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Il Memorial Aldo Colombini, 6 domande per Barbara Colombini

di Aldo Ghiurmino @aldoghiurmino

Il 9 e 10 maggio lo Zolauditorium di Zola Predosa, alle porte di Bologna, ha ospitato il Memorial dedicato ad Aldo Colombini, uno dei più grandi interpreti della magia internazionale, nato proprio a pochi chilometri da lì. #AldoColombini #MemorialColombini #MagiaItaliana #MagicEvent #MagicCommunity #Illusionismo #Magia #MagiciansOfInstagram #MagicLife #MagicShow #MagicConvention #CloseUpMagic #StageMagic #MagicArt #Prestigiazione

Due giornate intense e ricche di appuntamenti: 4 conferenze con Aldo Ghiurmino, Tiziano Medici, Pino Rolle e Alain Iannone; il Gran Galà del sabato sera con artisti del calibro di Davide Costi, Alain Iannone, Magica Gilly, Gabriel, Cerchietti, Dado, Cecilia e Mirco Menegatti; il galà pomeridiano della domenica dedicato ai bambini con Mago Radicchio, Mago Pitti e Mago Bryan, presentati da Tiziano Medici; una fiera magica, momenti conviviali, una cena, un brindisi collettivo e il laboratorio della scuola di magia “Aller Magia” con Mirco Menegatti e Maddalena Ricciardi.

Ma il Memorial non è stato soltanto un congresso di magia. È stato soprattutto un viaggio carico di emozioni, ricordi e affetto, pensato e voluto da sua figlia Barbara per celebrare non solo il grande artista conosciuto in tutto il mondo, ma anche l’uomo, il padre e il creativo instancabile che ha lasciato un segno profondo nella storia della magia.

Abbiamo chiesto a Barbara di raccontarci com’è nato questo progetto e quali emozioni ha vissuto durante due giornate che hanno saputo trasformare il ricordo in qualcosa di vivo, autentico e condiviso.

1. Barbara, qual è stata la scintilla che ti ha fatto dire: “È il momento giusto per creare un Memorial dedicato a mio padre”?

Aldo, hai usato la parola giusta: è stata davvero una scintilla. Nell’autunno del 2023, l’associazione Maghi Sciolti Club di Modena mi ha chiesto di poter intitolare il club a mio padre. L’emozione è stata fortissima e, nei giorni successivi, ho iniziato a riflettere su quanto il panorama magico potesse fare di più per valorizzare la memoria di un artista che ha dato così tanto. Mi sono detta: “Se finora non ci ha pensato nessuno, ci provo io”. Prima di iniziare davvero, però, sono passati due anni: ho avuto bisogno di tempo per elaborare tutte le emozioni che questo progetto portava con sé.

2. Organizzare un evento così ricco di emozioni e contenuti dev’essere stato impegnativo: qual è stato il momento più difficile e quale invece quello più emozionante?

A dire il vero, la parte più semplice è stata coinvolgere gli artisti e tutte le persone che mi hanno aiutato durante il Memorial. Nessuno ha esitato un secondo a sostenere questa mia “pazza idea”. Vedere così tante persone desiderose di esserci è stato il momento più emozionante. La vera difficoltà, invece, è arrivata nei giorni precedenti all’evento: controllare continuamente le iscrizioni mi faceva convivere con la paura di fallire e, soprattutto, con il timore di deludere chi aveva creduto in me fin dal primo istante.

3. Durante il Memorial abbiamo visto non solo il “mago” Aldo Colombini, ma anche l’uomo, il padre, l’artista. Quale lato di tuo padre volevi far emergere maggiormente?

Papà era un artista a tutto tondo. In questi due giorni ho voluto raccontare ogni sfumatura delle sue passioni, anche quelle meno conosciute come la pittura, la poesia, la cucina e la musica. Il mio desiderio era mostrare l’uomo dietro all’artista e, di riflesso, il padre. Il suo valore magico è già conosciuto da tutti, ma spero che le nuove generazioni di illusionisti possano, attraverso questa iniziativa, conoscere meglio anche la sua storia e la persona che era.

4. I video storici proiettati durante il congresso hanno commosso il pubblico. Che effetto ti ha fatto rivedere quelle immagini insieme a tante persone che lo hanno amato?

Il Memorial è stato un turbinio di emozioni, prima, durante e dopo. Vedere così tante persone riunite per salutare e ricordare papà è stato indescrivibile. I video hanno commosso tutti, confermando l’affetto enorme che il pubblico prova ancora per lui. Per me è stato anche un modo per rendermi conto di quanto fosse avanti rispetto ai suoi tempi: le sue routine e le sue presentazioni sono ancora incredibilmente moderne. Mi sono sentita profondamente orgogliosa di lui e, allo stesso tempo, triste pensando a quanto avrebbe potuto dare ancora. Ma per tutta la durata dell’evento l’ho sentito incredibilmente vicino.

5. Hai dedicato molta attenzione ai bambini, riservando a loro l’intera giornata di domenica. Quanto pensi sia importante oggi trasmettere la magia ai più giovani?

La magia per bambini unisce profondamente la storia di mio padre alla mia. È una parte fondamentale del suo percorso e sento il dovere di raccontarla. Io stessa ho dedicato oltre vent’anni a questo pubblico speciale e posso dire che lo stupore negli occhi di un bambino davanti a un gioco di prestigio è qualcosa di unico, impossibile da ritrovare negli adulti. Per questo credo sia importantissimo trasmettere la magia alle nuove generazioni. Sono davvero felice del successo che ha avuto la giornata di domenica dedicata ai più piccoli.

6. Dopo il successo di questa edizione, possiamo già parlare di un futuro per il Memorial Aldo Colombini? E cosa ti piacerebbe aggiungere nelle prossime edizioni?

Devo ammetterlo: è stato un successo incredibile, ben oltre ogni aspettativa. Se me l’avessi chiesto dieci giorni prima del Memorial, ti avrei risposto di no: il lavoro era enorme e lo stress tantissimo. Oggi invece posso dire che non è solo una cosa che “voglio” rifare, ma che sento di “dover” rifare. Per la prossima edizione ho già qualche idea: mi piacerebbe inserire un concorso di close-up e magari anche un gala dedicato al close-up. Mi sembra il modo più bello per rendere ancora omaggio a mio padre. E voglio ringraziare di cuore tutte le persone che mi sono state vicine in questa avventura. Quindi no, questo non è un addio… ma un arrivederci al prossimo anno.

Grazie davvero Barbara per aver condiviso con noi queste emozioni.

Quello che hai creato è stato molto più di un semplice congresso: è stato un luogo dove ricordi, magia e affetto si sono incontrati. La sensazione più bella, alla fine di queste due giornate, è stata capire che Aldo Colombini, in fondo, non se n’è mai andato davvero. Vive ancora nei suoi effetti, nelle idee che continuano a ispirare maghi di tutto il mondo e nell’entusiasmo che questo Memorial ha saputo accendere in chiunque vi abbia partecipato.

Grazie Barbara.

Andrea Clemente Pancotti

Principalmente sono io Andrea Clemente Pancotti: infanzia rovinata dai fascicoli di “STUPIRE!” di Carlo “Mago Fax” Faggi. Abbandona l’Arte per poi riscoprirla alla soglia degli ‘anta.“. Ora il team si e’ allargato, siamo comunque un gruppo di amatori, seriamente innamorati della Magia…

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