Andreè Settembrino ci racconta la sua avventura negli Emirati Arabi

Un saluto a tutti gli amici di Prestigiazione.it, prima di partire, Andrea Clemente Pancotti, mi ha chiesto di documentare l’aspetto magico vissuto negli Emirati e tutto sommato le aspettative sono state distrutte (per fortuna) dalla realtà.

Si vociferava di maghi dalla testa mozzata per esibizioni street, ma qui a Dubai nulla di più lontano.

Inizio con il sottolineare che la cultura, in questo paese, è molto Euro/Americanizzata, e posso confermare sia la città più sicura del mondo, poiché, parlando con i cittadini è facile comprenderne il motivo: LA PENA è SICURA.

Diciamo che per uno straniero è difficile perdere una mano… ma molto facile finire in galera. In un mese e mezzo ho visto con i miei occhi 2 persone “finirci”, in differenti modi. É vietato essere ubriachi per strada, lasciamo stare guidare sotto effetti di droghe o di alcolici. La Pena? La reclusione.

Non sono partito con molto denaro e per resistere il più tempo possibile mi sono appoggiato negli ostelli. Nei primi 10 giorni ho soggiornato nel peggior “Ostello di Caracas” al costo di 8$ a notte, ho conosciuto tante persone, per la maggior parte lavoratori che non riuscivano a permettersi una casa in Dubai, (i costi sono altissimi per un appartamento, dai 1500 ai 6000$ al mese).

Uno dei coinquilini (rispettabilissimo ingegnere informatico), vedendo un ragazzo indiano arrivare alle 2 di notte, che indossava una maglietta a stelle e strisce, ha “dato di matto”, malmenando sia lui che un manager dell’ostello…. (fondamentalismo religioso alla base), con una violenza inimmaginabile; la polizia è accorsa in 10 minuti portandolo in galera. Questa parte vuole sottolineare la parte analogica fortemente radicata in questa terra.

Ho voluto esporre gradualmente la mia magia… (non volevo perdere la testa o finire in galera) e con piacere ho iniziato a scoprire un popolo davvero affascinato da questa arte, sono fantastiche le loro reazioni, per nulla contenute, euforiche, come solo un bambino di 14 anni potrebbe…

Ho constatato, inoltre, che questo è uno dei pochi posti in cui Dynamo non è arrivato in Tv.

Gli unici riferimenti che ogni tanto qualcuno scimmiotta sono stati: David Blaine e Ahmed El Bayed illusionista Arabo, di cui incuriosito, ho assistito ad uno suo show. Devo ammettere che il suo spettacolo è stato davvero incalzante, con una regia tecnica ultra tecnologica… per dirla breve: “da sbavarci sopra”, proprio come Homer guarderebbe una Duff bella fresca in mezzo al deserto…

Dopo aver visto il pioniere dell’illusionismo arabo in azione mi sono fatto sempre più coraggio… spingendomi sempre più in là e approdando nei Bar degli alberghi, dove vige uno sfrenato consumo di alcool, a cui io abbia mai assistito nella mia vita, pur avendo avuto un pub e un bar… al “modico” prezzo di 12/14$ per una birra e 8/10$ per uno shot!

Questo come deterrente per l’uso di alcool, poiché vietato in tutti gli Emirati… tranne al cinquantesimo piano dei grattacieli… dove tutti gli amanti del nettare vi si ritrovano a “frotte” … quindi… quale miglior posto per un mazzo di carte?

In questi luoghi è sempre presente una zona fumatori, posti perfetti per unire routine di sigarette monete e carte… posti dove per la prima volta ho scoperto il fastidio che crea il mentalismo agli arabi.

Fintanto che le esibizioni si dileggiavano tra apparizioni e destrezze tutto ok… Ma, più di una volta, la religione ha sopraffatto i miei esperimenti di mentalismo:

–solo Dio può entrare/influenzare/condizionare la mia mente.
–NON DEVI MAI PIU.
–Finché si tratta di giochi di prestigio va bene ma questo non mi piace.

