Mago Pimpa, il clown nelle zone di guerra

Gira il mondo con un naso rosso e una missione: far ridere i bambini che vivono sotto le bombe.

Gira il mondo armato di un naso rosso, una valigia di cartone e un ambizioso progetto: far sorridere i bambini nei paesi di guerra. Si chiama Marco Rodari, in arte «Mago Pimpa», è originario di Leggiuno (Varese), ha 38 anni ed è tornato da poco dalla Striscia di Gaza: «Le bombe non fanno solo ferite nel corpo, ma anche nell’animo», racconta. «Ho visto bambinismettere di parlare, di mangiare e di dormire, persino perdere i capelli. Quando la guerra è finita ho deciso di fermarmi con loro, volevo che tornassero a sorridere e ho usato tutta la magia che conoscevo».

Quando ha cominciato a fare il mago?
«Dieci anni fa, come animatore degli oratori. Stare con i bambini mi è sempre piaciuto, poi ho cominciato a viaggiare. Nelle situazioni difficili, come la guerra, farli ridere è un grandissimo regalo».

Quando è entrato a Gaza?
«A luglio mi trovavo a Gerusalemme, facevo il clown di corsia all’ospedale St. Joseph, la guerra era già iniziata. C’erano bambini e ragazzi feriti, molti erano stati trasportati fuori dalla Striscia per ricevere cure mediche. Alla prima tregua, il 6 agosto, sono riuscito ad entrare, diretto alla Parrocchia Sacra Famiglia, poi non sono più uscito fino a qualche settimana dopo».

È rimasto lì durante i raid israeliani, non aveva paura?
«I bombardamenti avvenivano più o meno ogni ora, ma la paura non è il primo dei sentimenti. Si è troppo presidfagli eventi, troppo in tensione. Arriva dopo, quando ricominci a pensare».

E i bambini riuscivano a ridere lo stesso?
«Facevo i miei spettacoli dentro la chiesa, ma anche tra le macerie di Gaza, negli ospedali, nelle scuole, per strada, tra le famiglie. Molti bambini avevano smesso di mangiare, di dormire, di parlare, ma il sorriso non è una cosa che scompare per sempre. A volte li si perde, lo si dimentica, ma basta una piccola magia..».

Qual era quella che riusciva meglio?
«Facevo sparire una bottiglia in un tubo di patatine, poi ci infilavo la mano per cercarla e al suo posto saltava fuori un serpente. Loro restavano sorpresi e poi si mettevano a ridere: nel suo arabo striminzito, il serpentello si lamentava che non riusciva a dormire tranquillo e che lo disturbavano sempre».

Qual è la sua prossima meta?
«Sono stato in Iraq, in Egitto, in Giordania e adesso sto raccogliendo fondi per andare in Siria, ma ancora non riesco a partire, i rischi sono troppo alti. Vorrei portare la mia magia anche a quei bambini, farli sognare, ridere, evadere, ma vorrei anche insegnare agli adulti come diventare clown, così che possano farlo quando io torno a casa».

Fonte http://www.vanityfair.it/news/mondo/15/01/05/mago-pimpa

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