5 Domande: VitoSvito, il SuperPrestigiatore.

Conosco Gianvito Tracquilio, in arte VitoSvito, solo via web ed email, la cosa che più mi ha colpito e’ sapere che lavora per l’associazione “Aiutami a non avere paura”, e personalmente penso che le persone che fanno questo tipo di attività siano le persone più magiche del mondo intero. Anche se lui dice “capisco che nessuno mi conosce, non ho mai vinto un concorso, non sono mai salito su un palco davanti ai miei colleghi e non ho mai pubblicato nulla”, per me sarà sempre uno dei prestigiatori italiani più bravi.

Il nome vitoSvito nasce 25 anni fa quando l’artista muoveva i suoi prima passi sul palcoscenico della Valtur in giro per il mondo. Oggi, dopo 25 anni fa di intrattenimento il suo modo di fare spettacolo è adatto per tutti i tipi di pubblico, bambini e adulti, unico limite è la voglia di divertirsi, stupirsi, meravigliarsi e ridere.

1)come ti sei avvicinato alla prestigiazione?

Dopo 10 anni in agenzia Pubblicitaria, sono entrato in Showlab nel 2002, dove facevo l’agente per alcuni artisti, tra i quali Marco Berry, all’epoca socio dell’agenzia. Non conoscevo nulla del mondo magico. Al termine di un suo spettacolo domandai erroneamente a Marco di spiegarmi un trucco e lui mi domandò se sapevo mantenere un segreto. Gli risposi di si e lui mi disse “anche io!”. Quella fu la prima regola magica che imparai.
In seguito, presentato da Marco, entrai al prestigioso C.a.d.m e li si aprì un mondo. Un club frequentato da persone provenienti da diverse estrazioni sociali, culturali e professionali, ma tutte unite da un’unica passione, la magia.
Al C.a.d.m c’è una persona speciale, il vice Presidente Pino Rolle, a mio parere oggi, la Treccani del sapere magico e degli aneddoti storici di questo mondo (non l’unico sia chiaro, ma insieme a Marco Aimone i due sono indiscutibilmente una fonte di sapere unica), oggi tramite Facebook sono venuto a conoscenza di tante altre persone con il medesimo bagaglio culturale.
Le lezioni di Cartomagia di Pino Rolle sono state la mia Bibbia che sfoglio ogni giorno per ricordare e mai dimenticare. Ho sempre portato con me una Moleskine (oggi ne ho 4), e ad ogni incontro, conferenza o scuola, non facevo altro che prendere appunti su appunti.
Lavorando in Showlab poi ho avuto la fortuna di seguire tantissimi artisti e nominarli tutti sarebbe troppo, ma uno in particolare ha lasciato un segno indelebile nel mio modo di fare e pensare magia, Francesco Scimemi. Lui è cultura, tecnica, sapere, psicologia. L’ho visto sul palco per 9 anni fare sempre lo stesso spettacolo, gli stessi giochi, ma lo spettacolo era sempre diverso e cambiava a seconda delle persone che prendeva vicino a lui. Un artista con un cuore grande così (l’ampiezza della distanza delle mie braccia non basta per identificarne la grandezza).
I primi libri? In assoluto tutta la bibliografia immensa di Roberto Giobbi.
Non puoi fare magia se oggi non hai letto tutti i suoi libri, non parliamo poi dei suoi stage….a seguire tutti quelli di Raul Cremona e perdonate, l’elenco è lungo, posso dire che gli ultimi tre acquistati sono Italiani: Addeo, Alain e Andrea Bondi e questo ci fa onore.

2) il momento che ricordi piu’ intensamente della tua esperienza da prestigiatore.

Tantissimi sono stati i momenti intensi. Con Francesco Scimemi ho preso consapevolezza, ma lavorando in agenzia di Management artistico credo di aver visto tutte le sfumature del modo di fare magia: mentalismo, comicità magica, close up, magia per bambini, grandi illusioni.
Ma attenzione al giovanissimo Mattia Boschi, scommetto che ne sentiremo parlare nel mondo magico non solo Italiano, ma internazionale.
Uno che mette da solo su uno spettacolo teatrale che tutti noi conosciamo, a soli 18 anni non è un caso. Possibile che nessuno investa seriamente su questo piccolo genio ribelle positivo? Se vinco il superenalotto lo sponsorizzo io.
Il più intenso momento magico è stato l’incontro con Gaetano Triggiano.
Gaetano aprendomi la porta di casa sua mi ha insegnato uno dei più bei giochi di prestigio che non manca mai nel mio repertorio. Imparando quel gioco ho capito quale poteva essere il mio modo di fare magia, andare a colpire le emozioni, coinvolgere con un gioco più persone e giocare sulla leva più forte dell’essere umano: la semplicità, l’essere e non apparire

3)quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di piu’ ed in che modo?

