Now You See Me, articoli sul web.

Il ‘cinema della crisi’ non conosce crisi. Now You See Me – I maghi del crimine’ negli Stati Uniti ha già incassato oltre 100milioni di dollari in cinque weekend. Avete perso la casa, la macchina, siete vittime dell’attuale momento difficile? Ci pensano i maghi gentiluomini di Louis Leterrier: quattro stelle dell’illusionismo che, durante i loro spettacoli, mettono a segno una serie di mirabolanti rapine. ‘I Quattro Cavalieri’, così sono chiamati i protagonisti di ‘Now You See Me’, non tengono niente per sé, tutta la refurtiva finisce nelle tasche degli spettatori. Un cast di star: il Jesse Eisenbergh di ‘The Social Network’ è l’abile prestigiatore Daniel Atlas; la signora ‘Borat’, Isla Fisher, dopo la brutta fine sul set de ‘Il Grande Gatsby’ nei panni di Myrtle Wilson è Henley Reeves, specialista dell’escapologia;Dave Franco (sì James Franco è suo fratello) è Jack Wilder, un mago di strada; il quarto cavaliere di ‘Now You See Me’, Merrit McKinney è interpretato da Woody Harrelson, attore che nel suo palmares può vantare collaborazioni con registi di primo piano, da Michael Cimino ai Coen, passando per Robert Altman e Spike Lee. Magic thriller, tra guardie e ladri e abracadabra.

Fonte http://www.melty.it/pacific-rim-now-you-see-me-viramundo-al-cinema-i-consigli-di-melty-a112148.html

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I maghi del crimine novelli Robin Hood

Arriva anche in Italia “Now you see it” che in America ha sbancato ai botteghini. Quattro prestigiatori contro i “maghi della finanza”

«Più guardi da vicino, meno cose riesci a vedere». È questa la battuta chiave per capire di che parla davvero I maghi del crimine, il cui titolo inglese è Now you see me, cioè la prima metà di una frase che si conclude con Now you don’t: ora mi vedi, ora sono sparito. E il fatto stesso che la seconda metà della frase sia sparita dal titolo la dice lunga su quanta parte del film sia lasciata alla capacità degli spettatori di completare la figura, collegando i puntini.

Now you see it – I maghi del crimine, che in America sta sbancando il botteghino ma non è stato sufficientemente apprezzato dalla critica, è una storia apparentemente incredibile in cui però si intravede in filigrana una presa di posizione quasi filosofica, e certamente politica, su questioni che riguardano da vicino gli Stati Uniti, e da lontano tutto il resto del mondo. Solo che, nella quotidianità delle notizie sparate dai media, in quell’overdose di “informazione” cui si aggiunge l’accelerazione imposta dalla rete, i cittadini perdono la visione d’insieme, e smettono di chiedersi: a che cosa dovremmo prestare davvero attenzione?

La storia di Now you see it – I maghi del crimine, ideata da Edward Ricourt e sviluppata da Boaz Yakin (autore di film d’azione come Safe e Prince of Persia), ma rivista con forte impronta spirituale dello sceneggiatore “zen” Ed Solomon, ha fatto gola ad un gran bel cast: Morgan Freeman, Mark Ruffalo, Jesse Eisenberg (il Mark Zuckerberg di The social network), Woody Harrelson, Melanie Laurent e Isla Fisher. Tutti hanno intuito il potenziale di una trama che ha a che fare con l’illusorietà del presente e l’ingannevolezza fraudolenta di certi personaggi, non a caso definiti “maghi della finanza”.

Il plot vede protagonisti quattro prestigiatori che, nel corso dei loro spettacoli pirotecnici (filmati con perizia cinematografica e recitati con abilità da un cast perfettamente a suo agio con i trucchi del mestiere), mettono in atto delle vere rapine. In più – e questo li rende davvero rivoluzionari – le rapine servono a restituire alla gente comune ciò che è stato loro tolto dalle banche e dagli speculatori.

Ma il piano di lettura si sposta presto più in alto per illustrare, attraverso immagini e svolte narrative, l’immaterialità stessa del denaro che, nella gestione spregiudicata della finanza, si volatilizza dalle tasche e dai conti correnti delle persone comuni molto più facilmente del coniglio dal cappello a cilindro, e facendo molto più danno. I quattro prestigiatori sono altrettanti Robin Hood che usano le identiche armi dell’alta finanza – l’inganno, l’imbroglio, la distrazione strategica – per riequilibrare la situazione, e rimettere in asse il presente.

