#Recensione “Appunti di messa in scena” di Luca Ramacciotti

di Vito Gattullo

Questo libro mi ha messo in crisi.

Mentre lo leggevo, infatti, ho rivalutato molte delle scelte che avevo fatto fino a quel momento per lo spettacolo che stavo preparando e sono venute fuori diverse idee circa la messa in scena di alcuni effetti, grazie ai suggerimenti di Luca ed gli input che ho trovato nel suo libro circa gli attrezzi da utilizzare, come disporli sul palco e come illuminarli al meglio.

Luca Ramacciotti lavora da sempre nel campo del teatro lirico occupandosi di regia, ma da appassionato di illusionismo credo sia la persona più autorevole e più adatta, in tutto il panorama magico italiano, ad esprimersi in merito.

Ha fatto da regista assistente a Ettore Scola, Maurizio Scaparro e Dario Argento, curando per gli ultimi due anche le riprese delle loro regie. Ha collaborato con cantanti come José Cura, Placido Domingo, Fabio Armiliato, Daniela Dessì, o Andrea Bocelli, lavorando in Francia, Germania, Cina, Emirati Arabi, Messico, Oman, Russia, Giappone e in Nicaragua dove detiene addirittura il record per essere stato il primo europeo ad aver realizzato una regia lirica.

Nel suo “Appunti di messa in scena”, scritto tra Viareggio e Roma, racconta, anche attraverso l’analisi di diversi episodi della sua lunghissima carriera, molte soluzioni adottate per la messa in scena delle opere liriche, ma fornisce anche diversi suggerimenti sulla creazione del personaggio, le musiche da adottare (e da evitare, tipo i Carmina Burana), la modulazione della voce, i costumi, le luci, gli oggetti da utilizzare, la gestione del pubblico e dei volontari in scena, la postura e la prossemica (c’è anche una interessantissima sezione dedicata a profumi ed essenze, che non ho mai trovato in pubblicazioni di settore!).

Luca sottolinea anche gli errori più comuni che commettono prestigiatori, mentalisti e illusionisti nei propri spettacoli, analizzando gli effetti più celebri per evidenziarne punti di forza e debolezze.

Partendo dal presupposto che attraverso qualsiasi rappresentazione teatrale, anche in uno spettacolo di illusionismo, l’Artista abbia un messaggio di comunicare al pubblico (perché andare in scena, altrimenti?), Luca fornisce inoltre il suo metodo personale per strutturare uno spettacolo di Magia attraverso i “cinque elementi” – che non rivelerò – per trasformarlo da una mera esecuzione di effetti uno dopo l’altro o lo sfoggio di tecniche, in un vero e proprio atto teatrale magico: come scrive nelle prime pagine, infatti, “il nostro sapere è al servizio del divertimento delle persone non perché sia sfoggio del nostro talento”.

Non mancano citazioni, suggerimenti e contaminazioni che rimandano alla vasta bibliografia che spazia dal Teatro, alla Prestigiazione, alla percezione visiva o alla teoria dei colori, arti affini da tenere in considerazione nella preparazione di uno spettacolo, mentre Luca indirizza il lettore verso i numeri degli illusionisti che hanno saputo sfruttare la scena e le tecniche teatrali al meglio per valorizzare la propria Arte.

Sicuramente un libro da avere e da leggere più di una volta, adatto sia ai neofiti – non mi sarebbe dispiaciuto leggerlo quando ho cominciato – sia a chi ha già esperienza, perché forse che alcuni input si possono apprezzare e capire del tutto dopo un po’ di esperienza maturata sul palcoscenico, visto che la Magia, così come il Teatro, è una forma d’Arte in cui si impara dai propri errori, aggiustando il tiro di volta in volta.

Probabilmente non tutti saranno in grado di cogliere i suggerimenti che Luca ha distillato nel suo libro, data la necessaria dose di umiltà richiesta per rimettere in discussione le scelte adottate nell’allestire il proprio spettacolo, soprattutto se è qualcosa che si porta in scena da molti anni, magari anche con successo, ma è solo grazie al lavoro di un regista che si metta dalla parte degli spettatori che un numero di Magia può trasformarsi in un vero e proprio atto teatrale magico.

Concludendo, credo che Luca sia stato molto modesto nel definire il suo libro una serie di “appunti”, perché leggendolo mi sono accorto che di fatto è un trattato di regia applicato all’Arte Magica – e non solo – che andrebbe letto e riletto per ragionare sul proprio spettacolo per concepirlo o ripensarlo sulla base dei suoi suggerimenti, ma soprattutto per riflettere, parafrasando Peter Brook, non solo sul “come” ma prima di tutto sul “perché”.

Maggiori informazioni sul libro “Appunti di messa in scena” di Luca Ramacciotti #libro

Andrea Clemente Pancotti

Principalmente sono io Andrea Clemente Pancotti: infanzia rovinata dai fascicoli di “STUPIRE!” di Carlo “Mago Fax” Faggi. Abbandona l’Arte per poi riscoprirla alla soglia degli ‘anta.“. Ora il team si e’ allargato, siamo comunque un gruppo di amatori, seriamente innamorati della Magia…

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