5 Domande Roberto Giobbi

Dovrebbe essere la presentazione più semplice, ma mi risulta assolutamente la più difficile, come presentare Roberto Giobbi? Tutti lo conoscono, difficile aggiungere qualcosa, e se qualcuno non lo conoscesse, beh, dovrebbe ricominciare lo studio della Magia.

Ogni suo scritto aggiunge alla Magia qualcosa di prezioso, tutti i suoi libri hanno segnato in qualche modo quest’ Arte (consiglio soprattutto Secret Agenda e Ask Roberto), e molti sono delle pietre miliari (cito solo l’immensa collana Card College).

Buona lettura!

roberto giobbiRoberto Giobbi was born in Basle, Switzerland, on the 1st of May 1959. He has a mathematical and scientific background, has studied literature and linguistics and is fluent in six languages. Since 1988 he has been working as a professional magician, author and lecturer. At the FISM World Championship of Magic he won twice the title of Vice World Champion in Card Magic, and as the winner of all categories, received the Grand Prix in Switzerland.

Roberto has become one of the most sought-out voices on magic and his lectures have grown near legendary. He is one of forty members of the Escuela Magica de Madrid, magic’s only Think Tank. He has written essays and columns for over 50 magic magazines and is the author of the five bestselling volumes of Card College, which are the most widely translated magic books in history and are considered globally as the ultimate reference work for card magic. He has over 50 books to his credit, including their translation in 6 languages. Part of his life was captured in “Il giardino dei giochi segreti”, a 50-minutes documentary by Swiss TV. In 2012, he received the coveted Literary Fellowship from the Academy of Magical Arts, and in 2014 the John Nevil Maskelyne Award for Literature from the prestigious Magic Circle of London.

Roberto also has an international reputation as a teacher. He is a sought-after lecturer and coach for professional magicians and he also gives interdisciplinary talks and workshops for industry managers on creativity, communication, and presentation.

Roberto Giobbi is married and has two children – he lives near Basel, Switzerland, and works worldwide.

Tratto da http://www.robertogiobbi.com/

1) Come ti sei avvicinato alla prestigiazione?

Mio padre mi fece i primi due giochi di carte, molto semplici, ma li ricordo tuttora. Poi, forse all’età di 7 anni, ancora mio padre mi porta a vedere un ristoratore qui a Basilea, il Signor Montanari, che fa una versione semplice dei bussolotti, ma con una tazza di caffè e una pallina da ping pong.
Passano anni, e all’età di 14 anni scopro il libro Grosse Zauberschule (la grande scuola della prestigiazione) di Werner Waldmann nella biblioteca pubblica, dove andavo quasi ogni settimana. Sulla copertina c’era una mano con quattro palle da biliardo di diversi colori. E stato amore a prima vista e da lì in avanti non c’era più scampo. Oggi mi diverte che l’autore Waldmann lo cacciarono dal circolo magico tedesco perché aveva scritto proprio quel libro.
Le scuole non mi hanno mai causato troppe preoccupazioni o difficoltà e le ho superate con un certo atteggiamento direi minimalistico: Appena che avevo raggiunto i voti necessari per passare, lasciavo correre la scuola e mi dedicavo ai giochi di prestigio. Oggi mi rendo conto che mi stavo preparando per la carriera della vita e dell’artista, imparando cose che a scuola non s’insegnano, ad esempio come trovare se stessi e la propria vocazione, come essere creativi, come trovare interpretazioni personali, come comunicarsi con gli altri.
Alle scuole elementari ero fra i primi ed ho avuto la gran fortuna che la mia maestra, la Signora Braun, sin dall’inizio mi dimostrava una gran simpatia. Penso che sia stata lei come prima a scoprire la mia affinità per il teatro e la recitazione. Infatti, nei teatrini che si facevano tutti gli anni, io sostenevo sempre la parte del protagonista.
L’ultimo anno mi ricordo che ha perfino messo in scena la favola del diavolo con i tre cappelli d’oro, apposta per darmi il ruolo principale di Felix, Felice, il fortunato, un ruolo che doveva accompagnarmi tutta la vita, perché penso che tante cose mi siano capitate poi così, come caso fortunato.
Il fatto di ricevere i ruoli principali in ogni tipo di produzione, negli anni seguenti si è mantenuto come un ‘fil rouge’. Con questa prima passione per il teatro dimostravo anche la mia maniera di rappresentare me stesso davanti agli altri, e chissà che era una delle prime consapevolezze del proprio valore.
Mi piaceva anche molto cantare e mi davano il massimo dei voti. Ma un giorno in chiesa la suora mi disse: “Roberto, non cantare così forte.” Credo che in quel momento mi abbia distrutto la carriera da cantante – meno male.

