IL MUSEO DELLA MAGIA C’E’ E… SI VEDE

IL MUSEO DELLA MAGIA C’E’ E… SI VEDE

Contatti: Museo della Magia – Via Cavour 35 – 12062 – Cherasco (CN), www.smilab.it  www.museodellamagia.it ; mailto:  sales@sales.it
Telefono: 0172/1908030 – 335 473784
Orari: Il Museo è aperto venerdì e sabato dalle 15.00 alle 18.00; domenica e festivi dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00. Gli altri giorni su prenotazione
Biglietteria: Costo del biglietto intero 5,00 euro, ridotto 3,00 euro

A Cherasco (Cuneo) – Italia.  Inaugurato il più grande e originale museo della magia d’Europa. Ideatore e promotore il mago Sales, al secolo don Silvio Mantelli

 “Il sogno è l’ultima risorsa di ogni popolo: più le cose vanno male e più si sogna. Anche quando sappiamo che sotto sotto ad ogni magia c’è un trucco!”. Con queste parole il grandissimo trasformista Arturo Brachetti spiega perché oggi più che mai ci sia bisogno di magia. E lo dice in occasione dell’inaugurazione del Museo della Magia di Cherasco, avvenuta sabato 27 aprile 2013. Con lui erano presenti i più grandi nomi della magia italiana: Alexander, Marco Berry, Tony Binarelli, Raul Cremona, Mister Forest, Silvan, tutti legati da un legame specialissimo con Mago Sales, ideatore del museo.

Nel museo di Cherasco si possono incontrare i grandi prestigiatori, perdersi in foreste da favola e vedere la gente volare, tutto merito del Mago sales, al secolo don Silvio Mantelli che da vent’anni gira il mondo con spettacoli a fin di bene e che adesso ha realizzato il suo sogno.

Unico nel suo genere in Italia e in Europa, il Museo della Magia di Cherasco è destinato a diventare tappa fondamentale degli appassionati di illusionismo.

Undici stanze ricche di mistero e suggestione raccontano la storia della magia dal ‘700 ad oggi attraverso immagini e film d’epoca, con strumenti originali appartenuti ai grandi prestigiatori, aree dedicate all’illusionismo e ai suoi numerosi aspetti.

Il Museo propone esibizioni magiche, didattica, scuola di magia e visite guidate.

Padrone di casa è Mago Sales-don Silvio Mantelli. “La magia – dice – ci rende bambini e ci aiuta a vivere meglio”. Ma la sua più grande magia è quella che vede i bambini protagonisti: a loro Mago Sales dedica ogni attività, regalando costantemente sorrisi e solidarietà e partecipando attivamente a numerosissime operazioni umanitarie in tutto il mondo.

Il Museo, infatti, è il frutto dell’intensa attività condotta da don Silvio Mantelli, “missionario della gioia” ed è uno dei tasselli del grande progetto di educazione ai “valori d’un tempo”, quali l’attesa, la meraviglia, l’ascolto, la partecipazione e la solidarietà. Attraverso la magia, con il suo carattere di immediatezza e universalità, è possibile trasmettere un messaggio di gioia e di speranza, raggiungere i bambini e gli adulti di tutto il mondo, farli sorridere, meravigliarli, stupirli.

Lo hanno sottolineato i grandi prestigiatori, maghi e illusionisti, presenti il giorno dell’inaugurazione, spiegando che l’arte della magia è fatta di ricerca, studio, passione e preparazione. Tant’è che “oggi la magia viene associata al pensiero laterale” come ha spiegato Alexander. “Siamo gli artigiani della Magia, rallegriamo la vostra vita” ha detto infine Silvan riassumendo così l’universo della magia: “Un mago non ha età. L’età potrà fare di voi giovani sempre più grandi”.

VIAGGIO NEL MUSEO DELLA MAGIA QUI TORNANO TUTTI BAMBINI

Cherasco (Cuneo), maggio 2013

Benvenuti nella Casa del Sorriso!», dice il mago Sales mentre apre la porta del Museo della Magia. «Ma ora entrate, lasciatevi me­ravigliare, immaginate di essere dei bambini! ». Varcata la soglia ci acccoglie una ricostruzione della Bocca della verità, il mascherone in marmo che si trova nella chie­sa di Santa Maria in Cosmedin a Roma. E poi una statua del mago Sales che parla e si muove. Sales, quello vero, ci sorride e dice: «Da qui non si torna più indietro!».

