È l’ora dei “mentalisti”

In tv due versioni della capacità mentalistica: la fiction “The mentalist” e il mini show di Francesco Tesei

Nella tv, e fuori, brulicano i “mentalisti” cioè quei signori che della nostra mente sanno più di noi stessi. Sanno come funziona, i tunnel in cui si caccia, le distrazioni in cui cade: e così riescono a sbalordirci pre-vedendo gesti e comportamenti che invece a noi sembrano frutto di libero arbitrio. Ai loro occhi siamo automi, e noi ci stiamo perché in fondo siamo i primi a dubitare di noi stessi, della cosiddetta realtà, e ancor più delle fedi e delle passioni (a cui proprio perché ne dubitiamo siamo così attaccati).

Della capacità mentalistica corrono due versioni: la fiction (telefilm The Mentalist) dove il protagonista grazie a quella specie di  superpotere, acciuffa i responsabili di misfatti e delitti: il mini show, con Francesco Tesei, autore dalla parlantina sciolta di libri da 16 euro (più o meno) come Il Potere è nella Mente. Pensieri e Comunicazione per Vincere.

Nel caso della fiction seguiamo la vicenda grazie al noto meccanismo detto della “sospensione della incredulità”, che dovrebbe essere universale, ma che a giudicare dall’Auditel attecchisce particolarmente nel Nord Est (8 per centodi share), mentre (col 2 per cento di share) il Centro e il Sud si palesano testardamente increduli.

Nel caso del Tesei (che compare su un canale satellitare) siamo invece davanti al più scontato illusionismo: se l’illusionista col cappello a cilindro usa il trucco dopo aver distratto i nostri occhi con qualche diversivo, Tesei produce un fiume di chiacchiere che distrarrebbero chiunque e ci piazza performance del tipo indovinare cosa pensa l’ospite. Ovviamente ci riesce e, passato qualche altro minuto di chiacchiere, provvede anche, a scorno degli scettici,  a chiedere al compare di assicurarci che non c’è trucco né inganno. Insomma, qui il vero trucco sta nel non averne, il che appare talmente enorme allo spettatore che questi («Chi sono io per giudicarlo?») è indotto a pensare di non aver capito qualcosa.

Va detto tuttavia, a merito di Tesei  che, anche se non legge nelle menti, di sicuro sa che verso tutto ciò che viene dalla tv lo spettatore ha un atteggiamento di, per così dire, autotutelante passività.

Che vuol dire stare al gioco, ma appena passato dimenticarselo. Così c’è sempre spazio per un nuovo illusionista, senza che per questo aumenti il pubblico degli illusi.

@sbalassone

Fonte http://www.europaquotidiano.it/2013/11/14/e-lora-dei-mentalisti/

Trovo comunque un po’ eccessivo il tono dell’autore dell’articolo, grazie al cielo Tesei ammette di essere un illusionista (dopotutto il mentalismo e’ una specializzazione dell’illusionismo https://www.prestigiazione.it/wp/2013/07/il-mentalista-e-la-pnl-fantasie-leggendee-sole/). Una cosa che spesso si dimentica e’ che l’illusionismo non e’ fatto per “fregare” o far sembrare qualcuno stupido (come purtroppo alcuni prestigiatori fanno), ma viene fatto per regalare un momento di stupore negli spettatori. Ben venga l’occhio critico, ma la magia viene spesso vista come un enigma da risolvere, un rebus, un indovinello, quando invece molto spesso e’ più divertente lasciarsi incantare (come e’ successo con il cioccolato di Mariano https://www.prestigiazione.it/wp/2013/10/lenigma-della-barretta-cioccolato-mariano-tomatis/).

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