Leggendo s’impara! (Dicembre 1984)

Articolo di Roxy (Gianni Pasqua) e Victor (Vittorio Balli) per la rivista Il Prestigiatore Moderno Numero 094 (Dicembre 1984)

Se fino a pochi anni addietro la #letteratura magica italiana poteva considerarsi povera e scarna, oggi, dopo le ultime edizioni apparse sul #mercato #librario, possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti.  Ma la constatazione amara che dobbiamo fare e che purtroppo la #causa di una scarsa letteratura magica italiana è anche colpa dei maghi, di coloro cioè che dovrebbero essere i primi a volerla.

Spieghiamo subito perché. innanzitutto, siamo nella convinzione che si #legge troppo poco, e questo è un male culturale italiano a tutti i livelli, e poi si legge male.  C’è capitato pochi giorni fa di discutere un sistema per ottenere un effetto magico con un giovane prestigiatore che vuole addirittura fare della magia la sua professione e, di fronte a complicati sistemi da lui proposti per ottenere l’effetto voluto, noi abbiamo indicato un modo diverso che aveva i tre requisiti che riteniamo indispensabili per il mago intelligente: facilità, bassissimo costo, immediata reperibilità. il giovane amico prestigiatore ci ha guardato come mostri di cultura ed ha lasciato da parte tutti i sistemi ai quali pensava per adottare subito quello suggerito da noi. E qui viene il bello!

Noi non abbiamo suggerito un sistema di nostra invenzione, ma un vecchio principio che si trova spiegato su almeno tre libri editi in lingua italiana, tutti e tre presenti nella ricca biblioteca del Circolo Amici della Magia. Per far capire meglio cosa significa la nostra osservazione fatta poc’anzi che i maghi italiani leggono poco e male (non se l’abbiano coloro che invece, fuori della generalità, si costruiscono una vera cultura magica attraverso libri e pubblicazioni), basta dire  che uno di questi tre libri è di Padre Salvatore Cimò e f a parte dei 7 volumi della  sua “Enciclopedia della Magia”, libro che si trova un po‘ i n tutte le biblioteche magiche. Ma questo che abbiamo raccontato non è un episodio isolato, ne abbiamo purtroppo osservati altri. Per esempio, durante le conferenze che artisti stranieri tengono nei vari Circoli italiani, durante le quali spiegano principi vecchi e stravecchi, spiegati in tanti libri, m a che pochi conoscono.

Verrebbe voglia a questo punto di voler salire in cattedra e insegnare a chi “fa magia” come si legge un libro per prestigiatori, o meglio come non lo si legge affatto, ma come si consulta e si medita.  Notiamo che quasi tutti, appena in possesso di un libro vanno velocemente alla ricerca dell’effetto nuovo o più adatto al proprio numero, meglio se la spiegazione ha delle illustrazioni, con tanto di quotazioni sia in misure che i n valore. Poi il libro viene riposto in bella vista in biblioteca e diventa solo oggetto che occupa spazio. Noi, che ci vantiamo di essere topi di biblioteca e di passare molte ore a consultare libri, sappiamo invece che le descrizioni vanno lette con calma, considerate e analizzate profondamente per poterne trarne profitto, magari non subito, ma nel tempo.  È anche vero che la maggior parte dei giochi spiegati nei libri sono effetti di poco interesse e che servono a poco, m a da ciascun testo si può trarre qualche utile insegnamento e qualche indicazione per migliorare quello che già stiamo facendo o, ancor più, quello che faremo in futuro.

Un libro magico va centellinato riga per riga, senza fretta, senza volare sulle parole.  Un passaggio che può sembrare inutile per un gioco può essere essenziale per un altro. Incrociando due effetti se ne può quasi sempre ottenere un terzo più bello.  Dal libro più banale può venire fuori il sistema intelligente per costruire qualcosa di nuovo.  Ultima considerazione, e forse è la più importante, è che oggi quasi tutti i maghi preferiscono comprare i giochi già fatti nelle “Fiere Magiche”, anziché perdere tempo a costruirseli o a farseli costruire da buoni artigiani. È anche vero che quando si costruisce un gioco bisogna il più delle volte passare da prove che danno risultati sbagliati. Ma crediamo anche che l’oggetto personale, unico nel suo genere, dia più soddisfazione nell’usarlo, che l’oggetto che possono avere tutti gli altri.  Esistevano una volta le “Case Magiche” che costruivano su misura, ci ricordiamo bene alcune pubblicità in merito. Oggi invece gli articoli per prestigiatori si costruiscono esclusivamente in serie, tutti uguali gli uni agli altri, con il solo risultato di avere tanti maghi simili gli uni agli altri.

C’è poi la grande serie di giochi che richiedono oggetti banali e che affidano il loro effetto all’abilità del prestigiatore (pensate al simpathetic silk). Questi giochi sono oggi purtroppo snobbati dai più. 0 perché non si ha la pazienza di provarli e riprovarli o perché si preferisce la “pappa bell’e scodellata”.  Ricordiamo, alcuni anni addietro, che in un dopo spettacolo, insieme ad alcuni grandi prestigiatori contemporanei come Jean Merlin e Gerard Majax, rimanemmo alzati fino alle ore del mattino a discutere proprio del “simpathetic silk”. Ne vennero fuori tanti e differenti sistemi che arrivammo alla conclusione che il gioco si sarebbe potuto ripetere ben dieci volte cambiando sempre il sistema di annodatura e snodatura dei fazzoletti. Era con noi anche Alexander, che ha fatto di questo effetto un vero e proprio gioiello di presentazione. Egli infatti quando esegue questo gioco, lascia esterrefatto non solo il pubblico, ma anche gli amici prestigiatori, perché usa nella stessa routine tanti sistemi differenti, eliminando il rischio, nella ripetitività dei passaggi, di far scoprire il trucco ripetendolo.

Abbiamo voluto scrivere questo per invitare tutti i nostri amici maghi a leggere.  Di più e meglio, traendo profitto dai libri che hanno a disposizione. Crediamo che sia il miglior consiglio.

(Roxy & Victor)

 

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