Che entrino i giganti! #recensione #NonConferenza #conferenza di Francesco Scimemi

Ci sono artisti che sono incredibili professionisti e altri che sono anche talmente creativi da diventare iconici e inimitabili.

Se il prestigiatore per eccellenza nell’immaginario pubblico è Silvan è innegabile che nel versante comico lo sia Francesco Scimemi.

Scimemi fin dalla sua prima apparizione televisiva fu palesemente un mondo a parte e immediatamente ovvia la sua preparazione alle spalle e la padronanza scenica.

Ho sempre cercato di non perdermi, se non per questioni legate al mio lavoro, i suoi spettacoli perché sono lezioni di teatro. Il suo numero della scelta della carta ogni volta che lo si vede si ride per diversi motivi:

1) i perfetti tempi comici

2) il paradosso della situazione

3) l’adattarsi di Scimemi alle caratteristiche fisiche e di reazione dal volontario

4) l’apparente folle improvvisazione (e ripeto apparente)

Sono quegli atti che, come i film di Totò, puoi rivedere all’infinito perché riderai sempre tanto sono ben studiati anche complice la mimica e la voce di Scimemi.

Se già il suo libroMagicomio: Autobiografia non autorizzata dall’autore” è un’incredibile fonte di preziosi consigli sulla messa in scena non meno lo è stata la sua NonConferenza presso il Club Magico Italiano C.M.I. Gruppo Regionale Lazio – Lamberto Desideri.

Conferenza che non mi sarei mai perso, tanto da posticipare un mio impegno, perché sapevo che avrebbe condiviso con generosità la sua esperienza e le aspettative sono state poi in realtà superate.

Prima di tutto la sua è stata una conferenza show ed era da tempo che non ridevo e mi divertivo così tanto; poi tra una battuta e l’altra Scimemi ha toccato argomenti importantissimi da come scegliere un volontario, al presentarsi sul palcoscenico, migliorare un effetto senza perdere la creatività, in quale modo sorprendere il pubblico con piccole innovazioni a.. tantissimi altri argomenti che sono sicuro per i presenti, sia professionisti sia neofiti, siano stati importantissimi input volti a migliorarsi.

Scimemi è l’Arlecchino che scherzando dice la verità e lo fa con una generosità degna di nota perché sovente i professionisti non svelano i loro processi creativi, la loro esperienza così a 360° o non completamente (un po’ come quei cuochi che ti danno la ricetta di un loro cavallo di battaglia scordandosi un ingrediente).

Una serata difficile da descrivere perché è stata scuola, cabaret, fonte di aneddoti e di rimembranze storiche che hanno anche descritto un mondo teatrale che molti dei giovani presenti non hanno conosciuto e che fa comprendere l’evoluzione del teatro (magico) italiano.

Scimemi ha sottolineato anche l’importanza della contaminazione magica (ovvero portare il quotidiano nell’atto), della scelta degli oggetti scenici, di come l’idea di comicità sia cambiata nel corso degli anni in due ore di incontro che sono sembrate durare due minuti. Perché lui è un gigante.

Queste sono conferenze che andrebbero registrate e risentite di continuo perché sicuramente ogni volta noteremo qualcosa che ci era sfuggita nella precedente.

Grazie a Mago Pablo per le foto della serata e a Valter Leonardi per le altre

 

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