Queste sono state solo alcune delle critiche mosse dalle persone, principalmente Arabe, nei miei confronti…

Dire che non si trova un Emirato a Dubai è una considerazione facile da fare! La maggior parte dei cittadini è principalmente di origine Indiana, (il mio inglese non sarà perfetto ma ancora mi chiedo come facciano gli indiani a comprendersi mentre parlano Inglese fra loro) il restante viene dal Bangladesh, dalle Filippine e dalla Nigeria.

Fortunatamente, nei miei momenti di emergenza economica, i coinquilini di ostello non si sono mai tirati indietro a scommettere nel “GIOCO DELLE 3 CARTE”, ma solo ed unicamente per la loro prima volta, tanto più, che ad ogni nuovo arrivato, la stessa comunità di indiani, come in un “rito di iniziazione” lo spingevano al MAGICIAN, Try to win! Il tutto in un’atmosfera davvero divertente e goliardica!

Stavano tutti al gioco… mollando qualche decina di Dhiram a giocata. Ovviamente, scommettevano “solo ed unicamente la prima volta”, quando ancora non avevano intuito che al gioco delle 3 carte non si poteva vincere, soprattutto contro il MAGICIAN…

Ma l’atmosfera divertente continuava durante la giornata, perché con quei soldi potevo fare la spesa, cucinavo un bel piatto di pasta, il più possibile vicino al gusto Italiano da condividere con tutti i partecipanti al gioco… questo “finale magico” rendeva il tutto come un piano logico, divertente e funzionale per tutti!

E tutto sommato… in un ostello c’è sempre un nuovo arrivato…

Cercando un po’ e chiedendo consigli alla comunità italiana su Facebook (di cui il 99% persone orribili), ho cercato di carpire quali fossero i migliori posti per esibirmi, iniziando dapprima dentro l’ostello, poi nei fast food ed infine provando ad osare nelle strade di Dubai…

A causa del caldo assurdo della stagione estiva, che nei mesi di giugnoluglio agosto arriva a temperature intorno ai 50° con un tasso di umidità del 90%, le strade diventano desertiche, si svuota completamente la città, una massiccia desertificazione anche delle aree più urbane della metropoli… ma tutti gli abitanti “migrano” dentro immensi e FARAONICI centri commerciali, chiamati Mall, o si muovono in “groppa” alle loro macchine ultra-climatizzate.

Mi sento comunque di avvertire i maghi che vorranno cimentarsi in attività di strada che negli emirati arabi le esibizioni da strada sono considerate illegali e si verrà trattati alla stregua di un mendicante o di un accattone da parte delle autorità locali, qualora si venisse scoperti o colti in flagranza.

Anche se in tutti gli Emirati vige una legge altamente austera, a Dubai e ad Abhudabi sono molto più permissivi, e su reati come questi, il vero problema si creerebbe, solo se la notizia passasse all’opinione pubblica, attraverso la diffusione del fatto per mezzo dei media o dei giornali locali.

Diversamente, è possibile cavarsela con una “strigliata” e una “tirata d’orecchie”, per essersi esibiti e aver intascato qualche mancia ma… vi avverto… che filmare con il proprio telefoninoGoPro è estremamente vietato!

La tutela dell’immagine e della privacy è tenuta in altissima considerazione. Se si volesse fare un filmato professionale l’iter è il seguente:

• Andare in Polizia e farsi rilasciare un permesso;
• trovare una produzione;
• trovare uno sponsor Arabo (come sponsor si intende una persona residente che si prenda la responsabilità).

Ovviamente non è una cosa semplicissima, ma scommetto che qualcuno avrà prima o poi l’ardore di provarci.

Ultima avvertenza che mi sento di specificare è di non esibirsi senza autorizzazioni dentro al Mall, perché, nonostante sia un posto perfetto con grande affluenza, la security non ostenterà a cacciarvi dalla struttura o peggio ancora, a chiamare la polizia per un celere allontanamento coatto… anche questa una vivida esperienza personale!