Assolutamente 3 artisti:
Aldo Colombini per il suo essere un falegname della magia, la conoscenza a 360° per poi togliere, togliere e arrivare alla semplicità del gesto, la semplicità che poi ho visto dopo 9 anni nel modo di fare magia di un enorme Walter Maffei e per ultimo, ancora, sempre e per sempre Francesco Scimemi che rimane irraggiungibile ma il mentore principale.
Scommetto che nessuno conosce la sua routine da palco mentre interpreta “Lettera al Presidente” di Ivano Fossati, chi l’ha vista conoscerebbe un’artista completo.
Seguo infine con grande piacere l’evoluzione artistica e umana di Maga Gaia. Abbiamo poche donne maghe in Italia (non me ne vogliano quelle che conosco solo virtualmente e non ho mai visto lavorare), ma Maga Gaia mi ha insegnato inconsapevolmente molte cose su come fare Magia, quella che parte dal modo di proporsi e vendersi e poi quella di emozionare sul palco.
L’elenco poi degli artisti che ho conosciuto in questi pochi anni è intenso, tutti mi hanno donato qualche cosa che ha plasmato vitoSvito, l’artista di oggi.
Altre influenze? i libri ma come diceva Massimo Troisi vorrei leggerli tutti, loro sono milioni, io sono da solo…il primo titolo che mi viene in mente? “ci sono bambini a zig zag” di Grossman, ma dopo di questo potrei elencarne altri 1000 della mia personale biblioteca. Quello che mi hanno segnato sono: un bellissimo libro scritto 40 anni fa dal generale Nando Dalla Chiesa “lamafia è dentro lo stato, lo stato non può combattere se stesso” poi un grande spaccato della società attuale sta nel “gioco delle perle di vetro” di Herman Hesse.Se vogliamo invece essere romantici due bellissimi libri di Jorge Amado “Teresa Batista stanca di guerra” e “Gabriella Garofano e cannella”

4)quale aspetto della nostra arte preferisci?

Io amo la magia che avviene nelle mani dello spettatore che a sua volta diventa mago, dai bambini agli adulti.
Non essendo un grande “tecnico” dell’arte prestidigitatoria, penso che finanche sono io a fare magie le persone si emozionano e gli ingegneri cercano di capire il trucco, ma quando la magia avviene nelle loro mani, lo spettatore vede il miracolo, lo vede nel suo cuore, colpisce il suo animo ed il suo sentire.
Quando poi sul palco, l’effetto magico è sincronizzato con la musica, ecco, quella è vera magia. La scuola orientale insegna ed il grande Yu Ho-Jin è la massima espressione di quello che Walter Maffei ironicamente descrive con “le geste, la posture, la magie!”.
Per quanto mi riguarda io amo il close up che purtroppo in Italia non è valorizzato come arte di intrattenimento, come lo è invece nel resto del mondo.
Alain Choquette fa uno spettacolo da palco con effetti da close up e non è l’unico, come mai in Italia non riusciamo a rendere televisivo il Close up in maniera seria?
Al contrario però oggi sembra che se non sei in televisione non sei nulla.
La “cultura televisiva” ci propone grandi artisti ma anche tanta carne da macello, Business per fare soldi.
Oggi abbiamo Dynamo, uno dei tanti prodotti di una buona strategia di Marketing e null’altro.
Se solo un’azienda in Italia destinasse un budget all’interno di un suo evento per avere una video ripresa in diretta che rilanciasse sugli schermi di una convention l’emozione di un effetto di Close up, saremmo a cavallo e si farebbe una grande scrematura di chi, senza stacchi televisivi, specchi, fumi, quinte, attori, riuscirebbe a stupire a meno di 1 metro di distanza.
Andate al Close up symposium di Giacomo Bertini che da 4 anni organizza a Milano uno degli appuntamenti più intensi della magia in Italia.
Altro che Dynamo:
Angel Gea, Dany Heclau, DaOrtiz, Evans, Bertini, Conradi, Eric Jones, Roumestain, Gerard, Tabary, Addeo, Flip… la lista è lunghissima ma permettetemi di dire che quando conosci personaggi di questa levatura magica, veri esseri pensanti della cultura magica, posso dire con certezza che in Tv passa una magia bella da vedere ma impossibile da ripetere a breve distanza. Il confronto è il nulla quel il nulla che purtroppo riempie il vuoto. Alcuni dicono che però se ne parla e questo fa bene alla magia, opinabile, discutibile.

