5 Domande: Andrea Paris

In occasione del suo strepitoso passaggio ad Italia’s Hot Talent (Andrea Paris in finale di Italia’s Got Talent 2019), il nostro Luca Ramacciotti ha intervistato Andrea sottoponendolo al suplizio delle “5 Domande”. Grazie ad Andrea ed a Luca per la  loro disponibilità.

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1) Come ti sei avvicinato alla prestigiazione?

Avevo sei anni e mio nonno mi faceva vedere dei giochi per cui ho iniziato così. Mi sono un po’ arrabattato tra fiere, Topolino o qualsiasi cosa che mi permettesse di conoscere dei giochi. In realtà la vera e propria decisione è stata a dodici anni quando vidi lo spettacolo del mago Sales all’oratorio della mia parrocchia. Lì c’è stato il cambio. Prima mi divertivo a fare la magia, ma soprattutto a vederla. Quando il mago Sales fece il suo spettacolo e vidi i miei amici rimanere stupiti lì ci fu lo scambio mio di sentimento. Non era più “mi piace la magia”, ma “porca miseria! Mi piace creare questo!” ovvero la sensazione, la meraviglia. Lì ho deciso di imparare, studiare veramente partendo dall’opuscolo che mi diede il mago Sales dove c’erano effetti basilari come lo stecchino o la moneta. Da lì ha preso il via una serie infinita di libri. Al mio tempo non c’era internet per cui il delirio per cercare questi testi su cui studiare. Per cui essendo Umbro andavo a Roma per reperirli, ho fatto di tutto per studiare.

2) Il momento che ricordi più intensamente della tua esperienza da prestigiatore.

In realtà sono due i momenti più emozionanti. Il primo quando ho fatto degli effetti ad Andrea Bocelli. Uno potrebbe pensare che Bocelli, essendo non vedente potrebbe sembrare limitato. Invece vede molto più di noi. Guarda con quattro sensi, noi con uno. Se noi chiediamo ad una persona di descrivere una stanza la persona ti dice: Si pareti grandi, bianche, alte, soffitto colorato, tre sedie. Invece lui descrive una stanza con le seguenti espressioni: Sento rumore di questo tipo, c’è questo rimbombo, sento la temperatura calda, è vuoto etc quindi vive con molti più dati rispetto a noi che ci fermiamo agli occhi che è più facile. Quindi un gioco di prestigio lo vive con altri quattro sensi. È meraviglioso secondo me. L’altra bellissima esperienza è stata la finale di IGT perché lì ho conosciuto il mio idolo Gigi Proietti. Faccio quello che faccio perché dieci anni io facevo Pietro Ammicca, uno dei suoi personaggi, e sentirsi dire da lui che sono bravo, vedermi abbracciare… bè lì sono esploso di gioia.

3) Quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di più ed in che modo?

Sicuramente Sales perché è stato il primo, ma poi ogni singolo mago che ho incontrato lungo il mio cammino. Anzi direi ogni persona in generale sia mago sia pubblico. Perché ogni persona ti dono qualcosa che ti permette di capire dove arrotondare, smussare, capire se e dove sbagli e anche i maghi americani quando hanno iniziato a fare i video di street magic che da noi non era molto considerata.

4) Quale aspetto della nostra arte preferisci?

Lo stupore. O meglio il sorriso di meraviglia. Infatti, la magia non è per i bambini. la magia per bambini è un’altra tipologia di arte (e ammiro molto chi la fa, io ad esempio non riesco). Però il bello della magia è che fai ritornare bambini gli adulti, ridoni l’attimo di meraviglia all’adulto che fa quel sorriso non di meraviglia, ma di stupore che lo fa ritornare bambino per alcuni secondi ed è questa la cosa più bella in assoluto.

5) Quali sono i tuoi progetti futuri?

Non lo so sinceramente. La spinta di IGT mi ha creato molti contatti. Ad esempio, in questo momento sono a fare uno show a Dubai. Quando tornerò in Italia ho incontri e staremo a vedere. Diciamo che sono in fase creativa in questo momento.

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