Tuttavia, esistono delle posizioni strategiche che nonostante il caldo “permettono” di esibirsi davanti ad un pubblico e ad un forte passaggio e dove le autorità non mi hanno mai dato fastidio:

THE WALK, una via situata nel cuore di Jumeira Beach Residence (JBR), qui, durante la sera, molte persone amano sfilare a piedi o con macchine lussuose, (le auto si muovono a passo d’uomo).
Suggestive luci, murales e l’immensa ruota panoramica fanno da cornice ad un posto perfetto, dove cimentarsi in attività di street magic.

ATLANTIS, scenario d’apertura di Fast and Furious, è il maestoso albergo in punta alla Palma di Dubai. Il lungo mare, la lunga passerella con chioschi street food, la vicinanza al parco acquatico e il punto panoramico nell’ora del tramonto, lo rendono una meta molto ambita per turisti e famiglie.
Ottimo posto per esibirsi in street magic.

ALSERKAL AVENUE è un complesso di spazzi co-working, sale lounge, e gallerie d’arte.
Un posto davvero SMART dove la parola d’ordine è ARTE a 360°, qui si possono trovare musicisti, incontrare gruppetti di persone che intonano qualche canzone, conoscere e scambiarsi biglietti da visita, socializzare e perché no… far vedere cosa significa Street Magic. 😉

Il BURJ PARK, è un’area verde, ben curata, con la statua di un misterioso braccio che mantiene il numero 3 verso il cielo e come sfondo il grattacielo più alto del mondo, il gigantesco Burj Khalifa che garantisce uno splendido afflusso di turisti e famiglie.
Un ottimo luogo, dove, oltre ad esibirsi è possibile godersi un buon pic-nic serale. Inoltre, dalle 19 ogni 30 minuti ci sarà lo spettacolo coreografico delle fontane di Dubai, che garantiscono un’atmosfera davvero magica e suggestiva.

PUBLIC BEACH, è una candida spiaggia pubblica a ridosso del Burj al-Arab, unico hotel 7 stelle al mondo, dove è possibile pernottare a partire da 12.000$ a notte; luogo identificato da noi italiani come “La Vela” per via della sua particolare forma, ma più esattamente chiamato “Torre Degli Arabi” dai locali. La spiaggia libera è molto frequentata dalle 16.00 in poi, perché orario meno caldo. Per gli amanti della spiaggia è il posto dove consiglio un bel bagno oltre a dove poter avere un pubblico giovane da sbalordire con incredibili effetti street.
Porgete un occhio di riguardo ai bagnini, non tutti apprezzano la nostra arte, quindi, potrebbero a volte “farvi storie”, nulla che non possa essere prevenuto dando qualche bella bibita fresca in omaggio, quello l’apprezzerebbero di sicuro!

Queste sono le zone che ho trovato più comode a qualsiasi forma d’arte in esibizione esterna.
Mi sono divertito molto a testarle e, oltre a qualche bella mancia, mi hanno regalato la possibilità di conoscere gente e storie straordinarie provenienti da ogni parte del pianeta.
Conoscere una cultura così differente dalla nostra e cercare di hakerarla con rispetto ed eleganza è stato apprezzato dai più, motivandomi ogni giorno a fare di meglio.

Ho avuto l’emozione di tentare di portare il mio show a Dubai. Ho trovato uno spazio artistico davvero carino che, con grande volontà, ha provato a produrre lo spettacolo. Purtroppo il periodo di bassa stagione ha influito negativamente, facendo desistere il proprietario della galleria, 3 giorni prima dell’esibizione, vedendo il botteghino semi-deserto.
Ci “abbiamo provato”, e ritenteremo in futuro durante l’alta stagione.

La mia avventura ha avuto un pit-stop di rientro in Italia, per un check-up medico e un’infiammazione (vi tralascio i dettagli disgustosi) …
Dico solo, per dovere di cronaca, che si tratta di una piccola asportazione chirurgica, un’operazione che in Italia ha il solo costo del ticket, mentre a Dubai costa dai 1500 ai 2000$. Consiglio, pertanto, di stipulare un’assicurazione medica all’atto dell’acquisto del biglietto aereo, “prevenire è meglio che curare” (diceva un saggio!).

