Brachetti è pronto a sorprendere tutti

Debutta alle Muse il nuovo show del trasformista

ANCONA – Acclamato in tutto il mondo. Reduce da un successo stellare a Parigi. Arturo Brachetti è uno degli artisti di caratura mondiale che attualmente abbiamo in Italia. “Brachetti che sorpresa” è il titolo del nuovo show che Arturo Brachetti presenterà in prima nazionale martedì e mercoledì al Teatro delle Muse. Protagonista l’attore-trasformista, famoso per il suo quick-change, capace di offrire un caleidoscopio di personaggi realizzati con grandi costumi o solo con pochi oggetti. Insieme a lui sul palcoscenico Luca Bono, giovane talento dell’illusionismo internazionale, Luca&Tino e Francesco Scimemi.

Il suo spettacolo è sempre una sorpresa per definizione, ma può provare ad anticiparci qualcosa?
“Il sottotitolo ’Lost and found’, perché a legare le varie performance è l’idea della ricerca di qualcosa che si è smarrito e che alla fine si ritrova. Oggetto chiave dell’intero percorso sarà la valigia rossa, in cui ciascun troverà la sua risposta. L’ambiente dello spettacolo è il magazzino universale delle valige perse. Le cose importanti della vita sono i sogni, uno può perdere una piccola cosa, ma i sogni restano”.

Ci sarà anche tanta tecnologia: quanto la aiuta nei suoi show?
“Molto, grazie all’utilizzo del ’video mapping’ che prevede la proiezione, sulle scenografie, di immagini che vanno a interagire con i personaggi e gli oggetti reali. C’è un pezzo nel Far West e grazie al video sono l’unica persona viva in un grande fumetto, con 21 trasformazioni in 5 minuti. In un altro pezzo volerò. La forza dello spettacolo è nell’umorismo, grazie a dei professionisti della risata che sono Francesco Scimeni, Luca Regina e Tino Fimiani che peraltro abita ad Ancona, quindi gioca in casa”.

Come si ottiene l’effetto sorpresa e lo spettacolo? È solo questione di velocità e magia?
“E’ un po’ un insieme. Il ritmo è molto veloce, è un varietà vero, con rapidissimi cambi di scena per un’ora e quarantacinque minuti di suspense ed emozioni”.

Oltre 100 show in 3 mesi a Parigi, molti meno in Italia: come se lo spiega?
“Al museo delle cere di Parigi c’è una mia statua fra i 4 italiani. Il mio teatro è molto visivo, molto legato all’immagine, al surrealismo, ad una forma di rappresentazione che esiste molto di più all’estero che da noi. Quindi è quasi normale che avvenga così, non ne faccio un dramma”.

Attore, regista, trasformista; cosa le manca ancora dal punto di vista professionale?
“Cantante non lo sarò mai purtroppo, questione di voce, mi manca davvero, adoro i musical, sarà per un’altra vita”.

Ha avuto tantissime soddisfazioni dal punto di vista professionale: un suo sogno mai realizzato?
“Il mio sogno unico è quello di portare la mia arte a New York. La trasformazione è un’arte italiana cominciata nel 500 e ha avuto il suo massimo esponente in Lepoldo Fregoli fino al 1922. Poi nel ’79 quando l’ho ripresa ero l’unico al mondo, ecco perché mi chiamano da Parigi. Ora mi imitano, ma imitano l’hardware e non il software. Manca l’anima”.

Torna nelle Marche dove era già stato anni fa per preparare Anplagghed con Aldo Giovanni e Giacomo. Quali altri ricordi la legano alla nostra regione?
“Ho bellissimi ricordi con la Compagnia della Rancia, con loro ho fatto Fregoli nel ’95 poi Brachetti in technicolor, mi hanno dato davvero molto. Senza citare poi i ricordi gastronomici marchigiani che cerco di rimuovere perché rischio di ingrassare al solo pensiero, e non me lo posso permettere!”.

fonte http://www.corriereadriatico.it/SPETTACOLI/anteprima_brachetti_pronto_sorprendere_debutta_muse_nuovo_show_trasformista/notizie/584345.shtml

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