Recensione: “Storie di Streghe” di Stefano Cavanna

Di Matteo Filippini.

Non conoscevo Stefano, se non di nome. Avevo avuto modo di sbirciare qualche sua foto e locandina di qualche suo spettacolo sul web, ma niente più. Ma già solo vedendolo in qualche scatto, c’era qualcosa del suo personaggio che mi attraeva. Quindi, col pretesto di passare un paio di giorni con gli amici del Circolo Magico Due di Picche, ho raggiunto (sfidando neve e gelo) Chivasso sabato 3 marzo in modo da poter assistere a “Storie di Streghe” (Streghe, Masche, Donne), lo spettacolo di Cavanna. E ne è valsa la pena. Nonostante la location del centro d’incontro non abbia esattamente l’atmosfera di un vecchio salone vittoriano, con pochi mezzi a disposizione Stefano è riuscito a trasportare il suo pubblico indietro nel tempo, tra la fioca luce di una candela e le note del suo flauto, fino ai giorni delle Masche, le streghe piemontesi.

Poco dopo le 21 le luci si spengono e, dopo pochi secondi, appare Stefano tra l’oscurità. L’unica luce è quella flebile di una candela, che gli illumina il volto mentre, a passo lento, raggiunge il palco. L’atmosfera è cupa, quella di una tenebrosa notte d’autunno in cui un qualsiasi rumore può diventare il segno della presenza di qualche creatura infernale. Proprio come nell’affascinante storia d’apertura in cui due piccoli fratelli sentono dei rumori dalla soffitta e, tremando di paura, scorgono due occhi gialli nell’oscurità …

Stefano ci presenta quindi questo misterioso scrigno chiuso, di cui non possiede la chiave, consegnatogli da una strana vecchietta tanto anni fa. E Stefano continua a portare in giro le sue storie di streghe, di diavoli, di magie e di misteri, vagando nella speranza di poter trovare un giorno un’anima che abbia con sé la chiave del suo magico scrigno, perché possa conoscerne il misterioso contenuto.

Ed intanto ci intrattiene con questo bello spettacolo, pieno di storie, raccontate con passione e grande talento da navigato attore. Un “incantastorie” bizzarro, rosso e mancino, che di tanto in tanto impreziosisce le proprie bizzarre narrazioni dando saggio delle proprie capacità magiche; come quando tre tarocchi, consegnati a caso da una spettatrice a tre spettatori a caso, lo collegano con le loro vite (e forse le loro anime …) o quando altri spettatori si sentono misteriosamente toccare, mentre Cavanna gira attorno a loro suonando un’ipnotica ballata medievale col flauto. O quando ancora sembra poter leggere le menti del suo pubblico.

Storie maledette, misteriose, a tratti macabre in cui le Masche tornano a vivere tra parole e sensazioni, acquisendo però tratti molto più umani. Erano davvero il male? O erano semplicemente quel “diverso” che tanto ci spaventa?

Mi ha emozionato “Storie di Streghe” così come mi hanno emozionato le capacità attoriale di Cavanna che mi ha riportato alla mia infanzia ed alle storie di streghe che popolavano i racconti di mia nonna materna prima di andare a dormire. Uno spettacolo magico e misterioso in cui si ha davvero l’impressione di poter sentire le voci delle Masche e degli altri strani personaggi, gli odori e i profumi, talvolta i sapori ed i rumori. Uno spettacolo d’altri tempi che trasuda di mistero e magia.

La mattina successiva Stefano ha tenuto una chiacchierata molto interessante con un manipolo di addetti ai lavori. Prestigiatori e mentalisti si sono raccolti attorno a lui per ascoltare le sue idee a proposito dello storytelling, del percorso svolto per la costruzione del personaggio e del suo spettacolo, della scelta degli effetti e degli attrezzi e tecniche che fossero i più adatti da inserire nel contesto delle sue storie. Ma soprattutto ha regalato a tutti i presenti la profondità del suo pensiero magico, fatto di grande passione e maturità. E di duro lavoro sul campo.

Stefano Cavanna si è dimostrato valente attore, artista e mago.

Speriamo non trovi mai la chiave del suo scrigno e possa continuare ad incantare.

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