Letture per Il 2026 di Roberto Bombassei
La lettura è uno dei pochi gesti umani capaci di unire piacere, conoscenza e libertà.
In un mondo dominato dalla velocità, dal consumo immediato e dall’immagine, leggere resta un atto controcorrente: richiede tempo, silenzio, attenzione. Proprio per questo, è un piacere profondo, non superficiale. Il grande Umberto Eco ha più volte difeso la lettura come esperienza formativa e vitale. Celebre è la sua affermazione: «Chi non legge, a settant’anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni.»
In questa frase Eco racchiude il senso più alto del piacere della lettura: leggere significa moltiplicare l’esistenza, attraversare epoche, culture, coscienze diverse. Il piacere non è solo evasione, ma espansione dell’essere. Eco sottolineava anche il valore della lettura lenta, non utilitaristica: «La lettura non serve a niente, come l’amore. Ma è proprio per questo che è indispensabile.» Il piacere nasce proprio dalla gratuità: si legge non per produrre, ma per abitare il pensiero.
Anche Italo Calvino ha riflettuto sul piacere della lettura come equilibrio tra immaginazione e rigore. In Perché leggere i classici scrive: «Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.» Il piacere del leggere, per Calvino, sta nella risonanza continua tra testo e lettore: ogni rilettura è diversa, perché diverso è chi legge. La lettura diventa così dialogo, non consumo. Ma la lettura produce felicità? Può darsi.
Per Jorge Luis Borges, il piacere della lettura è addirittura superiore a quello della scrittura: «Io mi vanto delle pagine che ho letto, non di quelle che ho scritto.» E ancora: «La lettura deve essere una forma di felicità.» In Borges la lettura è un’esperienza quasi metafisica: il libro è un labirinto, uno specchio, un infinito possibile. Il piacere nasce dal perdersi, non dal trovare risposte immediate.
Nel presente digitale, la lettura sembra minacciata dalla frammentazione dell’attenzione. Eppure, proprio oggi, leggere è un gesto di resistenza culturale. Significa scegliere la complessità contro la semplificazione, la profondità contro la superficie. Come scriveva ancora Eco: «I libri sono bussola, non mappa.» Il piacere della lettura non consiste nell’avere risposte pronte, ma nel saper porre domande migliori. Per concludere il piacere della lettura non è nostalgia del passato, ma necessità del futuro. È un piacere silenzioso, lento, duraturo. Leggere non ci allontana dal mondo: ci insegna a guardarlo meglio, con più empatia, più senso critico, più immaginazione. In definitiva, leggere è uno dei modi più umani di restare umani.
CONSIGLI DI LETTURA PER INIZIARE IL 2026
UNA VITA BEN SPESA – Massimo Polidoro https://amzn.to/4r0XidJ
Che cosa significa davvero spendere bene la propria vita? In questo libro, Massimo Polidoro accompagna il lettore in un viaggio avvincente tra scienza, filosofia e curiosità, sulle orme di tre menti straordinarie: Leonardo da Vinci, Charles Darwin e Albert Einstein. Attraverso la loro capacità di stupirsi e di indagare la realtà, scopriamo come la meraviglia e la voglia di conoscenza possano arricchire la nostra esistenza e farci guardare il mondo con occhi nuovi. Raccontando le loro vite, Polidoro ci invita a “imitarli”, ci spiega che cos’è il metodo scientifico e come usarlo per leggere la realtà in modo nuovo.
SAPIENS – Youval Noah Harari https://amzn.to/4pwWsEj
Centomila anni fa almeno sei specie di umani abitavano la Terra. Erano animali insignificanti, il cui impatto sul pianeta non era superiore a quello di gorilla, lucciole o meduse. Oggi sulla Terra c’è una sola specie di umani. Noi: Homo sapiens. E siamo i signori del pianeta. Il segreto del nostro successo è l’immaginazione. Siamo gli unici animali capaci di parlare di cose che esistono solo nelle nostre fantasie: come le divinità, le nazioni, le leggi e i soldi. Sapiens. Breve storia dell’umanità spiega come ci siamo associati per creare città, regni e imperi; come abbiamo costruito la fiducia nei soldi, nei libri e nelle leggi; come ci siamo ritrovati schiavi della burocrazia, del consumismo e della ricerca della felicità.
VISIONARI – Roberto Bombassei https://amzn.to/49oFIch
Consentitemi la citazione personale. Ci sono voluti tre anni di ricerca, studio e progettazione per scrivere questo mio nuovo libro di interviste impossibili. Questo libro nasce da un’utopia: costruire ponti attraverso il tempo e invitare a un tavolo comune uomini e donne che non hanno mai potuto incontrarsi, ma che continuano a parlarci attraverso le loro opere, intuizioni e rivoluzioni silenziose.
Non li celebriamo come statue, ma come fari. Perché ciò che rende straordinaria una vita non è l’eccezionalità dell’individuo, ma la capacità di trasmettere valori a chi verrà dopo. Questo libro non è storia, né filosofia, né scienza: è un dialogo immaginato per risvegliare domande reali.
Un invito a imparare con la gioia dei bambini, a pensare con la profondità dei filosofi, e ad agire con il coraggio dei visionari. Perché il futuro non nasce da ciò che sappiamo, ma da ciò che siamo disposti a diventare. Ogni epoca si interroga sul destino dell’umanità, ma la domanda più urgente resta sempre la stessa: cosa possiamo fare, noi singoli, per rendere il mondo migliore?
Viviamo in un tempo di velocità e distrazione, ma proprio per questo l’impegno — personale, morale e civile — diventa la forma più alta di resistenza e speranza.
Che cosa resterà di noi se la memoria sarà perfetta e infinita, se ogni emozione potrà essere replicata da un algoritmo? Per me, resteremo noi stessi, solo in una forma diversa. Perché, dopotutto, la vita è solo informazione che cerca di persistere, e in questa visione la pubblicazione “Visionari” può dare risposte.



