La moglie del mago, Brachetti & his friends.

Riporto tutto il post de La Moglie del Mago, perche’ e’ davvero divertente!
http://lamogliedelmago.altervista.org/blog/brachetti-and-his-friends/

L’immaginazione al potere!

Una muraglia umana di signore tra i 70 e i 95 anni separava me e mio marito dalla biglietteria. Tutte avevano lasciato l’abbonamento a casa, dimenticato da qualche parte o addirittura buttato via, suscitando il disappunto delle due addette, che cercavano di venirne a capo. Io e mio marito, finalmente a un passo dalla cassa, ci vediamo usurpati dall’ennesima vecchietta, alta un metro e dieci, che cercava di spiegare anche lei il dramma abbonamento. Ridiamo. E mi intenerisco, perché le fan di Arturo Brachetti hanno lo stesso profumo di mia nonna. E anche gli stessi cappelli. Cappellini pellicciottati che ormai indossano solo le signore dalla tempra indistruttibile nate a inizio ‘900.

“Ehm, scusi, ci dovrebbero essere dei biglietti prenotati a nome ‘La moglie del mago’…” La tipa non batte ciglio, dopo la valanga umana di vecchiette non si stupisce più di niente. Quindi prendiamo i nostri posti. Davanti a noi ovviamente una signora attempata, la cui acconciatura, che sovrasta di mezzo metro la calotta cranica in stile Moira Orfei, ogni tanto ci copre la visuale.

E finalmente lo spettacolo inizia! Arturo Brachetti si esibisce in un numero imprecisato di incredibili e velocissimi cambi d’abito, portando il pubblico in giro per il mondo e per la lunga storia del varietà, e citando Leopoldo Fregoli: “Chi di voi ricorda il grande Fregoli?” Eh sì, data l’età media delle signore del pubblico, Fregoli se lo ricordavano. Capirai, è morto solo nel ’36.

Ma passiamo allo spettacolo. Brachetti riporta in scena molti numeri dello spettacolo “L’uomo dai mille volti”, ma in un contesto nuovo: ci racconta un’altra storia, circondato dai suoi amici, che ha incontrato negli anni e che hanno arricchito lo spettacolo con un medley di talenti.

I Lucchettino

Luca Regina e Tino Fimiani formano un duo comico irresistibile che riesce a stupire e divertire il pubblico con… niente! Niente costumi sbriluccicosi, niente pupazzi, scatole e scatoline, niente sovrastrutture. Espressioni, parole, gesti, sono le loro armi per conquistare e tenere in pugno i bambini di tutte le età che li stanno guardando. Vecchiette incluse.

Dal primo numero, in cui giocano a “intrappolare la musica”, all’ultimo in cui Tino si esibisce nella sua abilità di ventriloquo (o “ventricolo”, come sentirò dire da una signora che lo ha aspettato alla fine dello spettacolo per complimentarsi), usando semplicemente il suo microfono, fanno ridere fino alle lacrime tutti, anche i vigili del fuoco addetti alla sicurezza che stavano assistendo all’ennesima replica.

Luca Bono

Il giovanissimo Luca Bono continua la sua carriera che, gli auguriamo tutti, lo porterà lontanissimo. A soli 20 anni premi, televisione, e soprattutto il teatro con un grandissimo maestro. Lo spettacolo in tv “The Illusionist” in prima serata, in cui è stato l’unico finalista italiano, gli ha regalato grande notorietà. Tant’è che tra il pubblico lo avevano riconosciuto. Per salutarlo, a fine spettacolo, ho dovuto superare le “ragazzine” (dagli 8 agli 80 anni) in cerca dell’autografo.

A questo punto sarebbe anche legittimo che “se la tirasse” come un divo consumato. E invece no, Luca è un normalissimo ragazzo di 20 anni che si diverte a fare quello che fa. È proprio un “bravo ragazzo”, e si vede anche quando è sul palcoscenico.

Mister David

Davide Demasi, equilibrista, giocoliere, escapologo, avrebbe voluto fare anche il trasformista, ma dategli tempo. È arrivato in mezzo alla platea col suo monociclo e ha monopolizzato l’attenzione di tutti. Ha “rapito” 4 spettatori, “torturandoli” simpaticamente con battute divertenti, mentre si faceva legare in una camicia di forza e issare sul monociclo, coinvolgendoli in questo gruppo laocoontico in bilico sul palco. Poi è rimasto così, legato come un salame, da solo in equilibrio sul monociclo, a due metri d’altezza, riuscendo a liberarsi in questa posizione scomodissima e lasciando il pubblico a bocca aperta. Insomma, un mix perfetto di comicità e abilità, di cui la cornice del teatro riesce ad amplificare esponenzialmente il potere di coinvolgere completamente gli spettatori. Bravissimo Mister David!

Andrzej & Tomasz

Andrzej & Tomasz sono due acrobati polacchi dai muscoli d’acciaio, che hanno lavorato a Las Vegas e col Cirque du Soleil, e che sono la dimostrazione vivente di cosa può arrivare a fare un corpo umano se ci si sfonda di addominali… Le figurazioni incredibili in cui si esibiscono creano vere e proprie illusioni: sembra siano sospesi in aria, sfidando letteralmente la forza di gravità, e tutto questo solo -si fa per dire- grazie ai loro muscoli. Assolutamente da vedere.

La regia

Voglio spendere qualche parola anche sulla regia di questo spettacolo meraviglioso, perché era letteralmente uno degli artisti in scena. Ok, è sempre così, le musiche e le luci fanno parte integrante dello spettacolo. Ma in questo spettacolo in particolare hanno recitato con gli attori, hanno fatto ridere ed emozionare. Senza i tecnici audio e luci non sarebbe stata la stessa cosa. Grazie!

Arturo Brachetti

Che si deve dire di più su Arturo Brachetti? È magico, è sorprendente, è unico… è l’avversario che nessuno vorrebbe mai avere al gioco dei mimi. è una macchina del tempo vivente, a parte perché non invecchia mai, ma perché riesce a far tornare bambini tutti insieme a lui, creando numeri con la forza incredibile dell’immaginazione. Col semplice ausilio di un’asticella invisibile è diventato golfista, gondoliere, pescatore, perfino becchino. Con la tesa di un cappello si è trasformato in 25 personaggi diversi. E giocando con la sabbia ha reso il suo omaggio personale al suo (e mio) regista preferito, Tim Burton, ed è stato credo il momento più emozionante di tutto lo spettacolo.

Concludo il mio articolo ringraziando una special guest star che ha reso lo spettacolo davvero unico: durante il numero di ventriloquismo di Tino, un cappellino pellicciottato si è alzato da uno dei posti nelle prime file. La signora anziana che c’era sotto si stava bellamente dirigendo all’uscita passando davanti al palcoscenico, sotto gli occhi increduli di Tino. “Signora, ma dove va?” “Vado a vedere la partita del Napoli” “Ma le è piaciuto lo spettacolo?” “Sì, sì, molto bello, ma c’è la partita…”. Risate e applausi del pubblico solidale sia con Tino che con la signora, hanno stemperato il momento imbarazzante. Grazie, signora, di averci regalato un sorriso in più.

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