“I bari del Settecento” di Gianfranco Preverino, recensione

Abbiamo avuto il piacere di assistere alla conferenza di Gianfranco Preverino che si è tenuta presso il Circolo Amici della Magia lo scorso venerdì.

Come suggerisce il titolo la conferenza ruota attorno ai bari nell’Europa del Settecento, che contrariamente a quanto suggerisce solitamente l’immaginario collettivo abituati dai film e dalla letteratura a immaginare i bari proliferare nei slaloon del far west, fu proprio invece questo lo scenario che vide il maggior sviluppo dei bari.

È molto difficile parlare della conferenza evitando “spoiler” farò quindi solo qualche accenno ai vari argomenti trattati, perché come ribadirò più avanti è decisamente una conferenza a cui assistere.

il primo punto che si tocca è, ovviamente, quello del gioco d’azzardo: vengono spiegati i giochi principali e la loro diffusione nei diversi strati della società, e la loro funzione all’interno di quest’ultima.

Vengono poi analizzate alcune figure di spicco tra i bari dell’epoca e la struttura delle case da gioco veneziane (città principale a livello Europeo in cui il gioco d’azzardo si diffuse). Dopo questo quadro storico ci si addentrerà nelle tecniche usate da questi per barare, ogni appassionato di storia della magia non potrà che sobbalzare vedendo quanto più antiche sono alcune tecniche che sono normalmente datate all’inizio del 900.

Il personaggio a cui il relatore lascerà più spazio è Giacomo Casanova; verrà ripercorsa la sua vita e i momenti più significativi della sua esperienza come giocatore e come baro.

Al termine della conferenza si parlerà dei testi d’epoca più importanti sull’argomento, compreso “L’Antidoto” tradotto recentemente dallo stesso Preverino, un manuale in forma epistolare in cui vengono spiegate tutte le tecniche per barare in uso all’epoca tra i giochi più diffusi. Il testo oltre che tradotto in maniera impeccabile è correlato da note del traduttore che specificano e mostrano dettagliatamente le spiegazioni del testo.

Tirando le somme posso dire che è una delle conferenze più interessanti a cui ho partecipato, vuoi perché l’argomento è davvero interessante vuoi perché Preverino è un abilissimo narratore, che sa coinvolgere il suo pubblico e dimostra tantissima passione in quello che fa. Indubbiamente un lavoro enorme di cui è entusiasta e che ha saputo entusiasmare tutti noi.

L’unica note “negativa” è che non vengono spiegati giochi. Io e gli altri membri della redazione ne eravamo perfettamente a conoscenza così come molti dei presenti e non aspettandoci nulla di simile, ma solamente una conferenza di carattere storico non ne siamo rimasti affatto delusi, ma il vociferare tra alcuni dei presenti verteva proprio su questo punto. A queste persone mi sento di dire una cosa (visto che Bertini ha dato il via alle “polemiche”), capisco e condivido che ognuno abbia le proprie priorità, ma mi sento in dovere di consigliarvi di rivedere le vostre, e di rivalutare l’importanza della storia in tutto quello che facciamo, in particolare nella nostra Arte.

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