“Le truffe del giuoco della bassetta”

Dal profilo Facebook di Gianfranco Preverino.

È uscito il terzo libro della collana “I classici dei bari”, ossia l’iniziativa con cui intendo riportare alla luce alcune opere fondamentali e praticamente introvabili della letteratura antica sulle truffe al tavolo da gioco.
Nel 1802/1803 fu pubblicato a Torino un magnifico libro intitolato “Le truffe del giuoco della bassetta” d’autore anonimo; e di quel testo, che contiene argomenti eccezionali e innovativi per quel periodo storico, ne esistono solo quattro copie conosciute al mondo.
Come per “L’Antidoto” e per il “The St. James’s Guide”, il mio lavoro è stato quello di commentarlo per renderne chiaro il contenuto e ripubblicarlo in una veste elegante per farne anche un oggetto da collezione, in tiratura limitata a 250 esemplari, con ogni copia numerata a mano.
Inoltre, siccome l’amico Roberto Pedetti mi ha concesso l’opportunità di riprodurre e scannerizzare la copia in suo possesso (una delle quattro citate poc’anzi), si potranno ammirare le pagine del testo originale così come furono stampate in origine.

Per alcuni degli stratagemmi spiegati si tratta (per l’epoca) della prima pubblicazione in italiano, e per altri della prima in assoluto.

Nell’introduzione, per esempio, abbiamo il primo caso di un autore che sente la necessità di fornire ai lettori una sorta di nomenclatura specifica, per rendere più comprensibile la descrizione degli stratagemmi che spiegherà; inoltre, il modo con cui la carta è idealmente suddivisa in 10 parti è proprio quello che sarà poi usato, per esempio, da Michael MacDougall nel suo “Card Mastery”, del 1975.
Tra le molte astuzie troviamo:
– La prima pubblicazione in assoluto del servizio di seconda eseguito con la doppia spinta laterale; ossia il cosiddetto “push-off second deal”.
– Il “boccone”, ossia le carte aggiunte al mazzo nell’azione di eseguire l’alzata. Si tratta della prima pubblicazione in italiano dello stratagemma e l’autore si sofferma sulla corretta posizione che devono assumere le dita della mano.
– La menzione dell’astuzia oggi conosciuta come “hand mucking”.
– Lo stratagemma delle “carte pregne”.
– L’idea di applicare una sostanza collante su una carta, per produrre una carta doppia (prima pubblicazione in assoluto insieme con un contemporaneo testo in lingua francese del 1802).
– Spiegando le “carte coniche” (chiamate “tagliate a schiancio”) il testo descrive in anteprima assoluta anche un procedimento per rifilarle nel modo più adatto allo scopo.
– La prima descrizione in lingua italiana su come alternare le carte di alcuni valori con quelle di altri e su come, all’occorrenza “voltare il taglio”, ossia invertire tale alternanza.
– La prima citazione del metodo per segnare le carte chiamato “l’ombra”.
– La prima (forse) pubblicazione d’una sorta di doppia presa pensata per barare.
– Astuzie psicologiche e di gioco spiegate per la prima volta in assoluto, comprese quelle usate per pagare meno del dovuto in caso di carta uscita perdente per il baro.
– Una curiosità: grazie a questo libro, infatti, sappiamo che lo stratagemma da noi oggi chiamiamo comunemente “ponte” (traduzione del francese “pont”) aveva un nome italiano, ossia “la gobba”, termine altrettanto valido ma purtroppo caduto in disuso a causa della diffusione di quello derivato dal francese.

Un libro fondamentale per quel che riguarda la storia degli stratagemmi dei bari.

Infine (importante), siccome nei miei commenti faccio spesso riferimento a quelli scritti a suo tempo per “L’antidoto” (ormai esaurito da anni), all’interno di questo nuovo libro ci sarà un foglietto con riprodotto un codice QR, grazie al quale sarà possibile scaricare gratuitamente il PDF di quello che fu il primo volume dei “Classici dei bari”.

Chi volesse maggiori informazioni è pregato di scrivermi in privato.
Grazie a tutti per l’attenzione.

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