5 Domande: Alexsander De Bastiani “Shezan”

Direttamente dal Campionato Italiano di Magia 2013, Shezan! Ho avuto la possibilità di vederlo durante il Masters of Street Magic 2013, e le sue routine con gli anelli e le corde sono davvero magiche, degne di Mille e Una Notte! Visitate il sit http://www.millestorie.com/


Alexsander De Bastiani Nasce a Vittorio veneto nel 1979 ed inizia il suo percorso formativo con la Ginnastica Artistica e Le Arti Marziali all’eta di 11 Anni. L’iscrizione all’Istituto d’Arte lo porta definitivamente ad entrare nel mondo dell’espressione artistica spingendolo ad integrare gli studi con la Musica e La Giocoleria. Tant’è che a soli 18 anni tiene già 2 corsi di Percussioni Etniche collaborando con il Maestro Lucien Caselli e presentando con lui uno spettacolo di Teatro e Musica al Carnevale di Venezia con la Compagnia “la Nave dei Folli”. Simultaneamente cura anche i Laboratori di Giocoleria e Teatro con la Compagnia “3 luglio” di Gigi Miracol di cui è anche uno degli attori.
All’età di 22 anni si trasferisce a Torino per proseguire gli studi di perfezionamento con Bruno Genero (Maestro di Percussioni di Fama Internazionale) ed iniziando parallelamente la formazione Teatrale presso l’Athelier Teatro Fisico di Philip Radice (Metodo Lecoq).
2 anni più tardi frequenta un corso di un anno di Musicoterapia per la gestione di gruppi di allievi di varie età e di diversa formazione e tiene i laboratori di Manipolazione e Body Percussion presso L’Athelier Philip Radice.
Durante questi anni di studio delle più variate discipline incontra Claudio Borghi, Uno dei rarissimi veri Mangiatori di Spade, affascinato da quest’arte intraprende lo studio del Fachirismo nelle sue varie forme (è attualmente uno degli unici 2 mangiatori di Spade Italiani) e completando la formazione con la scoperta del Circolo di Magia” Bartolomeo Bosco” di S. Mauro torinese, da vita ad uno spettacolo unico nel suo genere in cui fonde le diverse discipline al servizio di un personaggio decisamente Eccentrico.. (Spettacolo Teatrale dal titolo: “La Teiera di Shezan”)
Grazie a tutto questo riesce a qualificarsi 2 volte consecutive come finalista al Campionato Italiano di Magia da scena e a Vincere nel 2012 il primo Campionato Italiano di “Street Magic” la magia a contatto col pubblico.
Finalista nello stesso anno anche ad Italia’s got Talent e ospite di varie trasmissioni TV in questo e negli anni precedenti (Guinness, world record, pomeriggio 5, master of magic, italia’s got Talent, Aghebarbi show, capodanno 5 …)

1) Come ti sei avvicinato alla prestigiazione?

Beh, diciamo che è più la prestigiazione che si è avvicinata a me! Tutto è iniziato quando un pomeriggio di tanti anni fa un ragazzo che faceva il giocoliere mi mostrò la sparizione del fazzolettino rosso… ricordo che lo stupore fu così forte che nel momento in cui mi svelò il trucco ne rimasi talmente male che persi l’entusiasmo nei confronti della magia prima ancora che mi prendesse.
Passarono diversi anni prima che mi capitasse nuovamente di assistere a un prestigio, ma questa volta fu un vero prestigiatore ad eseguire i giochi e ne rimasi affascinato, ricordo che mi insegnò come far sparire una moneta ma quello che davvero imparai era tutt’altro… venni colpito più da ciò che mi disse: “ricordati che il trucco non conta nulla, la magia è negli occhi di chi ti guarda.” Cambiò completamente la mia idea di magia e fu l’inizio di un viaggio che adesso rappresenta gran parte della mia carriera artistica. Ci volle ancora un po’ di tempo prima che iniziasse davvero il mio percorso magico, ma il seme era srtato gettato.
Avevo visto dei giochi, ma non conoscevo ancora l’idea di Circolo Magico e non avendo persone di riferimento da cui imparare rimasi fermo per parecchio tempo.
Poi, dopo un anno da quell’esperienza e cioè circa 6 anni fa, ad uno stage di giocoleria incontrai un ragazzo che cambio completamente la mia vita, mi fece impazzire con il gioco dell’accendino Bic che perdeva la scritta e riappariva doppia. fu incredibile cosa accadeva abbinando un oggetto semplice ad una tecnica altrettanto semplice!! Ne rimasi incantato e scoprii l’esistenza del circolo Bartolomeo Bosco di San Mauro Torinese. Ne conseguì l’iscrizione, i primi incontri, l’esame e le prime esperienze di scambio di giochi, idee, tecniche e amicizie nuove! Un mondo fantastico mi si era aperto davanti agli occhi, regalandomi una gioia e una sensibilità che non pensavo più di avere.
Ho letto molti libri da allora, divorato dvd e provato migliaia di tecniche per arrivare a costruire il mio modo di fare magia, uno dei libri che ho trovato più interessante a riguardo è L’Arte nella Magia di Nevil Maskelyne, perchè ritengo che la difficoltà nel produrre buona magia stia nel trovare il modo giusto di presentarla, la magia è prima di tutto teatro, anche senza citare Houden si coglie questa particolarità perchè l’atto di compiere un prestigio è sempre e comunque la rappresentazione di un atto già compiuto, la sua riproduzione è di per se una narrazione di un evento e la sua spontaneità non può che essere ricostruita attraverso l’abilità attoriale.
Ritengo che il mio percorso teatrale attraverso la scuola di teatro fisico di Philip Radice sia stato fondamentale per costruire il mio personaggio.

