Ex manager diventa prestigiatore «Era un hobby, ora è un lavoro»

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PONZANO. Trovare, anzi ritrovare lavoro grazie alla magia. Nessun trucco per accalappiarsi un posto, sia ben chiaro: quella di Mauro Predan, 36 anni, pordenonese di Maniago trapiantato da sette anni a Ponzano per amore, è una passione diventata professione quando la crisi ha colpito duro e lui si è trovato senza occupazione. Ad agosto del 2013, dopo le ferie estive, l’azienda di logistica con sede in Friuli per la quale Predan lavorava come export manager non ha più riaperto. Ed è così che il trentaseienne ha saputo reinventarsi ed è diventato “prestigiatore informale”, come lui stesso si definisce, mettendo a frutto una passione coltivata negli anni e radicata nei ricordi di bambino, quando rimaneva incantato a guardare le magie di Silvan & C. alla tivù. «Non sono il classico mago in frac che fa apparire le colombe e taglia le donne in due. Cerco il rapporto diretto con lo spettatore: la vera magia è negli occhi di chi mi guarda», racconta, «Quando sono rimasto a casa, ho scelto di investire sulla mia più grande passione».

Messo da parte il cipiglio serioso del direttore commerciale estero, Predan è diventato imprenditore di se stesso, ovvero prestigiatore di professione. La sua agenda ora è fitta di serate ed eventi: matrimoni, cene aziendali, feste private, serate nei locali a cui si vuole dare un tocco… magico. Mauro si dedica agli spettacoli per adulti. «I bimbi», spiega, «cercano il mago delle favole, è difficilissimo fare magia con loro che vogliono essere incantati».

Le specialità di Mauro sono i giochi con le carte, ne ha sempre un mazzo in tasca per soddisfare le richieste-lampo di chi lo vede e gli chiede un trucco. Ma sa stupire anche con la moltiplicazione delle banconote, i giochi con le palline di spugna e quelli con le monete. Dietro a ciascun effetto ci sono mesi di lavoro, con allenamenti anche per dieci ore al giorno. «Prima bisogna imparare la tecnica. Poi, quando le mani si muovono da sole, è necessario dedicarsi alla presentazione e al coinvolgimento. All’inizio c’è molto studio, tutto da autodidatta, poi passo alle prove davanti allo specchio e quindi penso alla cornice del numero», racconta il mago di Ponzano, «Prima di presentarlo, deve essere tutto perfetto. Puoi provarlo a casa un milione di volte, ma il vero riscontro lo si ha solo con lo spettatore».

Le sue “cavie” sono la compagna Marta e il piccolo Leonardo che a tre anni già si diverte con le carte da gioco di papà. Ora Mauro sta mettendo a punto un vero spettacolo. Quaranta minuti di numeri, con obiettivo la risata finale: «In questi periodi di crisi e di difficoltà, la gente vuole sorridere». E guai a chiedere a Predan di conoscere i segreti dietro ogni effetto: «Che motivo c’è di voler sapere il trucco? Così si perde la parte più bella».

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