5 Domande: Andrea Petrosillo

Oggi abbiamo l’onore di porre le nostre 5 Domande a Andrea Petrosillo, fresco vincitore del titolo Campionato Italiano di Magia, che si e’ svolto al recente Masters of Magic.

1)Come ti sei avvicinato alla prestigiazione?

La magia mi affascina da sempre. Quando facevo le elementari cercavo di stupire i miei amici con qualche semplice gioco di prestigio (il mio preferito era il gioco delle tre carte). È una passione che è nata, si è assopita e risvegliata tantissime volte nel corso del tempo. Non avevo però mai avuto occasione di studiare seriamente quest’arte fino a marzo del 2011 quando, girovagando su internet, ho visto i video di Luca Bono scoprendo così il Circolo Amici della Magia di Torino, al quale mi sono poi iscritto. Dopo alcuni mesi vissuti da “spettatore”, ho deciso di iniziare a darmi da fare e ho cominciato a frequentare i laboratori di Tiziano Berardi ( gli stessi in cui si era formato Luca Bono ) e dopo tre anni dalla sua vittoria, ho partecipato al Campionato Italiano di Magia… il resto lo sapete.

2)Il momento che ricordi piu’ intensamente della tua esperienza da prestigiatore.

Ovviamente il ricordo più intenso riguarda l’esperienza di quest’anno a Saint Vincent. Sono arrivato alle semi finali senza particolari aspettative, il mio obiettivo (mettermi alla prova per creare un numero soddisfacente ) era stato raggiunto ed il fatto di essere arrivato a quel punto era per me già un grandissimo risultato. Credo che questo modo di vedere le cose mi abbia aiutato moltissimo, perché, soprattutto durante la prima esibizione, ero tranquillo, non volevo dimostrare nulla a nessuno, volevo semplicemente divertirmi.
Invece il giorno della premiazione ero un mix di emozioni. Non sono riuscito davvero a realizzare l’importanza di quel momento fino a qualche giorno dopo. Una parte di me era felice, una parte molto confusa perché di punto in bianco sono passato dal completo anonimato all’essere riconosciuto e salutato da tutti. Alla grande soddisfazione si e’ mescolato il dispiacere per alcuni altri concorrenti che avrebbero meritato la vittoria come me. Terrò nel mio cuore questa esperienza per sempre perché ho vissuto cinque giorni meravigliosi con persone che stimo tantissimo ed ho partecipato a tante serate divertenti con vecchi e nuovi amici

3)Quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di piu’ ed in che modo?

Ci sono tanti prestigiatori del passato e non che mi hanno ispirato, su tutti Tommy Wonder, Jeff McBride, Juan Tamariz, Xavier Mortimer, Fred Kaps. Oggi una delle persone che più mi affascinano è Arturo Brachetti, che ho avuto modo di vedere dal vivo sia in spettacolo che di persona, per la sua poetica, le incredibili abilità teatrali e soprattutto la capacità di emozionare. Poi c’è il mio amico Alex DeBastiani con cui frequento il laboratorio del CADM. Ha una mente vulcanica, creativa, sa sempre dare ottimi consigli e ha punti di vista stimolanti, per non parlare poi del suo grande talento come performer. Infine c’è ovviamente il mio maestro Tiziano Berardi, che mi ha regalato tanto tempo e tanta fiducia… è soprattutto grazie a lui se ora sono quel che sono. Fuori dal mondo magico ricordo Bergonzoni, l’uomo che ha aperto nella mia vita il mondo della surrealtà.

4)Quale aspetto della nostra arte preferisci?

Per me la magia è una forma d’arte ovvero un mezzo con cui esprimermi. La magia mi ha aiutato ad uscire dalla timidezza e ha aperto la valvola della mia creatività, perché attraversa tutte le forme d’arte, arrivando a toccare materie complesse scienza e psicologia. Nonostante questo la prestigiazione viene generalmente considerata una forma di spettacolo minore. L’immagine della magia dipende dagli artisti che la rappresentano, in ogni esibizione abbiamo la responsabilità di far divertire il pubblico, facendo intuire quanto quest’arte sia profonda e complessa.

5)Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto cominciando a elaborare nuovi numeri, alcuni classici altri più personali e sto anche prendendo in considerazione la partecipazione a qualche concorso internazionale e spero di poter cominciare a lavorare per il pubblico “profano”.
La mia più grande ambizione è quella di creare uno stile personale che abbia una visione piu’ ampia e che non si limiti alla sola magia. I miei interessi oscillano tra i due opposti: da un lato l’assurdo, la surrealtà, il sogno, e dall’altro l’assoluta semplicità : non sarà facile unire le due cose, ma questa è la sfida che mi piacerebbe affrontare in futuro.

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