5 Domande: Max Barile.

Ecco le risposte di Max Barile, vicepresidente del IBM Ring 377, il Club Magico Pugliese, conosciutissimo per le sue frequenti apparizioni televisive. Visitate i suoi siti http://www.maxbarile.com/ e www.magopermatrimonio.it . Vi ricordiamo che Il giorno 1 marzo si terranno presso la Birreria elegante “BIRRBANTE” le selzioni pugliesi del campionato italiano di magia che in passato ha già dato ottimi finalisti!

max barileMago dall’età di 11 anni ha studiato passando dal percorso obbligato fatto di palline e foulard fino all’essere un mago moderno dal piglio brillante.
Approda in Tv giovanissimo su piccole emittenti locali e prevede il titolo di Repubblica.
Ha lavorato in numerose produzioni televisive nazionali.
A 41 anni ha uno spettacolo teatrale andato in scena a Roma  come a Bari e uno di close up. Ha pubblicato il romanzo breve “kappadicuori” e diverse pubblicazioni per i prestigiatori.

1)Come ti sei avvicinato alla prestigiazione?

E’ successo da bambino con diverse cause scatenanti. Guardavamo Silvan in Tv nei suoi show e con la mia cuginetta Angela alla domenica sera, a casa della nonna, mettevamo in scena degli improbabili trucchi magici. Un giorno a scuola entrò in classe un giovanotto che vendeva libri, uno di questi era “Silvan. I miei giochi più belli”.

Lo comprò mia cugina ed io pensai che me lo avrebbe mostrato. All’uscita di scuola, a sorpresa, mi disse di no! Proteggeva il segreto professionale: Ci restai male. Appena giunto a casa chiesi i soldini a mia madre per poter comprare il libro all’indomani. Ma il giorno dopo il ragazzo non tornò. Ogni volta che si apriva la porta dell’aula il cuore mi balzava in gola, speravo fosse il ragazzo con i libri che purtroppo non tornò: Ci restai molto male. Dopo tanti anni mia cugina con altrettanta sorpresa, me lo ha regalato. Oggi è in buona compagnia con gli altri libri di Silvan. Credo di averli tutti.

Qualche Natale dopo, avevo forse dieci, undici anni, espressi il desiderio di ricevere in dono una scatola magica. Per motivi che non sto qui a dire per un certo periodo fui un bambino piuttosto solo e mia madre non chiedeva altro che vedermi sorridere. Andammo a Bari alla Upim e trovammo una bellissima scatola: “HOCUS POCUS” della marca tedesca JUMBO. Fu autentica magia. La confezione colorata, con il cilindro e tutti gli oggetti magici illustrati sul coperchio della confezione. Fantastico. Quando la aprii restai un po’ interdetto: non capivo cosa avrei dovuto fare con quegli oggetti. Una bottiglia, una cordicella, dei dadi, dei ditali… finchè non notai al centro della confezione il manuale con le spiegazioni. E così ebbe inizio la magia.

Qualche mese dopo comparve nella vetrina di una cartoleria del mio quartiere una piccola scatola magica con allegato il Manuale di Silvan. La comprai e il manuale divenne il mio libro preferito. Lo portavo anche al mare. In seguito cominciò la distribuzione nelle edicole dei fascicoli “Stupire” e vista la pubblicità in TV non potei sottrarmi dall’acquisto, che avveniva ogni sabato: era il mio premio di fine settimana. I libri di magia sono stati sempre la mia passione e da allora non ho più smesso di comprarli. La loro ricerca avveniva in ogni libreria in cui incappavo.

A tutto questo aggiungi la visione in TV di un film del 1976 intitolato “Quella strana ragazza che abita in fondo al viale” con una giovane Jody Foster in cui uno dei protagonisti, Sott Jacoby, interpreta la parte di Mario: un altrettanto giovane mago.

In uno dei miei libri trovai l’indirizzo del Club Magico Italiano (ai miei tempi era difficile venire a conoscenza di negozi o di club) e scrissi una lettera a Bologna. Dopo qualche mese mi rispose il buon Mario Altobelli che parlò di me al grande maestro Giuseppe Bressan con il quale ho avuto per anni una fitta corrispondenza. Lo considero uno dei miei maestri.

2)Il momento che ricordi piu’ intensamente della tua esperienza da prestigiatore.

Ci sono diversi momenti che ricordo con piacere. Il più intenso è questo: ero poco più che un bambino, quando una volta recatomi a Bari insieme con mio padre fui attratto da una piccola libreria nella quale incappammo per caso: sai quelle piccole librerie con gli scaffali polverosi? L’insegna era per me un chiaro invito a entrare: “ABRACADABRA”. Mio padre andò a sbrigare delle faccende ed io mi infilai nella libreria.