La mia permanenza in questa città non è terminata, penso di tornare in alta stagione, sfruttando questo periodo per portare a termine la realizzazione del prototipo dell’installazione CEREBRO che sto progettando per Expo2020 in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana.
Dubai rimane una città misteriosa e rimango consapevole che ho ancora molto da scoprire.
Ciò che si può dire di questa città, che 50 anni fa non esisteva, è, che è a tutti gli effetti merita di essere una medaglia per l’umanità, perché come dicono gli Sceicchi di Dubai, “Dove non poteva nascere nulla noi abbiamo creato il centro del mondo”.
Una città artificiale e con manie di grandezza ma rimane pur sempre un posto che, seppur con una cultura totalmente differente dalla nostra, vi tende un braccio, alla ricerca di una fusione che non può far altro che crescere e favorire la nostra consapevolezza ed apertura mentale.

P.S.: un ultimo consiglio:

Ho incontrato nella mia strada numerosi veicoli abbandonati senza targa, di ogni tipo e modello… tra i più strani ed impolverati, oltre ai più classici Mercedes, Audi e BMW, nonché un Porsche Cayenne, una Limousine, una Mustang e diversi modelli di Rolls Royce…
Possono contenere ogni sorta di bene e molti di questi veicoli sono aperti e con le chiavi inserite nel pannello…
ho dovuto fare a meno di resistere alla tentazione di “sciacallare” qualsiasi auto a tiro, (perché ci tengo alle mie mani e spero voi alle vostre!).

La prima riflessione che mi ha fatto desistere al tentativo di cedere, al desiderio irrefrenabile di “controllare” queste auto, è arrivato al giorno 4 di permanenza in Dubai, dopo il saggio suggerimento di un anziano indiano del “peggior ostello dei Bar di Caracas” con le sue parole:
“secondo te i locali sono tutti scemi che non le toccano o le depredano?”

effettivamente informandomi meglio alle auto dopo 3 mesi di fermo vengono tolte le targhe e registrate come proprietà del governo di Dubai. (se una pattuglia vi vedesse aprire una qualsiasi auto senza targa e come derubare DIRETTAMENTE il governo di Dubai…)

NO BUONO!

dopo 6 mesi i mezzi vengono messi all’asta con prezzi comunque stra vantaggiosi.

E la risposta alla domanda che mi frullava in testa del perché così tanti veicoli abbandonati mi arrivò dal consolato italiano e rimanda vagamente all’inizio di questo articolo:

a Dubai va di moda arrestare e radiare dalla città senza possibilità di rientro.

Immaginate soltanto che, in questo paese, è ILLEGALE fallire.
Quindi, se possiedi un’azienda e stai per fallire (e non è che lo si scopre dall’oggi al domani) a volte hai la scelta e la consapevolezza che ti conviene parcheggiare la tua Porsche vicino al deserto in maniera romantica, accarezzarla per l’ultima volta, inserire le chiavi nel cruscotto e abbandonare di tua scelta la città, senza mai più tornarvi, evitando così di finire quanto meno in galera, perché come spiegavo, nella città di Dubai e negli Stati Emirati….

“LA PENA è SICURA”

Andreè Settembrino

Un pensiero riguardo “Andreè Settembrino ci racconta la sua avventura negli Emirati Arabi

  • 7 Settembre 2017 in 17:51
    Permalink

    Bellissimo reportage.
    Essendo mentalista, ho avuto modo anche io di incontrare “stati d’animo” di origine mediorientale “ostili” a quello che facevo. Ma giocavo comunque in casa. Complimenti per l’intraprendenza e il coraggio.
    Curioso di capire cosa possa essere Cerebro, ma in attesa di capirlo ti faccio i miei migliori in bocca al lupo sia per il pit stop che per il ritorno a Dubai.

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.