Il Re di Cuori, forse non così suicida dopo tutto

Articolo liberamente tradotto da http://blog.ellusionist.com/inside-the-cards-suicide-king-may-not-be-so-suicidal/

Dal sito World of Playing Cards

Un mazzo di carte e’ pieno di misteri ed enigmi. Uno dei più affascinanti e’ quello dell’uomo senza baffi. Il Re di Cuori e’ uno delle carte più emblematiche, soprattutto per la posizione della spada, per la quale ha preso il nome di Re Suicida.

Ma cio’ puo’ essere in qualche modo poco accurato, ecco un po’ di storia:

Le moderne care da gioco con i semi cuori, quadri, fiori e picche, sono di origine francese, queste forme sono più facili da disegnare e da riconoscere, a differenza dei tradizionali campane, cuori, foglie e ghiande delle carte tradizionali tedesche o coppe, denari, bastoni e spade delle carte italiane.

Il design delle carte deriva da un modello di carte prodotte nel 1565 dal francese Pierre Marechal di Rouen.

Alla fine del 1500 i produttori di carte francesi iniziarono a chiamare le figure con i nomi di eroi leggendari o personaggi storici, ed i nomi vennero stampati sulle carte fino al diciottesimo secolo.

In origine le figure fante, donna e re erano disegnate a figura intera, con gambe e piedi.

La grafica più semplice deriva proprio dalle carte con il design di Rouen, da cui prendono la posizione dei volti (chiamati Reali da un occhio solo) e gli oggetti che vengono tenuti in mano dalle figure, come l’ascia del re di Quadri o i fiori in mano alla Regine.

Il Re di Cuori era chiamato Charles, probabilmente derivante da Carlomagno (Charlemagne). E’ l’unico Re senza baffi, e che e’ in una posizione dinamica brandendo una spada. Il mistero più grande e’ appunto la spada, che, secondo Wikipedia, non e’ in posizione tale da commettere suicidio, ma piuttosto nell’atto di difendersi da un attacco, oppure alza la spada per sferrare un attacco. la posizione della spada non e’ facile da capire, in quanto nel design di Rouen le figure sono raffigurate frontalmente e non c’e’ nessun accenno alla profondità (la spada e’ dietro la testa o davvero “nella” testa? in realtà le prime rappresentazioni di questa carta avevano un ascia, poi la spada davanti alla fronte, e non dietro N.D.JAQK).

Carlomagno e’ passato alla storia come conquistatore, il suo impero era vastissimo, ed e’ stato dichiarato imperatore dei romani dal Papa Leo III. Carlomagno e’ infine morto per una infezione ai polmoni nel 813.

Non esattamente quindi il tipo di persona che si colpirebbe alla testa con una spada.

Ma la leggenda del Re Suicida comunque continua, e’ stato un personaggio in Alice nel Paese delle Meraviglie, ci sono alcuni film con questo nome, un album del musicista Roy Orbison, stampato dopo la sua morte, si chiama appunto “King of Hearts”, etc… alcuni prestigiatori molto credenti (che fanno Gospel Magic) considerano il Re di Cuori ottimo per rappresentare il sacrificio e quindi Gesù.

Il Re di Cuori rimane una carta speciale ed emblematica, come i due fanti da un occhio solo (“one-eyed jack”), la ragione per il suo sacrificio rimane un mistero dei moderni mazzi di carte…

Ecco il testo originale in inglese dell’articolo:

A deck of playing cards is filled with enigmas and mysteries. One of the most enduring features a man with no mustache. The King of Hearts is one of the most iconic cards in the deck, mainly because of his awkwardly placed sword. Because of that, he’s earned the nickname of “suicide king.”

But that may be somewhat inaccurate.
A little history:

~ Modern playing cards — spades, hearts, clubs and diamonds — are French in origin. The shapes were easier to stencil than the detail-laden bells, hearts, leaves and acorns of German decks.
~ The designs seen in a deck from the U.S. Playing Card Company, Gemaco, Carta Mundi and other modern publishers descend from models produced by Pierre Marechal in Rouen around 1565, according to World of Playing Cards.
~ Near the end of that century, French publishers started naming the court cards after heroes, legends or historical figures. Names were printed on them until about the 18th century.
~ Originally, the court cards were portrayed as fully standing figures, complete with stockinged feet.
~ The simplistic graphics of today’s modern court cards can be traced back to those Rouen designs. Elements of those designs, including the flowers held by the queens, the King of Diamonds’ axe and the positions of the courts’ faces (namely, the one-eyed royals) have been incorporated in modern-era decks from numerous publishers.
The King of Hearts was dubbed Charles, presumably after Charlemagne. He’s the only king without a mustache, the only king doing something active with his weapon. The mystery deepens with an examination of that weapon, however: According to Wikipedia, it’s been suggested that because Charlemagne’s sword does not exactly match the weapons held by the other kings, perhaps he is not killing himself, but recovering from an attempt on his life.

Or maybe he’s just raising his sword, ready to attack. It’d be easy enough to speculate that –because the Rouen designs featured flat crowns on each court card flush against the border of the art, there wasn’t a lot of room left over to depict Charles in charge, ready to slice some heathens.

And conquering is what he’s known for: Charlemagne is remembered in history for a humongous expansion of his kingdom, including overtaking the Roman empire. Pope Leo III declared him emperor of the Romans, after he and his armies helped defeat a rebellion. Charlemagne died in 813 of an infection in his lungs.

Not exactly the kind of guy who would jab a sword in his skull.
But the myth of the suicide king endures. He was a character in Lewis Carroll’s “Alice in Wonderland.” There are a few plays named after the card, and a Roy Orbison album, released after the singer’s death, was named “King of Hearts.” And we’ve read some reports from Christian magicians who say the king’s apparent act of sacrifice make the card perfect for representing either God or Jesus.

Yet of all the iconography in a deck of playing cards, the suicide king remains one of the most often repeated designs, as critical to a complete deck as two one-eyed jacks. The reason for his apparent sacrifice is probably one of the biggest mysteries in a modern pack of playing cards.

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