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Ciccone intervista Saykon sul libro / non-libro “The Art of Magic Scrocching”

Ciccone #intervista #Saykon sul #libro / non-libro “The #Art of #Magic Scrocching” @mago.saykon

Disponibile il libro / non-libro “The Art of Magic Scrocching – L’#arte dello #scroccare con la #Magia di #Mago Saykon, alias Salvatore Maria Ciccone. Su Amazon https://amzn.to/49z4ebT

Ciccone:
Mago Saykon, dopo aver dichiarato guerra al concetto di “manuale” con Come Iniziare col Piede Sbagliato, Lei torna con un nuovo oggetto editoriale dal titolo piuttosto esplicito: The Art of Magic Scrocching. Dobbiamo preoccuparci?

Saykon:
Sì. Ma non per quello che pensi.

Ciccone:
In che senso?

Saykon:
Nel senso che questo non è un libro su come ottenere cose gratis. È un libro su come capire perché a volte le cose arrivano gratis. Che è molto più pericoloso.

Ciccone:
Quindi non è un manuale per approfittatori?

Saykon:
Assolutamente no. Gli approfittatori non arrivano alla seconda pagina. Si fermano al titolo, ridono, e tornano a chiedere “oh, ma il drink chi lo paga?”. Questo testo è per chi ha già scroccato… senza sapere perché funzionava.

Ciccone:
Nel sottotitolo si parla apertamente di “arte dello scroccare”. Una parola che di solito non si trova accostata a termini come etica, psicologia o capitale simbolico…

Saykon:
Ed è proprio per questo che andava fatto.
La parola scroccare è sporca solo se la guardi da lontano. Da vicino è una dinamica sociale antichissima: dono, reciprocità, riconoscimento. Io ho solo tolto il tappeto sotto cui la nascondevamo.

Ciccone:
Nel libro Lei insiste molto sul fatto che il mago non “chiede” mai. Eppure ottiene.

Saykon:
Perché il mago, quando è onesto, non entra per prendere. Entra per alterare la realtà.
Se dopo quell’alterazione qualcuno sente il bisogno di offrire qualcosa, non è scrocco. È un riequilibrio.

Ciccone:
In pratica sta dicendo che il mago crea un debito emotivo?

Saykon:
No. Sarebbe troppo semplice, e soprattutto troppo cinico.
Io parlo di gratitudine spontanea. Che è molto più fragile: se forzi, si rompe.

Ciccone:
Nel testo si passa dalla strada ai bar, dai ristoranti agli hotel, fino ad arrivare a concetti come “mecenate”, “fuga elegante”, “saturazione relazionale”. Non è più magia, sembra sociologia.

Saykon:
La magia è sociologia con le mani occupate.
Il problema è che molti maghi studiano solo cosa fare con le dita, e mai cosa sta succedendo nella stanza.

Ciccone:
C’è molto autobiografico. Episodi, ricordi, viaggi, locali, nomi appena accennati. È voluto?

Saykon:
Sì, perché lo scrocco non è replicabile.
Se togli la storia personale, resta solo una caricatura.
Io non volevo creare un metodo, ma mostrare un percorso. Il mio.

Ciccone:
C’è una presenza costante, anche se mai centrale. Una figura che ritorna, a volte come complice, a volte come contrappunto. Non viene mai spiegata fino in fondo.

Saykon:
Come ho già detto, queste pagine sono frutto della mia personale esperienza. E spesso c’era questa persona, con cui ho vissuto questi momenti, ed ideammo assieme questo progetto anni fa.
Perché non viene mai spiegata fino in fondo? Perché certe persone non vanno spiegate.
Vanno attraversate.

Ciccone:
Si potrebbe leggere il libro come una riflessione sull’amicizia?

Saykon:
Solo se non la cerchi.
Chi cerca l’amicizia in un libro non la troverà.
Chi l’ha vissuta… forse riconoscerà qualcosa.

Ciccone:
In più punti Lei sembra quasi prendere le distanze dal lettore. Avverte, frena, mette limiti.

Saykon:
Perché chi non sente il limite diventa fastidioso.
E un mago fastidioso non scrocca: viene evitato.

Ciccone:
C’è un passaggio molto forte sul concetto di “capitale simbolico”.

Saykon:
È l’unica vera valuta che usiamo.
Puoi ottenere un drink oggi e perdere dieci occasioni domani. Il libro serve a evitare questo.

Ciccone:
In definitiva, perché ha scritto questo libro?

Saykon:
Perché certe cose si fanno comunque.
Meglio farle con consapevolezza, eleganza e memoria… che con ignoranza e arroganza.

Ciccone:
Domanda finale: come si acquista questo libro?

Saykon:
È acquistabile su Amazon. https://amzn.to/4q1uOjF
Il che è ironico, se pensi che parla di scambi diretti, contatti umani e bar senza cassa automatica.
Ma va bene così: anche le contraddizioni fanno parte del gioco.

Ciccone:
Qualcosa da aggiungere?

Saykon:
Sì.
Non tutto ciò che scrocchi si consuma.
Alcune cose, più le attraversi… più restano. E se mentre lo leggete vi viene voglia di offrire qualcosa a qualcuno…
forse avete capito di cosa parla davvero.

Ciccone:
Grazie.

Saykon:
A JAY.

Andrea Clemente Pancotti

Principalmente sono io Andrea Clemente Pancotti: infanzia rovinata dai fascicoli di “STUPIRE!” di Carlo “Mago Fax” Faggi. Abbandona l’Arte per poi riscoprirla alla soglia degli ‘anta.“. Ora il team si e’ allargato, siamo comunque un gruppo di amatori, seriamente innamorati della Magia…

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