Dopo pochi metri ci troviamo in una fiabesca foresta innevata, con alberi dalle foglie dorate. Una neve che, abbassate le luci, brilla come se fosse costituita da milioni di piccole lucciole. Accanto agli alberi, piccoli schermi che mostra­no la storia dell’illusionismo. Ci raggiungono quattro bambini, ospiti del Museo della Magia. Sono vestiti da piccoli maghi e hanno gli occhi pieni di stupore. Continuano a fare domande. «I bambini sono il nostro bene più grande», dice con un sorriso contagioso sul viso. Porta un cilindro, una giacca multicolore e in mano tiene una bacchetta magica. Il mago Sa­les, al secolo don Silvio Mantelli, 69 anni, è or­mai una leggenda. Si è appassionato alla magia da bambino e ha fatto il suo primo spettacolo a 13 anni con il nome di mago Mandrake. A 19 ha ricevuto in sogno la vocazione ed è entrato in noviziato dai salesiani, per poi venir consacrato sacerdote nel 1973. Laureato in Teologia e in Pedagogia, si definisce «prete per vocazione e mago per passione». Nel 1993 ha iniziato a viag­giare facendo spettacoli di magia (circa 10 mila in oltre 30 Paesi) a scopo benefico per i bambini poveri delle missioni. «Uso una sorta di barat­to», dice. «A chi mi aiuta nel mantenere le pro­messe fatte ai bambini, regalo lo spettacolo». Di magia, don Silvio se ne intende parecchio. Il The Magic Circle di Londra, la Mecca degli illusioni­sti internazionali, lo ha inserito tra i migliori del mondo ed è stato anche maestro del famoso trasformista Arturo Brachetti. E si è esibito per Madre Teresa. «Era come una bimba felice di fronte ai miei trucchi», ricorda don Silvio. «Non mi lasciava più andare via. Mi ha te­nuto con sé 15 giorni e mi portava a esibirmi negli ospedali e nei lebbrosari».

Don Silvio, ci parli di questo progetto.

«Nasce da un sogno. Prima questo era un edificio abbandonato, una vecchia scuola materna. Cinque anni fa l’idea di costruire qui a Cherasco, nel cuore delle Langhe, un quartier generale che facesse da riferimento alla magia e alla solidarietà. Grazie a tanti benefattori, al Comune e all’impegno dei volontari, è nata la Casa del Sorriso che si articola nel Museo della Magia, in un teatro e in una scuola che formerà chi poi andrà a fare animazione ne li ospedali, negli orato­ri o nelle missioni. ~ un percorso nel mondo della magia e della fantasia. Chi entra deve farlo con la curiosità del bambino. L’animo del bimbo è quello che si apre alla vita, con gli occhi e la bocca spalancati. Anche noi possiamo imparare di nuovo a provare stupore. E, per fare questo, protagoni­sti e guide saranno proprio i bambini. Ecco, abbiamo lasciato la foresta in­cantata, ora entriamo nella Bibliote­ca. Contiene oltre 18 mila volumi sui giochi di prestigio ed è la seconda al mondo per numero di libri. La pri­ma è quella di David Copperfield. Questi libri sono consultabili e siamo pronti a ospitare ricercatori o tesisti». Una porta conduce nella sala dove ci sono le statue dei più grandi illusionisti della storia come Houdini, Tobias Bamberg, Ge­orges Melies, David Copperfield, Arturo Brachetti, Silvan e anche don Giovanni Bosco.

Don Bosco faceva il prestigiatore?

«Certo. Ed era anche molto bravo. Era af­fascinato dagli illusionisti che arrivavano dalla Francia e che si esibivano sui sagrati delle chiese. Ancora prima di diventare religioso, Giovanni Bosco si era accorto che la gente era attratta più dai saltimban­chi che dalle prediche dei sacerdoti. E al­lora, si disse, perché i preti non diventano interessanti come gli artisti di strada? Co­sì aveva imparato a fare i giochi di magia, a camminare su una corda legata tra due alberi. Sfidò anche veri saltimbanchi. E quando aveva su di sé l’attenzione del pubblico, ecco che leggeva il Vangelo, fa­ceva recitare il Rosario, invitava ad andare a Messa. Aveva un successo enorme».

Ma questo non è un museo convenzionale…

«Esatto. Non è un luogo con reperti chiusi in bacheche. Tutto è a misura di bambino, molto visivo, interattivo. Accadono magie, ci sono effetti speciali, animazioni, spetta­coli. I bambini possono partecipare alle ma­gie usando monitor touch-screen. Abbiamo poi ricreato nei dettagli la stanza di New York in cui le sorelle Margaret, Kate e Leah Fox, le fondatrici dello spiritismo, facevano le sedute spiritiche alla metà del 1800. Ci sono tavoli che si muovono, un pianoforte che suona da solo e immagini che compaio­no sulle pareti. Nella realizzazione del Mu­seo mi hanno dato prezioso aiuto Alessan­dro Marrazzo, famoso scenografo cinemato­grafico, e l’architetto Cristiano Isnardi. Si tratta di un progetto in continuo divenire: ho idea anche di realizzare una rassegna di teatro dei burattini, per togliere un po’ i bambini dalla televisione».

