Tony Binarelli – Intervista di Roberto Bombassei

“Noi siamo quello che facciamo costantemente, l’eccellenza quindi non è un atto ma un’abitudine.” Aristotele

Lo amavo da piccolo e lo amo tutt’ora. Un uomo semplice, pratico, generoso, sincero, colto e sempre disponibile. Una carriera straordinaria che si è meritato con il suo talento e con il suo modo di essere. Maestro di molti “Noi” giovani, con il suo modo di vivere, con le sue lezioni, con i suoi corsi, con la sua voglia di fare cultura, con il suo modo di trasmettere l’amore per la magia e per la vita, con la sua voglia di insegnare a tutti.

Tutte le volte che lo sento al telefono, mi emoziono. Tutte le volte che mi parla, le sue parole mi entrano dentro.

Tutte le volte penso alla sua amicizia, lo “Zio” (scusate l’immodestia, sono stato io a chiamarlo così la prima volta a San Martino di Castrozza nel 1998 e da allora è usato da tutti) c’è. E con lui la sua splendida metà, la dolce “zia “Marina. Ecco a Voi, lo “zio” Tony Binarelli.

Dall’amore per la Cartomagia, dove sei l’unico artista italiano ad aver vinto due premi FISM, al mentalismo per arrivare alla creazione del ” tuo” personaggio televisivo. Una carriera straordinaria. Raccontaci il tuo percorso.

“La magia per me è nata come hobby e lo è ancora. Il professionismo è nato dalla inconciliabilità con l’impiego che avevo, e le prime richieste di spettacoli, dopo le mie prime apparizioni televisive. Una puntata di ” Canzonissima” con Baudo, poi 12 puntate di “Foto di Gruppo” con Raffaele Pisu. E poi “Domenica In” con Corrado, dove, grazie al consiglio di Gianpaolo Zelli, proposi quello che è oggi il “mentalismo” per me è ancora oggi la “Quinta Dimensione”: la magia che è dentro di noi.

Hai prestato le tue mani e la tua abilita per decine di film.  Hai aneddoti curiosi capitati sul set?

“Il merito è dell’attore Rex Harrison, che non sapeva giocare a carte e quindi il regista mi convocò e malgrado la differenza di dimensioni delle mani, “il Doppiaggio ” ebbe successo. Altra difficoltà, il doppiaggio delle mani di Brigitte Bardot in “Tre Passi Nel Delirio” (che mi costrinse a rendere più femminili le mani con la depilazione!).  E poi il successo straordinario della serie di ” Trinità “con Terence Hill e Bud Spencer. (e qui la difficoltà fu una improbabile maglietta bucata e lercia che Terence Hill ed io ci scambiavamo.)

Nel corso degli anni, sei l’unico in Italia ad aver messo a disposizione la tua cultura e il tuo amore per la magia creando la rivista “Qui magia” e i corsi di San Martino di Castrozza, contribuendo non poco alla creazione di nuovi artisti italiani. Molti di noi, oggi, dobbiamo ringraziarti. Come nacque questo “Non comune” desiderio?

“Quando ho iniziato vi era pochissima informazione, l’editoria magica italiana era limitata alla triennale rivista del CMI (Magia Moderna) e poi le riunioni trimestrali a Bologna. A Roma qualche incontro internazionale grazie a Gianpaolo Zelli e la rivista americana The Linking Ring. Per ampliare l’informazione culturale ho fondato e diretto la rivista d’illusionismo e prestigiazione: QUI MAGIA insieme a Gian Paolo Zelli e la preziosa collaborazione di Fernando Riccardi. Poi, operando sulla base del mio successo personale e professionale, grazie ad un’idea di mia moglie Marina, è nato a San Martino di Castrozza il Corso Professionale di Prestigiazione ed Illusionismo che per ben 15 anni ha visto, all’Hotel Des Alpes, nascere molti nuovi professionisti che ancora oggi lavorano nel mondo, grazie alle lezioni di pratica e teoria che furono tenute dai grandi professionisti nazionali e internazionali intervenuti in qualità di docenti.”

Essere artisti oggi. Quali consigli daresti ai giovani?

“Prima di tutto studiare e prepararsi non solo in prestigiazioni, ma anche in altre Arti teatrali come recitazione, canto e ballo. Poi creare un proprio personaggio ed una propria immagine. non seguendo le mode ma creandole. Non lavorate alla ricerca del successo, ma per il vostro piacere e per quello del PUBBLICO; Il SUCCESSO, se ve lo meritate, verrà da solo. Il successo non è un passaggio in TV. Il successo è quando il pubblico vi vuole ancora.”

Cos’è per te la magia?

“La magia per me è la vita, l’amore per il pubblico e, come in un sogno, dare corpo alle favole che sono dentro di noi.”

Lo “zio” Tony Binarelli ha scritto e pubblicato ben 17 libri – sia in italiano che in inglese per il mercato anglosassone editi in USA, uno in Giappone e tre in Italia. Inoltre, “PLAYMAGIC” raccolta un volume di oltre 200 pagine, dove vi sono i testi delle conferenze magiche tenute in Italia e nel mondo fin dal 1960 (la prima ad Amsterdam, per il Congresso Nazionale Olandese presentato da Fred Kaps.

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