2)il momento che ricordi piu’ intensamente della tua esperienza da prestigiatore.

In parte ho già risposto nella prima domanda credo, ma volendo entrare più nel dettaglio posso dire che una delle esperienze più forti che ho vissuto è stata sicuramente quella di vedere dal vivo Michael Hammar in azione.

L’anno scorso era al congresso magico di Saint Vincent e una di quelle sere ha fatto un vero e proprio spettacolo. Ricordo che ci ha devastati tutti col gioco della banconota nel limone!!! Un gioco che ho visto mille volte, un gioco abbastanza semplice se vogliamo, un gioco che non pensavo neanche di voler vedere perchè non rientra nel mio modo di fare magia. Eppurte Hammar è riuscito a creare un coinvolgimento emotivo incredibile. Il gioco è diventato una storia così forte da calamitare l’attenzione di tutto il pubblico ad un livello che non avevo mai visto prima, chiudendo il gioco con un doppio finale e un colpo di scena. Un maestro della regia!!! Non sopporto gli artisti che dicono “sii vabbè.. ma lui è Hammar!!” Non è così che funziona, non è schivando la responsabilità che si risolve il problema, anzi bisognerebbe far tesoro di eventi del genere e chiedersi “qual’è la mia storia? cosa voglio da questo gioco? qual’è il sogno che mi spinge ad eseguirlo?” e nutrire la propria esibizione di questi elementi per ritrovare davvero quella magia che ci ha spinto a diventare Prestigiatori….

3)quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di piu’ ed in che modo?

Posso senza dubbio affermare che la mia magia si avvicina allo stile di Mc Bride, anche se l’ho scoperto solo dopo che hanno iniziato a farmi notare che assomigliavo a questo mago che non sapevo esistesse. La prima volta che lo vidi fu una folgorazione, mi sembrava finalmente di aver trovato un punto di riferimento!! se entriamo nel dettaglio siamo molto diversi, ma ciò che mi accomuna a lui è il concetto di fusione delle discipline. Nella mia vita ho fatto davvero di tutto, ho iniziato con le arti marziali per passare poi alla ginnastica artistica, alla danza moderna e alla break dance, poi mi sono dedicato alla musica (percussioni, flauto, chitarra , violino e fisarmonica) ed una volta giunto a torino per studiare percussioni etniche mi sono fatto travolgere dalla giocoleria e dal fachirismo diventando uno dei pochissimi veri mangiatori di spade al mondo, cosa che mi ha permesso i iniziare la mia carriera artistica in modo decisamente originale. L’ingresso nel mondo della magia non ha potuto che essere influenzato da tutte queste peculiarità, tant’è che lo spettacolo che propongo è proprio una fusione di stili e tecniche in chiave orientale. Non ho grandi miti da seguire, apprezzo e stimo tantissimi artisti ma la maggior parte della mia crescita artistica e personale viene da persone che di spettacolo non ne hanno mai fatto. Credo che per raccontare la magia vera bisogna ispirarsi alla vita vera non alle rappresentazioni di essa.

4)quale aspetto della nostra arte preferisci?

Sicuramente lo stupore, la capacità della magia di creare un corto circuito nella mente umana, dandogli la possibilità per un’istante di percepire qualcosa di più profondo degli stimoli sensoriali..

l’effetto sul pubblico è la base di ogni atto artistico, altrimenti si resta nell’autocompiacimento e la magia perde il suo potenziale comunicativo, entrando più nel dettaglio personale una delle cose che amo di più della magia da un punto di vista tecnico è che ti permette di lavorare in ogni direzione! perchè in magia devi essere mago, attore, regista, sceneggiatore, falegname, chimico, elettricista, sarto, disegnatore, musicista, ecc. ecc. certo, non è obbligatorio, ma nel mio caso e come per molti altri è fondamentale mettere le mani su ogni aspetto del numero per poterlo realizzarre esattamente come ci si aspetta!
La gratificazione maggiore è vedere la crescita dell’idea iniziale diventare realtà e finalmente accadere nella mente degli spettatori, la condivisione del risultato di tante ore di lavoro nell’attimo in cui si completa con gli altri e vive di vita propria.

5)quali sono i tuoi progetti futuri?

Devo dire che questo campionato è stato particolarmente importante per me, mi ha permesso finalmente di realizzare dall’inizio alla fine un vero numero di magia da scena, che è una sfida non semplice.

Io vengo dalla strada, lavoro nelle piazze e nelle manifestazioni ma sempre a contatto col pubblico ed è il modo di fare spettacolo che amo di più, ma la scena permette finezze e dettagli che la strada preclude a priori e mi interessava affrontare questo aspetto dell’arte magica nel migliore dei modi, l’anno scorso è stato un tentativo abbozzato non troppo preso in considerazione ma quest’anno il risultato è stato sorprendente ed il secondo posto ne palesa la ragione. Per la prima volta ho lavorato su un numero completamente sviluppato sulla musica e con una regia dedicata all’interpretazione e alla crescita del personaggio e mi ha insegnato più cose di quante potrei per ora spiegarne. L’energia è tanta in questo momento perchè mi si è aperto un nuovo percorso da sviluppare e mi sento particolarmente creativo, sto lavorando nuovi numeri in vista della stagione estiva e mi voglio dedicare il più possibile alla crescita di questo numero che attualmente dura 3,30 minuti e voglio portare almeno a 6!!
Sai tra 2 anni c’è il mondiale in italia…. si sa mai…. 🙂

Un pensiero riguardo “5 Domande: Alexsander De Bastiani “Shezan”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.