Alex Rusconi – Intervista di Roberto Bombassei

“La cultura non si può ottenere se non si conosce la propria storia.” Dario Fo

Conosco Alex Rusconi da un ventennio. Abbiamo gli stessi interessi magici, gli stessi “idoli”, lo stesso amore per la storia dell’arte magica e lo stesso amore per la cultura in generale. Entrambi riteniamo che conoscere la storia sia più fondamentale che sapere un trucco.

Sono felice che l’amico massimo Polidoro gli abbia affidato la direzione della rivista “Magia”. Alex è un uomo di cultura, semplice, innamorato della magia, sorridente e felice per tutto quello che la vita gli sta dando.

Ma non solo. Alex è un uomo che stupisce. Stupisce chi lo incontra, stupisce chi lo segue nei suoi mille progetti, stupisce chi lo legge per la profondità dei suoi pensieri.

Mi permetto di regalarvi un aneddoto della sua vita privata che ti fa capire la persona che è: sapete dove ha chiesto alla sua fidanzata di sposarlo? Al Louvre di Parigi, davanti al quadro di Leonardo “Monna Lisa”. Si mise d’accordo con la direttrice per avere l’accesso, per un attimo, davanti alla seconda barriera. Li, davanti a tutti, consegnò in ginocchio, l’anello alla sua amata.

Questo è Alex e io sono felice di avere un amico come lui.

Hai un c.v. eccezionale: dalla magia alla poesia, passando attraverso la scrittura fino alla direzione della miglior rivista magica in Italia (e non solo). Parlaci di te

Come molti altri che fanno il nostro mestiere sono stato un bambino timido e introverso (anche un po’ sfigato, se vogliamo). Ho imparato a scrivere e leggere a 3 anni e avevo il dono del disegno (disegnavo perfettamente già dall’età di 14 mesi), tanto che tutti si aspettavano da me successi futuri nel campo dell’arte o del fumetto.

Ma quel bambino prodigio era anche un bambino solo, molto timido, che si sentiva diverso e mentre crescevo questo mi pesava sempre di più. Non mi piaceva scendere in cortile a giocare a calcio, preferivo stare a casa per leggere un libro o giocare con i Lego. Avevo anche grosse difficoltà di comunicazione, balbettavo e mangiavo le parole, altro fattore che contribuiva alla mia asocialità.

A 12 anni ho incontrato la magia ed è stato amore a prima vista! Finalmente avevo trovato un modo per liberarmi dalle aspettative degli altri (i miei, nel frattempo, mi avevano anche fatto studiare pianoforte) e soprattutto quella era una strada che sceglievo io! Causando delusioni a tutta la famiglia ho scelto quindi di concentrarmi su quello. Mi allenavo nella mia cameretta e leggevo tutti i libri che trovavo (i miei primissimi sono stati l’enciclopedia Stupire, il Patrick Page, i Rossetti e il Martin Mikalski oltre ai manuali di Paperinik e di Silvan). Ho incontrato l’illusionista Claudio quando avevo tredici anni e ho avuto la possibilità fin da subito di entrare in un club magico e fare i primi spettacoli: ho guarito i miei complessi, la mia asocialità, le mie difficoltà di comunicazione grazie alla magia. Nel tempo ho scoperto il piacere della scrittura e della ricerca storica che ho affiancato alla mia attività di prestigiatore, prima dilettante e poi professionista. È stata una maturazione che mi ha portato grandi soddisfazioni ma che, ovviamente, è ben lungi dall’essere completa. Per fortuna, c’è ancora molto da leggere e da imparare e ho l’impressione che il meglio debba ancora venire!

L’amore per la storia e la cultura. due argomenti che entrambi amiamo e che consideriamo fondamentali, le tue pubblicazioni e le tue collaborazioni con artisti.

