Magia in tv, da Silvan fino al nuovo ‘Houdini’

houdini brody

di Alessandro Buttitta

Su DMax una miniserie dedicata all’illusionista più famoso del mondo: l’ultima puntata dell’amore tra il piccolo schermo e le arti occulte

Fu una peritonite a portare via a soli 52 anni Harry Houdini, l’illusionista più famoso di sempre, l’uomo che coi suoi numeri sfidava costantemente la morte guardandola sfrontatamente in faccia. Ai funerali, svoltisi a New York il 4 novembre 1926, assistettero più di 2mila persone testimoniando l’influenza di un personaggio dai contorni leggendari. Noto per le sue performance da escapologo con fughe che lasciavano con il fiato sospeso migliaia di spettatori, diventò una star mondiale all’inizio del XX secolo. Il mito di Houdini è stato alimentato negli anni non solo dalle sue esibizioni ma anche dalle celebri amicizie (su tutte quella con Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes) e dalla sua mai confermata attività di spionaggio per conto del governo americano.

La vita del celebre illusionista, segnata anche dall’amore per la moglie Bess, è raccontata da Houdini, miniserie targata History Channel in due parti che sarà proposta da DMax il 7 e l’8 gennaio alle 21.10. Le puntate, dirette da Uli Edel (regista del cult Christiane F.–Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino e recentemente de La saga dei Nibelunghi), vedono come protagonista Adrien Brody, premio Oscar nel 2003 per Il pianista di Roman Polanski. L’attore non è stato l’unico a dare il volto all’escapologo nato a Budapest il 24 marzo 1874. A tal proposito sono da ricordare le interpretazioni di Tony Curtis e Guy Pearce rispettivamente nei film Il mago Houdini (1953) di George Marshall e Houdini-L’ultimo mago (2007) di Gillian Armstrong.

La miniserie conferma la forte attrazione tra televisione e magia. Se si dovesse indicare l’erede di Houdini la scelta ricadrebbe sicuramente su David Copperfield, illusionista americano diventato negli anni una star a livello mondiale grazie a mirabili spettacoli, gossip vari ed eventuali (il più celebre con la top model Claudia Schiffer negli anni Novanta) e una comunicazione a dir poco efficace. Nato nella periferica Metuchen (New Jersey) il 16 settembre 1956, ha portato la magia sul piccolo schermo con show seguitissimi che in Italia abbiamo visto, in varie forme, sia sui canali Rai che Mediaset. Scoperto giovanissimo dal produttore Joseph Cates nel 1977 a The Magic of ABC, David Copperfield diventa una celebrità l’anno successivo con The Magic of David Copperfield, uno spettacolo tutto suo in cui mette in mostra tutto il suo talento.

A scommettere su di lui è CBS che, stagione dopo stagione, gli affida serate sempre più sorprendenti: nel 1980 arriva “Floating Ferrari”, il celebre numero in cui fa scomparire nel nulla una Ferrari dopo averla fatta lievitare, mentre negli speciali successivi si confronta con i simboli americani della Statua della Libertà, del Grand Canyon, di Alcatraz con sparizioni, voli e fughe memorabili. Altrettanto famosa è la cosiddetta “Death Saw” che dà l’illusione che il mago sia stato tagliato in due da una motosega elettrica.

Il successo di David Copperfield ha aperto le porte degli studi televisivi a maghi, illusionisti e prestigiatori, trovando un pubblico molto attento e ricettivo. Lo conferma la schiera di programmi che vediamo sulle reti italiane, spesso e volentieri proprio sul DMax su cui vedremo Houdini. Si pensi agli show di Derren Brown, all’inglese Dynamo–Magie impossibili, sorprendente documentario fly on the wall attivo da quattro stagioni, o David Blaine: magia o realtà?, con protagonista l’omonimo illusionista che inganna con i suoi trucchi celebrità del calibro di Orlando Bloom, Jamie Foxx, Katy Perry e Bryan Cranston. Chi desidera avere un approccio più scientifico con la magia può invece puntare il telecomando su Breaking Magic, scoprendo come i maghi preparano e realizzano i loro numeri. Di diverso genere sono gli itineranti Magic of Science e Troy con giovani prestigiatori pronti a impressionare il loro pubblico di strada adoperando oggetti di uso quotidiano.

In Italia il mondo della magia ha avuto definizioni più nazional-popolari, almeno a livello televisivo. Basti pensare alla formula del “Sim Sala Bim” ripetuta a oltranza dal mago Silvan, scoperto addirittura nel lontano 1956 da Enzo Tortora in Primo Applauso. Illusionista di fama mondiale noto per i modi eleganti e il lessico forbito, ha avuto una carriera pluridecennale che ha avuto i suoi picchi tra gli anni Ottanta e Novanta sui canali Rai (Scala Reale, Sim Sala Bim, Buonasera con… Silvan). Le sue orme, con uno stile decisamente più fresco e innovativo, sono state seguite da Antonio Casanova, prestigiatore noto al pubblico Mediaset con un curriculum arricchito da partecipazioni fisse a Buona Domenica e Striscia la notizia, e da Marco Berry, che ha alternato la carriera da mago a quella di autore e presentatore soprattutto su Italia1. Da non dimenticare infine le esibizioni di Arturo Brachetti, che ha fatto del trasformismo un’arte, e Luca Bono, talento emerso in La grande magia–The illusionist, originale talent di magia condotto da Teo Mammucari per Canale 5 nel 2013.

Fonte http://tvzap.kataweb.it/news/102039/magia-in-tv-da-silvan-fino-al-nuovo-houdini/

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