Mario Lopez, intervista

A tu per tu con Mario Lopez

Ci sono due tipi di magia: la magia classica, dove è il mago a comandare, e la “magia perversa” dove la magia sfugge dalle mani dell’artista e a volte prova a rivoltarglisi contro. Ma e proprio nella magia perversa che lo spettatore empatizza con il mago perché l’artista ha dei punti deboli, è umano come tutti gli altri.

Mario Lopez segue alla lettera l’idea della magia perversa. Eclettico prestigiatore, oltre che inventore di nuove tecniche, è diventato famoso grazie ad una routine con le sigarette. Il suo spettacolo “Milagro, dove l’essenzialità fa da padrona, ha chiuso la rassegna Sim Sala Blink, promossa dal Circolo magico Blink di Dronero.

1) Come è nata la routine con le sigarette che ti ha reso famoso?

Uno dei miei primi giochi faceva uso di una sigaretta: l’avevo visto fare ad un mio amico e mi era piaciuto subito quindi i primi anni in cui facevo magia ho dedicato molto tempo a imparare diversi piccoli effetti con le sigarette. Poi, ad un festival in Italia, un mago di Ceuta mi ha fatto vedere quel particolare filtro che uso ora nel mio numero. Poco più tardi un mio amico organizza un concorso in Spagna e mi chiama a partecipare. Io non avevo ancora un vero e proprio numero di sigarette e allora lui semplicemente mi dissi di unire tutti i piccoli effetti che avevo e così misi su questa routine.

2) Sei anche un inventore di nuove tecniche… quanto è difficile oggi creare qualcosa di mai visto?

Se ti piace creare, inventare non è così difficile… ma serve tempo… almeno un’ora al giorno devi fermarti e pensare senza fare nient’altro. Soprattutto non devi avere scadenze (tipo concorsi, festival…) perché se lavori sotto pressione non lavori bene. Invece se hai un problema da risolvere e vuoi trovare la soluzione e hai tutto il tempo che vuoi per farlo non è così difficile.

3) Qual è stato il tuo primo incontro con la magia?

Quando avevo tre anni e mio zio Pepe mi faceva quel giochetto dove fingi di toglierti il pollice dalla mano… che ora faccio all’interno del mio spettacolo.

4) C’è qualche personaggio che ha influenzato la tua carriera magica?

Uno su tutti è stato Fred Kaps perché i suoi video sono stati i primi che mi sono veramente piaciuti. Poi c’è Jaime Figueroa, un teorico della magia con cui è sempre un piacere parlare e infine quello che considero il mio maestro Luis Arza.

5) Qual è stato il momento più emozionante della tua carriera da prestigiatore?

Il secondo festival che ho fatto, a Vitoria, perché era la prima volta che la mia famiglia e i miei amici venivano a vedermi e la mia performance si è conclusa con un fortissimo applauso del pubblico.

Di Giulia Galliano Sacchetto.

 

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