SIMONE RAVENDA – Mentalismo Impromptu

Quando leggi sul web o su qualche pagina di social network la descrizione di un’artista che viene definito come uno dei più giovani e promettenti mentalisti in Italia, da forte amante e studioso della materia, non puoi fare altro che seguire la tua curiosità e scoprire di più su un collega che vive a centinaia di chilometri da te.

Conosco indirettamente Simone Ravenda: Mentalista, Membro di Bizarre Magick Italia, Forum di Mentalisti, un breve incontro al Torino Mind Festival, l’onore di averlo, assieme ad altri colleghi all’interno del mio piccolo booklet e nulla di più.

La sua capacità di Metal Bending,  lo stile in costante crescita e le sue presentazioni ricercate mi sono sempre piaciute ed ho osservato con interesse le performance postate sui suoi canali video, dalle esibizioni nelle TV locali della sua Regione, attraverso Talent sulle reti Nazionali ed ultimamente come giudice in un talent su una TV Toscana.

Qualche giorno fa ho ricevuto le sue Note di Conferenza ed abbiamo avuto un piccolo scambio di idee sul nostro modo di vedere il mentalismo.
In un’epoca social e tecnologica dove l’informazione viaggia su circuiti stampati, wi-fi e bluetooth finalmente ho ritrovato un Mentalista reale, ventiquattro ore su ventiquattro.

Simone è un Artista che ama stupire e stampare il ricordo del suo passaggio in ogni luogo che frequenta, lasciando una targa invisibile ma indissolubile con su scritto “Simone Ravenda il mentalista è stato qui!” nelle menti di chi ha la fortuna di incontrarlo.

Già dalle prime righe delle sue Note trapela la sua personalità, la sua conoscenza della materia e la sua cultura nel campo del mentalismo.

Nella prima parte si sofferma su alcuni effetti di forte impatto, realizzabili impromptu e che necessitano solamente di una biro, qualche biglietto da visita o foglietti di carta ed il tutto corredato da ottime presentazioni che sono solo la porta di ingresso per le proprie performance.

La seconda parte è personalmente la mia preferita, il Mentalismo Situazionale da cui mi permetto di estrapolare una frase che, secondo il mio punto di vista, riassume ciò che un’artista dovrebbe essere:

“Personalmente io ritengo che il mentalismo più potente sia il mentalismo che non ha quel sapore di performance, ritengo che sia più genuino, autentico e forte in relazione alla situazione che stiamo vivendo in quel momento, ovvero di completi sconosciuti che incontrano completi sconosciuti che vengono totalmente sorpresi con esperimenti al limite del paranormale.”  – Simone Ravenda

Molto spesso mi sono sentito dire da prestigiatori e mentalisti che fare un effetto al bar, alla ragazza carina per strapparle un sorriso o in situazioni non lavorative sia come regalare l’arte e che l’arte va remunerata, sempre.

Questa forma mentis è stata sempre in contrasto con il mio IO mentalista e con alcuni personaggi con cui ho avuto modo di confrontarmi tipo Christian Chelman, Richard Osterlind, Marc Salem per citarne alcuni.

Leggendo le Note di Simone ogni scusante per non avere al proprio arco frecce potenti scompare all’istante, ogni titubanza alla richiesta classica di un effetto al volo viene spazzata via e la cosa più importante è che crea ed alimenta il desiderio di creare la magia anche quando non viene richiesta, amplificando, così, l’esito dell’effetto.

Chi ama il mentalismo sa che è un’arte complessa, non basta far scomparire una pallina da sopra un tavolo, bisogna prima creare nella mente dello spettatore l’immagine della pallina stessa.

Simone fa questo, crea illusioni mentali e lo sa fare molto bene.

Ricordate la scena del cucchiaio di Matrix, famosissimo film degli allora Fratelli Wachowski?

– Non cercare di piegare il cucchiaio… è impossibile… cerca invece di giungere alla verità…Che il cucchiaio non esiste… allora ti accorgerai che non sarà il cucchiaio a piegarsi, ma sarai tu stesso…

Questo è quello che fa Simone e che cerca di trasmettere nelle sue Note di Conferenza, piega le menti dei suoi spettatori creando in loro l’illusione che sia in realtà il freddo metallo a piegarsi…o forse no.

Ma questa è un’altra storia…che potrete cominciare scoprire richiedendo le note a Simone…e mi raccomando chiedete anche il nuovo effetto “Pensieri di Cartone” non ve ne pentirete.

www.simoneravenda.com

Fabio Siragusa