All’interno, su uno degli scaffali, scoprii diversi libri di magia. Alcuni li possedevo ma un paio, bellissimi, non li avevo. Non avevo denaro con me, quindi chiesi alla signora della libreria di tenermeli da parte. Andando via chiesi a mio padre il nome della strada e mio padre sbagliò nome. Tornato a casa dissi a mia madre che saremmo dovuti andare in quella via per recarci nella libreria in cui c’erano i miei libri. L’indomani, o qualche giorno dopo non ricordo, tornai a Bari con mia madre e recatici nella strada indicata da mio padre scoprimmo che della libreria non c’era traccia.

La percorremmo più volte ma naturalmente la libreria “Abracadabra” non poteva esserci. Deluso, mi sembrava un incubo, decisi di desistere e mentre si andava via, per un nuovo caso ci trovammo a passare nei pressi della mia libreria. E cominciai a urlare gioiosamente a mia madre che l’avevamo trovata. Entrammo ed io finalmente potei comprare i miei libri. Ecco se ho conosciuto la felicità nella mia vita è accaduto quel giorno.

Altri ricordi importanti sono legati al fatto che la magia mi ha permesso di conoscere in momenti differenti i miti della mia infanzia con i quali, a diversi livelli, sono nate amicizia e rispetto. Con qualcuno in particolare siamo molto amici e ogni giorno sono grato per questo.

Averli avuti tra il pubblico di un mio spettacolo è stata una delle più grandi gioie della mia carriera magica.

3)Quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di piu’ ed in che modo?

Come ho raccontato, ho incontrato la magia con le esibizioni di Silvan e di questo gli sarò sempre grato, ma l’influenza maggiore credo sia venuta da Tony Binarelli ed è cominciata la volta che lo vidi per la prima volta in televisione. Fu come essere folgorato sulla via di Damasco. Il mio modo di fare trovò un ideotipo di mago che ritenni potesse essere più vicino alla mia personalità..

Da giovanotto, mentre partecipavo ai miei primi programmi televisivi capii che la mia ammirazione spesso rischiava di sfociare nell’imitazione, così cominciai a porre l’attenzione sullo sviluppo della mia personalità artistica e magica.

Anche Alexander mi piaceva molto e non mi perdevo una puntata di Zim Zum Zam. Credo che gli anni 80 ci abbiano regalato la magia migliore, con personaggi ricchi di fascino e carisma, capaci di farti respirare aria di magia ad ogni loro apparizione televisiva.

Ho ammirato molto anche Billy Mc Comb e Alan Saxon.

Crescendo ho fatto tesoro delle lezioni di molti professionisti ma senza copiarne nessuno: ho lavorato su me stesso non solo con la magia e oggi sono un personaggio ben definito cosciente del fatto che non si smette mai di imparare.

4)Quale aspetto della nostra arte preferisci?

La magia, come la pittura, è un arte imitativa. La pittura imita un paesaggio mentre la magia imita un fatto inesplicabile, prodigioso. Ecco cosa mi piace: la possibilità di poter creare con le mie mani dei fatti prodigiosi con i quali meravigliare il pubblico. Sarò banale ma è tutto qui. Si fa tutto per regalare lo stupore alla gente e attraverso di esso una via di fuga dai problemi di ogni giorno. Di questo chiaramente ne fa le spese il prestigiatore stesso che conoscendo più o meno tutti i trucchi non può bearsi dello stesso stupore. Ecco perchè quando assisto al lavoro di un mago io non sono interessato al trucco, non cerco di capire come faccia ma, al contrario, volgio restare stupito mentre assisto ai suoi prodigi. Quindi guardo il suo spettacolo con gli occhi di uno spettatore. E non solo perchè voglio godere del suo lavoro ma anche perchè credo che ogni artista abbia i suoi segreti ed il suo percorso. Una magia già fatta da un altro mago è sua e basta. Non credo sia giusto cercare di copiarla.

5)Quali sono i tuoi progetti futuri?

Mi sto dedicando molto all’aspetto didattico dell’arte, il che contraddice la mia riservatezza, ma ho capito che occorre lasciare una traccia e per un prestigiatore quella traccia è la divulgazione presso la comunità magica di alcuni dei suoi tesori o quantomeno di un certo modo di metterli in scena. Ho una conferenza partita in sordina un paio di anni fa che è migliorata nel tempo facendosi più generosa.

Mi piacerebbe veder finalmente pubblicato il seguito del mio romanzo “Kappadicuori” che è intitolato “Kappadicuori e il mistero dell’automobile traslata”. Si, ci terrei davvero molto.

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