5)quali sono i tuoi progetti futuri?
La crisi mi ha portato via la sicurezza dello stipendio fisso di dipendente ma mi ha dato una grande opportunità, quella di concentrarmi sulla mia passione magica, sostenuto principalmente dalla mia famiglia.
Sono una persona di fede, una conversione arrivata 3 anni fa che ha cambiato il mio approccio alla vita.
Il mio primo spettacolo l’ho fatto per l’associazione “Aiutami a non avere paura”, genitori con bambini malati di cancro che hanno unito le loro forze per superare le problematiche legate alla morte di un figlio. Ho iniziato a lavorare in corsia di ospedale e dopo 5 anni è arrivata l’Abio (Onlus di volontariato in corsia) che mi ha permesso di realizzare un Workshop di magia per i Babbani volontari in corsia.
Questo lavoro con il tempo è diventato “Magia in corsia” una conferenza per noi professionisti del settore per dare una rinfrescata ai concetti legati alla psicologia del gioco, alla grande capacità di fare leva sulle emozioni e anche di condividere un pensiero che evolve continuamente e cambia giorno per giorno.
Oggi leggo sui corsi di formazione di Clown terapia, che i volontari imparano ad essere Microprestigiatori ed io mi domando: chi vi fa la formazione magica? chi vi insegna la parte psicologica che c’è dietro un effetto magico? Chi vi insegna a gestire un gioco magico con le sue metafore, le sue strutture psicologiche davanti ad un bambino che è arrabbiato, impaurito, con un senso dell’abbandono e tanto altro? La superficialità italiana emerge ancora una volta nel pressapochismo delle mode.
Certo, due ore di conferenza non potranno mai rispondere alle migliaia di domande che andrebbero condivise, ma è un primo passo e se devi percorrere 1000 km, inizia proprio con un passo. Io questo passo l’ho fatto conoscendo il coraggio dei malati bambini in corsia e grazie a loro oggi sono un artista diverso, è a loro che devo questo primo, piccolo e umile lavoro.
Non sono riuscito a fare un tour di conferenze di 25/30 Circoli; capisco che nessuno mi conosce, non ho mai vinto un concorso, non sono mai salito su un palco davanti ai miei colleghi e non ho mai pubblicato nulla, ma intanto qualcuno mi ha dato fiducia ed io lo ringrazio di cuore.
Se tutto andrà bene inizierà il passaparola.
Inizio quindi al Bartolomeo Bosco di Torino il 15 Gennaio per poi andare al CMI di Padova il 23, poi ospite di Milanesi e Paviato a Milano il 24 ed il 25 del CMI di Bologna. Pausa fino al 29 per andare poi a Spoleto dall’amico Andrea Paris della confraternita Umbra. Pausa fino al 8/9 Marzo dove porterò il Workshop al festival della magia della Repubblica di San Marino e poi il 10 a Bolzano ospite di Filardo.
Le note di conferenza saranno date gratuitamente a chi verrà con una chiavetta USB, altrimenti invierò via mail il giorno dopo le stesse via mail a tutti coloro che me le richiederanno.
Chi vorrà potrà fare un’offerta che andrà all’associazione “Aiutami a non avere paura”.
Tante idee nate in corsia di ospedale che hanno migliorato il mio modo di fare magia le regalerò in conferenza, dalla Magia della grammatica della fantasia del grande mago Gianni Rodari a quelle della magia di viaggio di Ernest Hemingway.
Nuovi effetti? Non sono un inventore e sono d’accordo con ASI WIND Prestigiatore professionista che dice:
“…evoluzione magica, perché la magia è espressione di un processo evolutivo, dove ogni cosa si evolve in un’altra, in altre parole, ogni gioco inventato si basa a sua volta sulle invenzioni di qualcun altro. Noi stiamo semplicemente aggiornando, rendendo più moderno o modificando idee e pensieri di qualcun altro”.
Se questo giro di conferenze poi diventeranno qualcosa di altro solo il Signore lo sa. Certo se guardo indietro di 5 anni non posso credere che tutto questo non abbia un significato al quale voglio dare la sua importanza.
Chi la saprà cogliere credo potrà uscire dalla mia conferenza con qualche cosa in più … nel cuore.

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