5 Domande: Aurelio Paviato

Aurelio non ha di certo bisogno di presentazioni, e’ stato campione mondiale di close-up nel 1982, ed e’ uno grande conoscitore e ricercatore della Magia.
Per saperne di più visitate il suo sito http://www.aureliopaviato.com/

Vincitore di un primo premio al Congresso Mondiale di Losanna, oggi è famoso come il “prestigiatore del Costanzo Show”, grazie alla frequente partecipazione al talk show del Parioli di Roma. Ma per arrivare al cuore di Maurizio Costanzo (primo tra i prestigiatori a giungere su quel palco) ne ha fatta di strada.

1)Come ti sei avvicinato alla prestigiazione?

Prima attraverso un libro cercato a caso e trovato in una libreria.
In seguito questo libro si sarebbe rivelato essere, nella sua seconda parte, la traduzione pirata di “The Fine art of Magic” di Kaplan.
Più tardi, grazie a Salvatore Vinci (un prestigiatore dilettante di della mia città) ho conosciuto Piero Pozzi ed il Clam di Milano.

2)Il momento che ricordi piu’ intensamente della tua esperienza da prestigiatore.

Tanti.
La prima conferenza di Vernon alla quale ho assistito;
Il primo incontro con Ascanio e Tamariz ad Escorial;
L’incontro con Frackson (che io, ancora molto giovane ed ingenuo, nemmeno avevo capito bene chi fosse questso gigante).
La prima volta che mi sono “reso conto” di essere un professionista ospite fisso nella stessa trasmissione (Buon Domenica) nella quale c’era anche quello stesso “Silvan” che guardavo da bambino.

3)Quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di piu’ ed in che modo?

Tony Mantovani: l’amore per i libri e lo studio.
Bai Ottorino: l’incoraggiamento e la possibilità di fare i miei primi spettacoli.
Arturo de Ascanio Y Navaz: la visione strutturale della prestigiazione.
Juan Tamariz: la visione artistica della prestigiazione.
Roberto Giobbi: una lunga e duratura amicizia con scambio e confronto di tante idee.
Piero Fancini: per una visione colta e profonda dell’arte della prestigiazione.
Vanni Bossi: l’amore per la storia di quest’Arte.
Dai Vernon: basta il nome.

(Altri nomi che possono cadere nell’oblio): anche i “colpi bassi” sono un insegnamento e ti fanno crescere.

Mi scuso con chi, mentori, maestri ed amici posso avere involontariamente omesso.

4)Quale aspetto della nostra arte preferisci?

L’aspetto di relazione umana ed interpersonale con la gente, cioè con il pubblico.
I momenti di studio e di riflessione.

5)Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il sogno nel cassetto è portare avanti lo spettacolo teatrale “Storie di un Artigiano di Illusioni”

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