La Magia nei Libri – Il giornale di Bustelli

di Davide Rubat Remond – https://www.instagram.com/lamagianeilibri/ 

“Fummo felici, in quel tempo, spargevamo incantamenti. Ci trascinavamo dietro un bagaglio d’un centinaio di quintali. Scenari, attrezzi, congegni: un luna park. Eravamo affiatati: una ventina. Conquistavamo la gente con giochi assurdi, con inganni maliosi, che mettevano tregua all’assalto dei crucci quotidiani”, raccontava Bustelli in un’intervista a La stampa il 17 maggio del 1973, ormai pensionato a un anno circa dalla sua morte che avverrà nel 1974.
Ranieri Bustelli nasce a Tuscania, in provincia di Viterbo, il 12 febbraio 1898. A diciotto anni debuttò con un giovanissimo Vittorio De Sica, in uno spettacolo di varietà, al Teatro Margherita di Roma. Questa prima esperienza di spettacolo articolato e completo segnò in modo marcato tutta la sua futura produzione artistica.

Da uomo di teatro illuminato e curioso, con uno sguardo spalancato e spiccato al futuro, Bustelli aveva intuito che il modo migliore di far “sopportare” la magia in uno spettacolo, per circa due ore, era quello di presentarla al pubblico in una forma concorrenziale con le grandi riviste, con il cosiddetto Teatro di Varietà, che vedeva in Macario, Dapporto, Osiris, De Filippo i suoi maggiori capisaldi.

Aveva capito cosa divertiva il pubblico e sapeva come presentare i suoi giochi, il suo repertorio era scelto per divertire, stupire e per emozionare di meraviglia. Le scenografie utilizzate erano sfarzose e originali. Bustelli era un complesso di doti artistiche e di senso commerciale che lo portò a ottenere successi di critica e di pubblico impensabili per l’epoca. La compagnia di Bustelli si esibì per oltre quattro mesi consecutivi al Teatro Adriano di Roma. I guadagni della compagnia Bustelli in quegli anni favolosi raggiungono cifre da capogiro, come racconta lo stesso Bustelli nell’intervista già citata. Nel 1954 si ritirò dalla scena dedicandosi alla costruzione di macchine e apparati per i giochi di prestigio, creando la Casa Magica Bustelli. Nel 1953 fu tra i promotori del primo “Club Nazionale dei Maghi”, di cui fu anche presidente.

Riuscì a intercettare i radicali cambiamenti dell’intrattenimento con la fine del teatro di varietà e l’inizio dell’era televisiva, ritirandosi volontariamente, trascorrendo gli ultimi anni della sua vita con la moglie ( che fu anche figurante della sua rivista magica) a Firenze.

Il giornale di Bustelli è stato “ l’Organo ufficiale dello spettacolo del mago Bustelli”, ed era distribuito gratuitamente nei teatri, sede dei suoi spettacoli. Alcune di queste pubblicazioni presentavano un minimo spazio rettangolare bianco, immediatamente sotto la testata, dove era inserito il nome del teatro, la località, le date e l’orario dello show. Constava di quattro pagine, quindi due fogli, e aveva l’aspetto tipico di un quotidiano. Esistono una versione italiana e una in lingua iberica, preparata in occasione della sua tournée spagnola negli anni ’50, l’ultima della sua carriera.

Il giornale di Bustelli oggi è molto raro, anche in rete è in pratica inesistente. Mentre scrivo, si può trovare l’immagine di un giornale nella versione spagnola, venduta nel 2016, con il frontespizio in bianco, senza data e senza località specifica. La lingua spagnola lo colloca verosimilmente nella metà degli anni ’50. La mia copia è datata 31 ottobre 1933, distribuita in occasione dello spettacolo al Teatro Principe di Modena. Messo a confronto con la versione spagnola, ci si rende conto che i titoli e i contenuti della prima pagina sono i medesimi, a distanza di circa vent’anni.

La prima pagina riporta nello spazio centrale in alto, il nome del teatro e della città di appartenenza e la data della rappresentazione. Subito sotto, il volto di un giovane mago Bustelli, sullo sfondo una sorta di scalinata su cui poggiano dodici persone facenti parte della compagnia.

Con il titolo “Il mago Bustelli Re degli illusionisti” si racconta che è

“Un godimento dello spirito e del sangue: l’ora felice e rara del riposo che ricrea e che diverte: questa infatti è l’impressione che il magico illusionista Bustelli sa dare ai pubblici che affollano i teatri ove egli si produce…”.

Con “L’arte di illudere” si cita una conferenza del giornalista e commediografo Carlo Veneziani:

“Poiché tutto ciò che diverte, come la musica, il canto, il dramma, è da considerarsi Arte, non è da escludere la Magia, che essendo basata su tutti i principi scientifici, sia un’arte vera e propria come tutte le altre.
… E’ quindi da augurare che anche in Italia l’arte magica si diffonda come all’estero poiché oggi che ogni pregiudizio è scomparso, venga considerata al livello di tutte le altre.”