La differenza fra guardare e vedere, che è al centro di molto cinema recente (vedi Eyes Wide Shut o Minority Report) e che utilizza lo specifico filmico facendo leva sulla sua natura intrinseca, trova qui un secondo livello di lettura nel rendere cinematografica l’illusione della magia: il cinema in sé è illusione e magia (le prime proiezioni venivano presentate al pubblico dei luna park, come attrazioni di prestigio), ma il cinema che racconta per immagini il mestiere di prestigiatore (vedi i recenti The prestige e L’illusionista) serve a rendere lo spettatore cosciente della capacità di inganno del mezzo cinematografico, e più in profondità (come accade con le scatole da spettacolo di magia, piene di doppi fondi pronti a collassare per rivelare l’illusione) dell’intenzione di raggiro dell’uomo furbo sull’uomo sempre pronto a cadere volontariamente nell’abbaglio (come del resto fa lo spettatore, ogni volta che entra in sala).

In Now you see it – I maghi del crimine tocca ad un agente dell’Fbi che pare un mastino vecchia scuola (Ruffalo) e alla sua leggiadra collega francese dell’Interpol (Laurent: il regista, Louis Leterrier, è nato a Parigi e parte delle riprese sono state effettuate là) prevedere le mosse dei maghi. Impresa che si rivela difficilissima, perché i quattro non sono motivati dal profitto e seguono un disegno immateriale: dunque sono maghi veri, e il potere della magia, come insegna Il signore degli anelli, quando riesce a liberarsi dall’avidità e dalla brama di potere diventa inarrestabile.

Non vi diciamo come prosegue la storia che è piena di colpi di scena, come si conviene ad uno spettacolo di prestigio, ma vi ricordiamo di seguire il «trucco giocato in scala globale» invece che i singoli giochi di mano, provando a stare sempre un passo avanti rispetto alla storia e un passo indietro rispetto alla visione, come davanti ai quadri puntinisti.

Ad essere fasulli, nel film come nella realtà, sono soprattutto gli obiettivi, e da questo deriva il disvalore della carta moneta e del cambio valuta, dunque una crisi mondiale creata più dalle apparenze che nella sostanza. A renderci vittime di questo inganno collettivo è la docilità dei più nell’ignorare i propri istinti di verità dando importanza alla cortina di fumo che nasconde le cose, quelle che «non vedi ma sai che sono lì».

«Stai andando nella direzione sbagliata e lo sai», un personaggio del film avverte un altro. Su questa forbice fra la consapevolezza di quale sia la direzione giusta e l’arrendevolezza nel seguire invece la direzione che sappiamo essere sbagliata fanno leva, a livello globale, gli illusionisti di professione, soprattutto quelli con in mano i cordoni della Borsa.

Fonte http://www.europaquotidiano.it/2013/07/10/i-maghi-del-crimine-novelli-robin-hood/

hr

La «magica» rapina in banca
dei quattro cavalieri del mistero

Cast di stelle per una commedia originale

Il rapporto tra reale e finto, tra palcoscenico e vita è il primo comandamento dello spettacolo e la scorciatoia più facile per arrivarci è raccontare una grande magia: vedi il capolavoro teatrale di Eduardo- Strehler e il recente Mago di Oz.

 

La sorpresa, che coinvolge uno del pubblico teletrasportato a distanza con la mente per rubare nel caveau d’una banca di Parigi, facendo poi piovere il bottino in sala, è applicata a un thriller da colpo grosso. Rispettando l’entertainment con l’optional del clima di New Orleans, Louis Leterrier, autore dedito a Hulk e ai Titani, è alle prese con una variazione di Ocean’s eleven al paranormale. Dove la cosa buffa è proprio il clan che conosciamo a rate all’inizio, quattro cavalieri cialtroni del mistero reclutati con lettera anonima: Jesse Eisenberg, il mago da strada, sempre più bravo (Social network) che seduce con le carte da gioco, un po’ David Copperfield; il sensitivo Woody Harrelson che ipnotizza, legge e ricatta mente e portafoglio, il prestigiatore Dave Franco che non disdegna il borseggio, la coraggiosa Isla Fisher che, come Houdini, fa il bagno chiusa a lucchetto in una grande vasca abitata dai piranha. Per buon peso, ecco il detective Mark Ruffalo, poco incline al mistery e dotato di bella collega, il prestidigitatore telegiornalista Morgan Freeman e infine il jolly miliardario e arrogante Michael Caine.

Se è vero, come dice Prospero, che la vita è fatta della pasta di cui son fatti i sogni, figurarsi il cinema. Pur molestato da un titolo inglese, il divertimento originale è assicurato, gli interrogativi pullulano, il gioco è ironico e i caratteri sono un bel campionario umano e disumano arredato con una psicologia turbata e folk.

Un insieme che ha solo bisogno di continuare a superarsi nelle sorprese, anche in saldo, ma il congegno è godibile e gli attori stanno al gioco invitando la platea a fare altrettanto, lasciandosi sedurre dalle attrattive extrasensoriali, cioè gli effetti speciali.

Fonte http://cinema-tv.corriere.it/cinema/13_luglio_11/porro_now_you_see_me_55dfe30e-ea0f-11e2-8099-3729074bd3db.shtml

hr

 

 

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