Sempre nello spirito della solidarietà…

“Ovviamente. La mia è sempre stata una magia per la vita e anche questa struttura è finalizzata alla solidarietà. Io ho avuto tanto dalla vita. Ho avuto la possibilità di imparare a divertire divertendomi a mia volta, ed è natu­rale che cerchi di dare qualcosa agli altri. Anni fa ho anche fondato Magi­ciens sans Frontières, una organizzazione di cui fanno parte oltre 400 fantasisti, prestigiatori, giocolieri che organizza spettacoli nel mondo raccogliendo fon­di per i bambini poveri o ammalati».

Qual è il segreto della sua energia?

«Il sorriso dei bambini è la mia ricarica. Un giorno ho incontrato lo scrittore Dominique La Pierre che mi ha detto: “Tu hai una for­tuna enorme. Perché facendo sorridere nella sofferenza, in un certo senso riesci già a gua­rirla”. Il sorriso è una medicina favolosa».


IL MUSEO DELLA MAGIA DEL MAGO SALES C’E’ E… SI VEDE!
Cherasco (CN) – Via Cavour, 35

Un sogno, un progetto, un impegno, un’idea, una sfida: non c’è parola che non si adatti alla nascita del Museo della Magia di Cherasco, avvenuta il 27 aprile, sotto gli auspici dei più grandi illusionisti italiani. Il Mago Forest, Raul Cremona, Alexander, Arturo Brachetti, Silvan, Tony Binarelli, Mago Berry sono stati tra i primi ad entrare nell’ex asilo infantile che il loro collega- e per molti maestro- Mago Sales è riuscito a trasformare nella ‘’Casa del sorriso’’.
Un sorriso che sembra non lasci mai don Silvio Mantelli (questo il nome secolare), soprattutto quando, estraendo una carta a sorpresa da un grosso mazzo, mostra al suo pubblico il volto di un bimbo che vive lontanissimo dalla ‘’Città delle paci’’ e dal suo elegante benessere.
Per quel bimbo e per tanti come lui o come lei (senza distinzione di colore, lingua, regione del mondo o religione), il Mago Sales si sta battendo da quando era giovane. La sua strada è stata tracciata da Don Bosco, la cui effige, in grandezza naturale, s’incontra nella sala destinata ai ‘’Grandi maghi’’. ‘’Don Bosco usava i giochi di prestigio per avvicinare i ragazzi – ha più volte spiegato don Silvio Mantelli -. Ho seguito il suo esempio’’.

.A partire dall’ingresso dove il visitatore viene accolto da un pavimento ‘’optical’’ bianco e nero, con pesci e cavalli, e dalla ‘’Bocca della Verità’’, copia assai meno drammatica di quella romana che tagliava la mano all’impostore. Qui, alla peggio, la lecca. Al primo piano le nuove tecnologie irrompono sulla scena. Il busto del Mago Sales si anima improvvisamente quando un fascio di luce lo colpisce e inizia a spiegare il perché del Museo. Poi la visita attraversa undici sezioni, in cui la perizia dell’architetto Cristiano Isnardi, curatore del restauro dell’edificio ottocentesco, donato al Comune dagli ultimi eredi, e dello scenografo Alessandro Marazzo, è riuscita ricreare l’atmosfera fantastica dell’illusione.
Il bosco innevato è la prima esperienza: sotto le foglie che non subiscono il passare delle stagioni, crescono gli oggetti magici: un cappello a cilindro, una bacchetta, una corda e tanti altri. Accanto a ciascuno una postazione video trasmette i filmati che li mostrano ‘’in azione’’.

Nella sala destinata ai grandi illusionisti del passato, uno tra i più ammirati dai quasi 4 mila visitatori del primo weekend, è lo storico filmato del mitico Houdinì ammanettato. La sua statua si trova in buona compagnia accanto a quelle di David Copperfield, Silvan, Houdin, Arturo Brachetti e ai loro manifesti originali. Superato lo spazio Grandi Illusioni, con i macchinari per scomporre e ricomporre i corpi, una piccola stanza è dedicata allo spiritismo. L’itinerario si conclude, strappando un’esclamazione di meraviglia, nel grande spazio nero illuminato da una falce di luna argentea, dedicato alle star dell’illusione televisiva. Poco più oltre un piccolo teatro serve per le ‘’magie live’’. Nella ‘’casa del sorriso’’ si terranno anche laboratori didattici per ragazzi e per adulti, e rappresentazioni all’aperto sul palco sorto nel cortile, non lontano dalla cappella.
Attraverso la magia, con il suo carattere di immediatezza e universalità, è possibile trasmettere un messaggio di gioia e di speranza, raggiungere i bambini e gli adulti di tutto il mondo, farli sorridere, meravigliarli, stupirli. “Siamo gli artigiani della Magia, rallegriamo la vostra vita” ha detto Silvan riassumendo così l’universo della magia: “Un mago non ha età. L’età potrà fare di voi giovani sempre più grandi”.

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