Si considera dal punto di vista morale la magia, enfatizzando l’utilità sociale di quest’arte. Quante volte e per quanto tempo ha messo in guardia dai “cosiddetti professori di scienze occulte, che con le loro male arti seminavano malumore, discordie e odio tra i credenti”. E’ l’arte magica che “ha spiegato tutti i trucchi dei medium, adottati per i loro falsi esperimenti spiritici”. E ancora “Ha messo molte volte in guardia i giuocatori d’azzardo contro i trucchi e le astuzie usate dai bari” e “continua sempre la sua campagna di demolizione, scagliandosi contro ai cosiddetti fachiri, che ancora insistono di far credere che i loro trucchi sono dei fenomeni soprannaturali”.

“Infine l’arte magica rifugge da ogni volgarità, mantenendo sovente uno scopo educativo nella gioventù, che si interessa prestando tutta l’attenzione all’artista, che con mezzi tanto semplici sa procurare una delle più dilettevoli ricreazioni. L’arte magica sviluppa l’intelligenza, aguzza l’ingegno”.

Una fotografia di scena immortala un momento dello spettacolo durante la rappresentazione della nuova creazione magica “Express cafè”. Bustelli fu inventore, ideatore di molte illusioni innovative e di grande effetto alcune delle quali brevettate in tutto il mondo. Sono citate come novità anche illusioni come “Il compressore della morte” e “La bolla di sapone volante”. Un’ultima annotazione sull’Accademia magica di Berlino, associazione alla quale appartenevano i più grandi e quotati illusionisti al mondo. Nella cui sede ogni anno si svolgevano concorsi per individuare e premiare le migliori illusioni per effetto e per originalità, e Bustelli ne era assiduo frequentatore.

Nella seconda pagina, molto figurativa, si può comprendere la grandiosità di uno spettacolo di Bustelli, le immagini, le vignette e tutto quanto si celebra ci rende nostalgici per ciò che non abbiamo potuto vivere.
Dall’orchestra dal vivo fino ai 50 gradi sotto zero in palcoscenico, passando per l’apparizione di un giardino e diecimila litri d’acqua in un minuto, sono “100 esperimenti 100 meraviglie 100 sensazioni”.

La terza pagina dedicata alle recensioni degli spettacoli tenuti negli anni 1932 e 1933, tanti grandi successi di pubblico e di critica in ogni città. Da questi trafiletti possiamo estrapolare alcuni degli spettacolari giochi presentati da Bustelli: “ammiratissimo l’esperimento della sparizione di un uccello vivo da un sacchetto e la sua riapparizione dentro una lampada elettrica accesa…suscitatore di continuo riso il miracolo di far apparire in un piatto vuoto un ottima pasta al sugo che due spettatori si sono allegramente mangiata…ammirato pure l’esperimento della sostituzione di una persona chiusa dentro una cassa e prima, entro un sacco, l’una e l’altro ermeticamente chiusi…Bustelli poi ha dimostrato di creare le monete cavandole a volontà dalle vesti degli spettatori ed ha saputo, a sua volontà rendere addirittura possibile quello che è notoriamente impossibile”.

Nella quarta e ultima pagina trova spazio uno scritto proprio di Bustelli, in cui ci racconta l’aneddoto di Bosco e l’ormai leggendario gioco degli orologi che “da tutto il mondo è già conosciuto e da nessuno in realtà veduto”,
e sottolinea la grande differenza esistente tra il “vecchio” pubblico e quello più moderno e smaliziato, perché “una volta un qualsiasi volgare giuoco di bussolotti bastava a far credere al miracolo”.

Siamo negli anni trenta e “oggi invece è tutto cambiato, siamo completamente nel modernismo, con un pubblico moderno, quindi anche l’illusionismo deve essere completamente moderno…”.

Il quadro grafico, quasi a pagina intera, rappresenta molto bene il mondo magico di Bustelli, raffigurando molte delle illusioni che esibiva negli spettacoli di quegli anni. Si possono riconoscere le fontane danzanti, le manipolazioni di carte, monete e sigarette (le 100 sigarette), levitazioni e metamorfosi, apparizioni di animali, bandiere, piatti di spaghetti caldi e di un vero neonato. A tal proposito si racconta che, nel 1952 ad appena 19 mesi di vita, ebbe un primissimo esordio artistico la futura cantante e conduttrice Stefania Rotolo (1951-1981) in un numero che, in un’esibizione al Teatro Valle di Roma, prevedeva la sua nascita da un enorme cappello a cilindro.

In sintesi Bustelli fu un grande innovatore, un geniale creatore d’illusioni, un perfezionista che utilizzava gli apparati radio, elettrici e meccanici più moderni. Scenografie grandiose e sensazionali messe in scena.

Uno studio ed un aggiornamento continuo perché “per raggiungere tale verità non bisogna rimanere inoperosi sugli allori, bisogna studiare continuamente, lavorare, modellare, provare e riprovare con indefessa passione come da venti anni non un solo giorno ho trascorso di cercare di apportare un nuovo contributo all’arte della magia, e sebbene per questa passione io abbia voluto troncare gli studi classici, pure non me ne dolgo poiché immense furono e sono le soddisfazioni che continuamente questa mia appassionata arte mi procura”.

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