche loro delineano una magia molto personalizzata che non potrebbe appartenere a nessun altro. Teatro, cinema, cabaret, avanspettacolo tutto viene frullato e rielaborato da questo incredibile duo che non per nulla ha vinto il Mandrake d’Or.

Gli argentini Brando e Silvana (campioni europei di magia) presentano un numero sulle rive della Senna tra mimica, bussolotti, un fiore volante e soprese con tanto di trasformismo finale che donano una ventata di sorriso e romanticismo con una rielaborazione dei bussolotti (che classe e abilità!) portati alla loro primigenia versione di strada con le scommesse di dove siano le palline.

A chiudere lo spettacolo un duo che desideravo davvero vedere dal vivo e che dimostra, fra l’altro, come I Disguido siano attenti al panorama internazionale attuale del mondo della magia acchiappando al volo questi due artisti che, naturalmente, non solo hanno soddifatto le mie aspettative, ma le hanno superate.

Ramo y Alegria (campioni del mondo di magia comica) sarebbero davvero bravi… se lui non fosse un disastro e lei perennemente arrabbiata. Oddio un poco ha ragione perché all’inizio dell’esibizione prima lui non si accorge che il tubo che dovrebbe far andare il fumo nella cabina di vetro dove lei comparirà è staccato, poi rompe la maniglia e devono spaccare il vetro per farla uscire, Non contento la costringe in uno scatolone per trafiggerla con degli ombrelli, ma lei si vendica e da dentro la scatola non solo respinge gli ombrelli, ma li usa per intrappolare lui e trafiggerlo da parte a parte. Capito la genialità del duo? La nota apparizione nella cabina trasparente (con tanto di posizioni di mano classiche dei prestigiatori contro il vetro quando compare) diviene una gag comica pur essendo riuscito l’effetto, inseriscono “Impaled” sulla cassa degli ombrelli con tanto di Ramó che deve scocciarsi lo stomaco perché, dopo essere stato impalato, se beve vede fuoriuscire l’acqua dallo stomaco. Gags, genialità, mimica perfetta, sguardi tra di loro e sul pubblico notevoli fino al gran finale della Cassa delle Metamorfosi… senza cassa!

Lo spettacolo si chiude come è iniziato ovvero con tutti i protagonisti posizionati sul palcoscenico dietro al tulle illuminati a pioggia. Un cerchio perfetto che si infrange per non solo gli applausi, ma per una passerella tra il pubblico che termina nel foyer dove gli artisti sono salutati dal pubblico e viceversa e si intrattengono per le foto (e questo dovrebbe accadere per tutti gli spettacoli).

Ogni anno ho trovato Abracadabra uno show molto bello in cui si respira anche un’aria di serena familiarità, ci si sente in un grande salotto tra amici, ma devo dire che quest’anno è davvero uno spettacolo superlativo come non mai.

 

 

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