Il mentalista Darus su VanityFair.it

Halloween nella casa del mentalista

Nel cuore antico di Firenze c’è una casa misteriosa che apre le sue porte (anche) la notte dei morti. Accompagnati dal mentalista Darus abbiamo scoperto l’inquietante eredità lasciata dal suo ex-inquilino e ci siamo lasciati trasportare in un universo di magia ed esoterismo. In cui niente è come sembra e tutto pare possibile. Fidatevi: vale la pena.

La mia prima volta con le esperienze di Airbnb è stata da brivido e non sarà facilmente dimenticata. Le istruzioni ricevute via mail dall’host erano le seguenti: «Arrivare alle 18 nel luogo indicato, salire le scale, chiudersi la porta alle spalle». Poche, essenziali parole che proprio a causa della loro scarnezza hanno iniziato a seminare dentro di me una leggera inquietudine, palesatasi infine quando – in Piazza Signoria, in un elegante palazzo nel cuore rinascimentale di Firenze – mi sono ritrovato in una stanza semibuia con quattro sedie disposte in circolo.

Al centro della camera, ricolma di libri e stipata di strani oggetti, un tavolino con alcune candele. Sarà arrivato il momento, alla tenera età di 36 anni, della mia prima seduta spiritica? In testa mi è balenata un’immagine per niente rassicurante: la strega del film The Others. Il flusso dei miei pensieri è stato subito interrotto dall’ingresso del mentalista Darus – il padrone di casa e l’ideatore di questa esperienza – che ha messo subito le cose in chiaro: quella a cui io e gli altri ospiti stiamo per prendere parte non è solo una cerimonia di richiamo dei defunti, né un esperimento extrasensoriale qualunque. E quelle della stanza in cui ci troviamo non sono semplici mura, ma i confini dell’Inferno stesso.

Racconta Darus che nella casa dimorava decenni or sono un certo professor Baroni, barone universitario dall’animo inquieto. Durante il cammin di sua vita il professore scomparve da Firenze. Nessuno seppe mai che fine fece. L’accademico lasciò però tra le mura della sua già dimora un’inquietante eredità. Da adoratore della somma arte di Dante Alighieri e veneratore delle rime incatenate della Divina Commedia, Baroni pensò bene di ribattezzare Inferno, Purgatorio e Paradiso tre stanze della casa. Al contempo, iniziò a dilettarsi in un esercizio sinistro: collocare ogni suo conoscente all’interno delle tre Cantiche.

Così, dalle fiamme infernali ai dolci declivi del Paradiso, passando per l’angusto limbo del Purgatorio, Darus ha condotto me e gli altri ospiti nel mondo parallelo del fu Baroni, un universo oscuro in cui niente è come sembra e tutto appare possibile. Ho assistito a invocazione degli spiriti dei defunti, preso parte a inspiegabili fenomeni psichici e riti vodoo, visionato lacere fotografie virate in seppia del professore e della sua famiglia e ho persino acconsentito a un giro di roulegg russa (la fine arte della roulette russa con uova al posto dei proiettili). Il tutto accompagnato da una musichetta inquietante alla Eyes wide shut e dai passi felpati di Ciccione, l’anziano felino di casa che dagli angoli scruta gli umani con i suoi occhi d’ambra.

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