L’amore per la storia e la cultura è stato un seme piantato nel mio cuore da Carlo Faggi, indirettamente, con la sua enciclopedia Stupire. Già a dodici anni, leggendo le vite dei maghi del passato, capii che ne ero totalmente affascinato. Guardavo la foto in bianco e nero della tomba di Bosco (che poi vidi anche sul Rossetti) e pensavo di voler andare lì a onorarlo. Crescendo, mi sono però reso conto che molti grandi personaggi erano stati ignorati dal mondo magico italiano: figure come Fregoli o Bosco non avevano neanche un libro dedicato a loro, non esistevano biografie approfondite e, nei libri storici, venivano spesso citati a margine come fossero personaggi minori. Ora, ciò è gravissimo: Bosco è stato il più grande prestigiatore della storia e Fregoli uno dei personaggi dello spettacolo più famosi e influenti del suo tempo. Così mi sono messo a fare ricerche, prima un po’ timidamente e poi sempre con maggior impegno. Ho pubblicato articoli storici su Magia Moderna (i miei primissimi, di cui un po’ mi vergogno…) e sulla neonata Magia e in seguito alcune di queste ricerche sono diventate libri. Fregoli e Bosco ora hanno un libro tutto loro, scritto con tanta passione e tanto amore. Presto uscirà il mio libro su Pinetti. Sento, in questo modo, di pagare il mio debito con la nostra storia e con i nostri predecessori. Tra gli altri miei libri ci tengo a citare anche l’ultimo Quando la scienza dà spettacolo (Carocci editore) scritto con Silvano Fuso, il cui scopo è quello di far capire al pubblico che il prestigiatore non è un semplice animatore per bambini ma che la nostra arte è molto di più. I rapporti con la scienza sono tanti e non a caso i prestigiatori fanno parte dei comitati scientifici… il discorso sarebbe lungo ma mi fermo qui.

Tra le collaborazioni (che sono state tante) quella più stabile è sicuramente quella con Raul Cremona che è nata nel 2004 con il libro Elementale (Florence Art Edizioni). Da allora ho collaborato ad almeno sette libri di Raul, oltre ad avergli fatto da grafico e da consulente per altre faccende. Tra noi c’è soprattutto una grande amicizia basata sul rispetto e la complicità. Nella mia vita collaborare è fondamentale: ed ecco perché sono tantissimi gli amici e i colleghi con cui ho, a vario titolo, collaborato: da Massimo Polidoro a Diego Allegri, da Luigi Garlaschelli a Matteo Filippini, da Erix Logan a Mariano Tomatis, da Gian Antonio Stella a Gigi Simeoni (fumettista di Dylan Dog). In realtà i nomi da citare sarebbero tantissimi!

Cos’è per te la magia? 

La magia è arte e scienza. Vorrei averlo detto davvero io, invece è una frase di David Devant. Ma ne sono convinto: è arte perché è in grado di comunicare emozione, è scienza perché si basa su principi fisici o psicologici applicati spesso in modo trasversale. In fondo anche la scienza è magia!

Della magia mi piace l’impatto sul pubblico (gli occhi sbarrati di un bambino, banalmente, o l’espressione di stupore degli adulti che tornano ad essere fanciulli per un attimo) ma anche tutto quello che c’è dietro. Perché dietro ad un semplice gioco di prestigio, dietro un’esibizione magica c’è tutto un mondo e una storia incredibile che affonda le sue radici nel remotissimo passato, crescendo e sviluppandosi con l’evoluzione dell’uomo.

Ecco perché non riesco a scindere la mia attività di prestigiatore e di performer da quella di curioso ricercatore storico (e divulgatore). Per me sono tutt’uno.

I tuoi progetti futuri 

Tanti, forse troppi. Dal punto di vista artistico ho in mente uno spettacolo nuovo da proporre quando l’emergenza sarà finita e torneranno a riaprire i teatri. Ho anche una conferenza-spettacolo rivolta ai babbani che avevo già iniziato a portare nelle scuole e che tornerò a proporre a tempo debito. Devo inoltre finire il mio tour di conferenze per i club magici visto che la pandemia è arrivata quando mi mancavano ancora tre o quattro date rimaste in sospeso.

Dal punto di vista letterario ho cinque libri in uscita a cui tengo molto. Tre sono libri storici e due parlano d’altro (uno addirittura non parla nemmeno di magia!). Non anticipo nulla: l’unico di cui ho già accennato è la biografia di Giuseppe Pinetti, un lavoro che mi ha richiesto tantissimi anni e che vedrà la luce presto, sempre per la Florence Art Edizioni dell’amico Francesco Mugnai che devo sempre ringraziare per il supporto e la condivisione.

Ma il progetto più importante è quello di vivere. Ho un figlio di tre anni che sta scoprendo il mondo, una moglie straordinaria che, come me, ama viaggiare, e tanti posti, città, monumenti, musei, spiagge e montagne da raggiungere con loro.

Ho voglia di ripartire, di respirare aria pura.

Possibilmente, senza mascherina.

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