2) Il momento che ricordi più intensamente della tua esperienza da prestigiatore.

Tanti – per fortuna! Ma forse la prima volta che incontrai Juan Tamariz, grazie al suo amico e maestro Juan Anton, al congresso “Magic Up To Date”, nel 1978 a Düsseldorf, dove con il mio mazzo mi fece la sua rutina magistrale “Il potere ipnotico degli Jolly”.
Avevo diciannove anni e pensavo già di saperla lunga, ma quando mi ha fatto questo meraviglioso gioco, non ho più capito niente e mi sono meravigliato come un bambino.

3) Quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di piu’ ed in che modo?

Senza entrare nei dettagli, per evitare un saggio biografico, faccio alcuni nomi un ordine cronologico: mio padre Oreste Giobbi, il Sig. Montanari, Piet Forton, Richard Vollmer, Henk Meesters, Carlhorst Meier, Juan Tamariz, Arturo de Ascanio, Dai Vernon.

4) Quale aspetto della nostra arte preferisci?

Quelli di artista, scrittore e docente. Nella mia vita queste tre qualità sono diventate inseparabili. Ognuna di queste discipline è solo un’altra faccetta della mia persona che si è formata proprio attraverso lo studio e la pratica di queste sfere. Se dovessi, rinuncerei piuttosto all’artista che agli altri due, ma credo sia tanto impossibile quanto togliere una delle tre dimensioni all’universo, perché poi tutto sarebbe piano. Questi tre aspetti sono la mia vita.

5) Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto terminando per il 2015 con lybrary.com il mio progetto di Secret Twitter, tramite il quale si può ricevere un Tweet “magico” al giorno. Con due mesi regalati sono più di 400 idee, concetti, tecniche, giochi, problemi da risolvere etc. Avrei già pronto materiale che credo molto interessante per il 2016, come Secret Twitter oppure Secret Agenda 2, ma purtroppo il prodotto viene piratato appena uscito, perciò non credo continuare. Vedi qui: http://www.lybrary.com/secret-twitter-p-559912.html.
Poi stiamo preparando la traduzione in inglese del mio libro sulla cartomagia per salotto e piccolo teatro, con più di 300 pagine e che è finora uscito solo in tedesco. Il titolo sarà Stand-up Card Magic Come tutti i miei libri in inglese lo faccio con Hermetic Press. Speriamo potere uscire prima di Natale 2015.
In Francia con Georges Proust stiamo preparando la traduzione francese del mio libro The Art of Switching Decks, che spero uscirà quest’anno. In questi casi io sempre rileggo i testi (lo faccio in 5 lingue), cosa che costa tempo.
Ho appena finito di registrare il mio seminario sulla vita e opera di Dai Vernon con Vanishing Inc. Stiamo mettendo gli ultimi tocchi, e spero possiamo uscire per aprile 2015.
Ovviamente continuo la mia rubrica “The Genii Session” in Genii, la rivista più letta al mondo, Sono già nel dodicesimo anno! Anche questo progetto mi prende parecchio tempo.
Ho appena terminato un ciclo di 5 conferenze di 3 ore ciascuna sui 5 grandi principi operativi della cartomagia classica, e sto preparando per poterlo ripeterlo.
Quest’anno preparo varie Masterclass, fra l’altro sarò a Parigi, Zurigo, Roma, Milano e Torino (a Torino ci sono ancora posti per il sabato, 16 maggio 2015; contattare Marco Aimone marco.aimone@gmail.com).
Poi sto lavorando su vari progetti (fra l’altro vari libri) che al momento vorrei ancora mantenere segreti per non rovinare la sorpresa.
Come vedete non mi annoio…

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