LA MAGIA, STRUMENTO DI EMANCIPAZIONE? ANCHE NO

La storia del gracile Steven Frayne insiste su un aspetto fondamentale: il ruolo della magia nell’emanciparlo dalle umili condizioni in cui è nato.

[…]

Secondo Maven, questo aspetto non ha niente di intrinsecamente sbagliato. Eppure ci sono risvolti da non sottovalutare. Per introdurli, Max offre un’analogia:

Immagina di trovarti con me in una stanza che presenta un bellissimo arazzo sulla parete. Improvvisamente tu prendi fuoco. Io strappo immediatamente dal muro l’arazzo e te lo avvolgo intorno, per smorzare le fiamme e salvarti la vita. Ora, diresti che ho fatto qualcosa di sbagliato? Ovviamente no; al contrario, ho agito in modo moralmente ineccepibile. In effetti, usando l’arazzo per salvarti da questa situazione ho fatto qualcosa di virtuoso. Tuttavia, non era questo lo scopo per cui l’arazzo è stato creato, e se anche usarlo in questo modo ti è stato di beneficio, la conseguenza è che l’arazzo non è più in buone condizioni.

Max ne trae una morale spietata:

Con la magia è lo stesso. Usare quest’arte come strumento terapeutico può simbolicamente salvare una vita, che è una cosa buona. Ma non è questo lo scopo principale della magia. Né la lascia in buone condizioni.

Leggi tutto l’articolo sul sito di Mariano Tomatis http://www.marianotomatis.it/mental/index.php?post=blog/20130529

Andrea Clemente Pancotti

Principalmente sono io Andrea Clemente Pancotti: infanzia rovinata dai fascicoli di “STUPIRE!” di Carlo “Mago Fax” Faggi. Abbandona l’Arte per poi riscoprirla alla soglia degli ‘anta.“. Ora il team si e’ allargato, siamo comunque un gruppo di amatori, seriamente innamorati della Magia…

3 pensieri riguardo “LA MAGIA, STRUMENTO DI EMANCIPAZIONE? ANCHE NO

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