Maghi e prestigiatori che vi svelano i trucchi del mestiere? Questa è vera illusione!

Divertente articolo a sfondo magico di Monica Bruna apparso su http://www.targatocn.it/2013/10/30/leggi-notizia/argomenti/a-meta-settimana-con-monica-bruna/articolo/maghi-e-prestigiatori-che-vi-svelano-i-trucchi-del-mestiere-questa-e-vera-illusione.html#.UnDrgvkXG2U

“Sim Sala Bim!”. Negli anni Settanta e Ottanta Silvan era IL MAGO. I suoi show televisivi avevano un enorme successo ed il merchandising, i gadget, i libri, i giochi con la sua immagine erano vendutissimi. Era il primo mago italiano che spettacolarizzava le sue esibizioni. Non c’era solo il giochetto con il mazzo di carte, la novità era il grande trucco sensazionale, che lasciava a bocca aperta gli spettatori dell’allora unica rete televisiva.

I trucchi di Silvan erano, comunque, vecchi come il mondo. Non si era inventato nulla. L’illusionismo è sempre esistito, ovunque. La sua storia millenaria e l’immortalità di questa forma di spettacolo sta nel catturare e manipolare l’attenzione degli spettatori che per qualche attimo restano alla mercé del mago. Quella meraviglia stupefatta che li fa tornare bambini, perché tornano a credere alla fantasia, nella sua inconsistenza che gli illusionisti più bravi riescono a rendere più reale del vero.

Come il giochino che un mago ha fatto, solo per me. Firmata una carta da gioco scelta a caso dall’intero mazzo, me la sono ritrovata pochi istanti dopo arrotolata dentro ad un limone integro in mezzo ad altri frutti sul tavolo, e in seguito tagliato in due sotto i miei occhi. Come avrà fatto?

Su un canale della tv francese tempo fa mandarono in onda una trasmissione che spiegava tutti, ma proprio tutti, i trucchi più famosi. Dalla donna tagliata in due fino alla sparizione di un TIR, a quelli più semplici dei giochi con le carte. Era stupefacente vedere che dietro ad un risultato eccezionale, si nascondeva una realtà banale, intuitiva. La maestria dell’illusionista sta proprio nel celare, con movimenti rapidi, l’inganno quasi ovvio. Che è lì davanti ai tuoi occhi, eppure ti sfugge. E la cosa stupefacente è che quei trucchi, subito dopo, me li sono dimenticati, ad eccezione di quello dell’assistente segata a metà (motivo: mi ero immedesimata troppo nella povera signorina).

A Silvan , apripista dei prestigiatori in tv, sono seguiti tanti altri, come Tony Binarelli, Giucas Casella, Alexander, Antonio Casanova, Arturo Brachetti. Marco Berry. Ma l’illusionismo, divertente eppure serio, è diventato, in anni recenti, materia anche per i comici. Parliamo del Mago Forest, che cincischia ma alla fine la magia la fa, del Mago Oronzo, specializzato nella “prestibligirizazione”, che con il suo personaggio “cafone” ha stravolto anche l’immagine di eleganza propria dell’illusionista classico. Senza dimenticare Mac Ronay, lo stralunato mago pasticcione che modificò le sue esibizioni proprio dopo aver maldestramente sbagliato un trucco di magia, e si accorse quanto il pubblico si divertì in quell’occasione fallita. Da quel giorno, l’illusionista francese confezionò spettacoli con numeri sempre più disastrosi, intercalandoli con un’unica parola a fine gioco: “Hep!” (qualche suo esilarante numero lo si può ancora trovare su You tube).

Per gli appassionati, o anche solo curiosi è doveroso citare il Museo della Magia di Cherasco (www.museomagia.it), inaugurato recentemente. Il suo promotore è Don Silvio Mantelli, meglio conosciuto come Mago Sales il “missionario della gioia”, che da oltre trent’anni opera in tutto il mondo con progetti di solidarietà per i bambini. Un personaggio che di magico ha anche l’umanità e la gioia che riesce a trasmettere al prossimo. Il Museo racconta grazie a suggestivi allestimenti scenografici, che fanno vivere ai visitatori emozioni e continue sorprese, la storia della magia, gli strumenti dei maghi, i personaggi che hanno fatto la storia dell’illusionismo (impressionanti gli arnesi del mestiere del famoso Mago Houdini). Nella sala dedicata agli spettacoli si esibiscono periodicamente i maghi. Non mancano i corsi di magia e una nutrita biblioteca che custodisce 18.000 libri volumi dedicati all’illusionismo.

Da parte mia conosco e so realizzare solo un numero semplicissimo di prestigio. Lo appresi da ragazzina grazie al gatto Arturo, personaggio della televisione svizzera, quando quella elvetica era l’unica che affiancava le reti nazionali. Si metteva un elastico che avvolgesse le due dita della mano: l’indice e il medio, e con un rapido gesto si riusciva a farlo passare all’anulare e al mignolo. Il giochino, seppur semplice, riuscì ad entusiasmarmi e lo proposi orgogliosa alle mie compagne di classe, che rimasero a loro volta meravigliate.

Alla fine cedetti alle loro domande insistenti e rivelai il “segreto” ponendo definitivamente fine, se mai ne avessi mai avuto l’intenzione, alla mia carriera di prestigiatrice.

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