Un commento a “Mentalismo – 5 trucchi per leggere la mente”

Leggendo Mentalismo – 5 trucchi per leggere la mente mi sono reso conto che riporta alcune imprecisioni talvolta anche abbastanza gravi. Trovo che il Mentalismo sia una parte della Magia fortemente portata ad essere travisata (anche grazie a chi la pratica), e penso sia giusto fare un po’ di chiarezza.

Mi limito a segnalare e correggere gli errori più evidenti; considerando che il testo è disseminato di imprecisioni correggerle tutte equivarrebbe a riscriverlo praticamente da capo.

 

Le mie tecniche sono pensate per leggere i sottili segnali non verbali delle persone che tradiscono i loro pensieri. Io tendo a vedere tutto ciò come un gioco… Derren Brown

Mi astengo in questo caso dall’entrare nella veridicità o meno di questa affermazione, ed apro con un monito: il più grande lavoro che un mentalista fa è quello sul suo personaggio e conseguentemente sul modo in cui presenta i suoi effetti. Quello che dice in relazione a questi spesso è coerente con quella che è la presentazione, non necessariamente col metodo.

[…]Il cold reading (o lettura a freddo) è una tecnica di lettura della mente che serve per carpire maggiori informazioni possibili su una persona che non conosci. […]

Un bravo cold reader può accedere velocemente a molte informazioni sul soggetto semplicemente analizzando il suo linguaggio del corpo, il suo abbigliamento, identificando la sua età, livello di educazione, ecc.

Per essere un buon osservatore e affinare le tue abilità di cold reading devi essere in grado di leggere i sottili segnali della comunicazione non verbale e della comunicazione paraverbale.  […]

Nella prima sezione del suo Full Facts Book of Cold Reading Ian Rowland (quello che può essere considerato l’Aristotele di questo campo) introduce un paragrafo intitolato (da qui in poi traduco liberamente) “Cinque popolari fraintendimenti” che spiega come la (o il) Cold Reading non abbia nulla a che fare con la lettura del linguaggio del corpo ne tantomeno con il dedurre informazioni dall’abbigliamento di una persona. Questa è una minima parte che, oltre a non essere fondamentale può spesso ritorcersi contro il Lettore. Tanto che alcune incredibili letture sono state fatte via radio, telefono o in situazioni dove il medium non aveva accesso a indizi visivi.

[…] “warm reading”. In questa fase vengono fatte delle affermazioni generiche che sono solitamente collegate ad alcuni tratti psicologi del soggetto e che potrebbero essere vere per molte persone, qualcosa di simile all’oroscopo. […]

Quello che qui è definito erroneamente Warm Reading è essenzialmente Cold Reading. Nella stessa sezione sopracitata I. Rowland chiarisce però come le affermazioni generiche e vaghe non siano parte di queste tecniche. “La teoria del ‘vago’ è valida solo per i più irrilevanti e superficiali aspetti dell’industria psichica. Un perfetto esempio può essere quello degli oroscopi sui giornali i quali (a) non hanno saputo trovare niente di meglio da pubblicare e (b) si accontentano di trattare i loro lettori come superstiziosi idioti“.

Questa tecnica solitamente consiste nel chiedere alla persona di pensare a 3 diversi ricordi:

  1. ricordo di un vecchio amico
  2. ricordo di un brano musicale
  3. un ricordo doloroso, come per esempio quando ti sei rotto qualcosa

Quando Derren chiede di rispondere a queste domande osserva un parametro ben conosciuto dai piennellisti, quello degli accessi oculari. Se hai letto l’articolo sul linguaggio del corpo sai di cosa parlo.

  • vecchio amico – visivo ricordato
  • brano musicale – auditivo ricordato
  • ricordo doloroso – cinestesico

Derren è perciò in grado di dire con buona probabilità a cosa stanno pensando le persone osservando prevalentemente i loro movimenti oculari.

Questa può essere considerata una di quelle tecniche effettivamente “limite” tra quelle che sono le tecniche del Mentalismo in senso stretto e il loro avvicinarsi sempre di più a campi come la Programmazione Neuro Linguistica. In ogni caso fate attenzione: i movimenti oculari non sono necessariamente uguali in tutte le persone.

Mentalismo non significa solamente intrattenere le persone sorprendendole con capacità quasi magiche.

Se utilizzate in modo etico e appropriato, alcune tecniche elencate in quest’articolo offrono la possibilità di cogliere aspetti della vita delle altre persone che in genere sono ignorati, di conoscerle in modo profondo, ascoltandole e dandogli un tipo d’attenzione che generalmente non ricevono.

Difficile dare torto a quest’ultima parte invece. Molti grandi performer lavorano, oltre che per l’intrattenimento per quel “qualcosa di più”, quell’esperienza che si può regalare al proprio pubblico che pochi sanno effettivmente offrire. In una corrente di pensiero che potremmo definire Mentalismo “Empatico” si sottolinea l’importanza di considerare gli spettatori qualcosa di diverso da semplice pubblico da stupire. Il Mentalista ha in questi tempi la possibilità di lasciare che gli spettatori escano dal teatro con dei dubbi effettivi sulla realtà di quello a cui hanno assistito, caratteristica che la Magia sta lentamente perdendo.

Un’ occasione che non va certo sprecata.

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